Recensioni

Sono una donna e odio fare la “madre” e i lavori di casa

Lei scrive:

Cara Eretica,

vorrei raccontare la mia storia sapendo che riceverò molti giudizi negativi. La racconto perché so che altre donne potrebbero trovare liberatorio ammettere che anche per loro va allo stesso modo. E’ tutta una questione di precarietà. Se avessi più soldi assumerei una tata (o un tato) e una persona per le pulizie. Io, però, non ho abbastanza soldi. Dunque?

Prima di fare un figlio ce la cavavamo in qualche modo. Lui sapeva, fin dall’inizio, che io non volevo fare la madre e non amo le attività casalinghe. Lavora un po’ meno di me, ha un orario più comodo, quindi mi aveva detto che ci avrebbe pensato lui e se fosse stato necessario avrebbe chiesto aiuto a sua madre. Peccato che in Italia non considerano il congedo parentale per gli uomini. Lui avrebbe voluto restare a casa per almeno un anno. Non glielo hanno permesso a meno che lui rinunciasse allo stipendio, per una aspettativa.

Fin dall’inizio mia suocera mi ha considerata una non-donna. Una nullità. Una “strana”. Non è una donna vecchio stampo. Ha fatto le lotte femministe e vedevo in lei un’alleata. Non fosse che ad un certo punto ha cominciato a sobillare suo figlio contro di me.

Una donna dovrebbe assumersi la responsabilità della propria famiglia. Ha fatto un figlio e deve badarci. Non è giusto che faccia tutto tu – parlando al figlio. Il mio compagno cresce il bambino in maniera esemplare e non si sente oppresso. Io l’ho tenuto in pancia per nove mesi e l’ho allattato fino allo svezzamento. Dopodiché sono tornata al lavoro e non mi sento in colpa quando vedo che è lui ad accudirlo, a dargli da mangiare, a lavarlo e vestirlo. Lui pulisce, lava i piatti, a volte cucina (più spesso cucino io), fa il bucato, compreso il mio e se fosse stato una donna nessuno si sarebbe sognato di vederlo come uno schiavo. Non lo è.

Si tratta della sua scelta non di una imposizione. La madre prova ad alleggerirgli il lavoro arrivando a casa per misurare lo spessore della polvere, controllare la mia confusione, entrare nel mio studio e vedere quante sigarette fumo e quante ore resto lì a lavorare o a leggere. Questa è la mia scelta. Mi dice che se volessi bene al bambino non mi comporterei così. Ma io gli voglio bene, solo che non gli voglio bene a modo suo. Quando mi ha strillato contro ho chiesto che mettessimo assieme le risorse per assumere qualcuno per fare il lavoro che avanza. Mi è stato detto di no anche se potremmo mettere un po’ di euro a testa per un aiuto part time. La suocera ha detto di no perché io dovrei fare tutto e dunque preferisce fare e lamentarsi e farmi sentire in colpa.

Mi dice che dato che il senso di colpa non mi sfiora neanche sono anormale. Il mio compagno mi difende ma in generale non la ascolta. Non deve farlo. Ascolto e mi difendo da sola. Dare alla suocera compiti da svolgere è come dargli il diritto di farmi sentire dipendente. Una persona inutile. E non passa giorno che mi giri attorno, quando parlo al telefono o studio, per farmi sentire la sua presenza e gli sbuffi mentre pulisce.

Essere nata donna non mi rende una madre e neppure un’amante dell’ordine casalingo. Se amano l’ordine allora che facciano ordine. Ultimamente io e lui abbiamo avuto degli screzi e quando abbiamo parlato di separazione ci siamo detti che il bambino sarebbe stato meglio con lui. Apriti cielo. La suocera dice che se “cedo” il figlio non potrò vederlo più. E io penso a quanta distanza possa esserci tra me e quella donna alla quale non voglio affatto somigliare.

Ci siamo detti che tutto sarebbe andato per il verso giusto. Poi invece abbiamo scelto di restare insieme e stiamo bene in realtà. I giudizi più gravi li ricevo da altre donne. Una collega dice che mai permetterebbe al marito di badare al figlio. Dice che non si fida. “Mio marito è come un bambino, devo dirgli tutto io e mio figlio non glielo lascio”. Rispondo che io mi fido del mio compagno ma è come se lei non recepisse questo concetto. Vive tra stereotipi e pregiudizi nei confronti di uomini e padri. Anche lei non è il mio modello di donna.

Una amica, una vera amica, mi dice che se lei potesse farebbe quel che faccio io ma non può. Il suo compagno non la aiuta e non si assume responsabilità. Mi dice che prega che lui se le assuma e faccia il padre. La mia stessa suocera dice che il marito non la aiutava e che se non ci avesse pensato lei la famiglia sarebbe andata a rotoli. Per fortuna a me non è andata così. Dunque da un lato ti lamenti e dall’altro pensi che io non debba affaticare tuo figlio? Ancora a sostituirsi ai maschi di famiglia colpevolizzando un’altra donna.

Mi hanno chiamata egoista, stronza, inutile, strana, anormale, perfino cattiva. Io non sono nessuna di queste cose. Lui voleva un figlio e io ho acconsentito a patto che. Non credo di fare nulla di male nella maniera in cui vivo. Allora perché non mi lasciano in pace?

 

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6 pensieri su “Sono una donna e odio fare la “madre” e i lavori di casa”

  1. Che stress questi giudizi tra parenti….Non esiste nessun ruolo ma quello che decidiamo noi …n é detto che l uomo nn possa fare quello che fa la donna assolutamente

  2. Una coppia che funzionerebbe rovinata dalla suocera.Se ami tuo marito, hai il lavoro che vuoi ed un figlio che ami senza essere chioccia… bene…liberati di tua suocera con qualunque mezzo…trasferimento lontano da lei, ricatto a tuo marito, calunnia, ma non farti rovinare la vita da una vecchia strega.

  3. eliminate (non fisicamente si intende) la suocera… e sarete una famiglia felice!!
    Avete tutte le carte in regola per esserlo, non fatevi fregare dalla strega di turno!

  4. le cose o le fai tu o ci rinunci o le fai fare agli altri .. se l’altro è la suocera queste sono le conseguenze … ovvie. Cmq sia non penserei bene di un uomo che fa fare tutto alla compagna in casa anche mi dicesse è una sua scelta (che poi è quello che spesso dicono) e non vedo perchè devo difendere una donna quando dice la stessa cosa. Ovvio che gli equilibri famigliari sono sempre personali, ovvio che non ci si debba dividere tutto a metà e se ad uno dei due, uomo o donna, piace di più occuparsi di certe cose giusto se ne occupi .. ma non è che questo esonera dall’occuparsene .. e ti svelo un segreto: pure a chi le fa le pulizie spesso non piace farle, ma torna al mio discorso iniziale: o rinunci, o le fai tu, o le fa qualcun altro e qualcun altro ha sempre un costo (economico o personale) e quindi di solito si sceglie di farle un po’ per sopravvivenza e in caso di coppia per rispetto della fatica altrui, perchè qualsiasi lavoro, casalingo o esterno, pesa .. anche se piace, anche se scelto e se si vive assieme si condivide la fatica. ps liberati delle ingerenze della suocera, meglio lei o un po’ di swiffer? tra l’altro tuo figlio crescendo se vede che se ne occupano un po’ ambedue i genitori lo farà naturalmente anche lui .. e quindi meno fatica per tutti 🙂

  5. Per prima cosa mi stupisce che questa donna viva ancora con un uomo che fa entrare sua madre e le permette di “controllare” le loro abitudini. Io gli consiglierei una terapia di coppia perchè un uomo che si fa mettere i piedi sopra da sua madre non è un buon compagno di vita. Quindi prima di tutto va tolto questo potere usurpstore a questa suocera che inconsciamente vuole sostituirsi a questa donna.
    E poi va sradicata questa tradizione idiota che appunto prevede sempre lo stesso ruolo da parte della donna. Chi ha stabilito che una donna debba saper cucinare, pulire e far tutto a casa? Io odio cucinare e non mi piace fare pulizie eppure questa cosa è data sempre per scontata che debba piacermi.
    Credo che i due possano benissimo prendere una collaboratrice domestica e appunto lasciare fuori dalla porta di casa questa suocera megera.

  6. Mi rispecchio totalmente. Odio tutte le faccende domestiche, cucinare e tutte quelle incombenze che per un retaggio patriarcale e maschilista che ancora pervade la mentalità di tanti una donna che ha famiglia “deve” accollarsi. Per contro mi piace molto lavorare, leggere, studiare e ogni qual volta tolgo tempo a queste cose per le faccende domestiche mi si torce lo stomaco!! Purtroppo non amo vivere nel disordine o, ancora peggio, nella sporcizia e mio marito con la scusa che non ne è capace non è molto collaborativo per cui ho commesso il grave errore di non mettere subito in chiaro questo aspetto e di accollarmi, anche se con un piccolo aiuto, le tanto odiate incombenze domestiche. Per cui a mio avviso la signora ha fatto bene a chiarire in anticipo il suo punto di vista e se a suo marito va bene così non vedo dove sia il problema. Quanto alla suocera se vuole aiutare il suo “bambino” che lo faccia pure, ma senza lamentarsi.

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