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Asia Argento: vittima di violenze e di chi fa victim blaming

Lo sa Asia Argento e lo sappiamo noi che il victim blaming è uno sport assai praticato in Italia. Si dà la colpa alle donne vittime di violenze quasi sempre. Capita alla adolescente che è vittima di stupro di gruppo e a quella che viene stuprata per mesi, a volte per anni, da persone che incutono soggezione, ricattano, ti fanno sentire sempre sbagliata. Lo sa chi subisce violenze sul lavoro o da parte di chi minaccia di pubblicare online foto scabrose della vittima.

Raccontare di aver subito violenza non è una cosa facile da gestire. Ti mettono alla gogna, ti processano, perché la colpevole sei sempre tu che denunci. Lo sa chi poi si sente sconfitta perché la vita resta sospesa, a partire dal momento in cui si subisce violenza fino al momento in cui si conclude un processo, molti anni dopo, qualunque sia la sentenza. Denunciare è difficile e si può anche non voler dire, pensando di voler voltare pagina, recuperare forza e rifarsi sulla vita raccogliendo relazioni positive, vita, anima dolente ma comunque sia in via di guarigione.

L’umiliazione è difficile da raccontare, immagino lo sia doppiamente per chi è un personaggio pubblico. Essere dipinta come vittima, indossare quell’abito, è maledettamente complicato, in special modo per chi vuole essere apprezzata come persona  che non ama recitare il martirio. C’è chi vuole semplicemente andare oltre.

L’Italia è il luogo in cui i media alternano la colpevolizzazione della vittima perché se l’è cercata o perché non ha denunciato. Giammai si concede il tempo e la libertà di scegliere quando come e dove raccontarsi, magari dopo aver elaborato il senso di colpa, la vergogna, così da poter fare scudo alle allusioni più o meno esplicite di chi non fa altro che raccontarla (male) così come la immagina.

Non conosco Asia Argento ma conosco le dinamiche che vedo messe in atto sui media in questo periodo e non è un caso che lei abbia ricevuto solidarietà ovunque (padre incluso) meno che in Italia. Allora vorrei dirle che non siamo tutte Luxuria e Lucarelli. Non giudichiamo, non siamo moraliste né prevenute e non mettiamo al primo posto la simpatia o antipatia per l’idea che abbiamo di un personaggio pubblico.

Io sono solidale. Senza fare pettegolezzi, ché non mi interessano, perché il gossip è sempre fuori luogo quando si parla di violenze. C’è un momento in cui puoi fare notizia occupando pagine di giornali con l’inutile gossip che alimenta il fanclub adatto a questo. C’è un momento in cui si dovrebbe semplicemente tacere. O solidarizzare. O.

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2 pensieri riguardo “Asia Argento: vittima di violenze e di chi fa victim blaming”

  1. Tra le tante cose dette su questa vicenda ne trovo una abbastanza comune che dice tutto sul livello cognitivo ed empatico di certi subumani. In particolare ha trovato molta condivisione questo assunto: poteva rifiutarsi ed invece di fare l’attrice poteva finire a fare la commessa come tante altre. Ecco…non so voi come la pensate ma questa frase è decisamente stupida oltre che offensiva. Tanto per cominciare è intrisa di una viscerale invidia nei confronti di chi svolge una professione che appare , agli occhi dell’italiota medio, come una professione di privilegiati , raccomandati ed ovviamente “venduti” pronti a tutto pur di fare carriera. Sta li? Ah…beh…sicuramente l’ha data. E di quel sicuramente tutti o quasi ne fanno un dogma. Il pensiero che un attore o una attrice siano bravi o che abbiano fatto anche una vita di sacrifici e rinunce non sfiora minimamente nessuno. Anche perché credo che tutti vedono sempre il grande divo hollliwoodiano che guadagna milioni e che ha ville, successo ecc ecc ma nessuno guarda alle migliaia di attori che si arrangiano tra una particina e un cast spesso facendo la fame o rischiando di farla. Va beh, a parte ciò, non si capisce la logica di quella frase visto che, altrettanto potrebbe essere capitato ad una commessa di incrociare un datore di lavoro del genere. In quel caso il Feltri di turno che avrebbe detto? Ah si, poteva anche rifiutarsi e far…cosa? Cosa c’entra la professione che una intraprende col fatto che sulla strada incontri qualcuno che sfrutta il proprio potere per trarne beneficio? Ecco, solo questa cosa volevo dire da qualche giorno e questo era l’unico posto sensato in cui dirlo. Per il resto, credo che in queste vicende sarebbe sempre meglio evitare di dare giudizi e mantenere un rispettoso distacco dai social perchè una vittima è sempre una vittima, anche se le invidi il conto in banca.

  2. Ciao a tutt*
    segnalo qui un esempio di buona informazione anche in Italia, il servizio del TG7 di Enrico Mentana su questo argomento:
    http://tg.la7.it/cronaca/ogni-giorno-harvey-weinstein-perde-cariche-e-potere-ma-il-rischio-è-che-poi-torni-il-silenzio-19-10-2017-120998
    Un grazie a Mentana e a Flavia Fratello per la (ahimè!) coraggiosa presa di posizione contro molti loro “colleghi”, e solidarietà a tutt* coloro che scelgono di denuciare, Asia Argento compresa.

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