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L’insulto gratuito per chi vuol fare il sex worker

Lui scrive:

Cara Eretica,
non sto a perdermi in 200 righe di ringraziamenti e complimenti, ma ci sono. Andiamo al dunque.
Sono un giovane uomo di 33 anni (ma mi dicono che ne dimostro meno) e ultimamente mi sono capitati fatti interessanti.

Su un social conosco una ragazza, molto carina, visino acqua e sapone, e chattando pian piano viene fuori che in parallelo al suo normale lavoro da ufficio arrotonda facendo la escort. Non lo fa per necessità o costrizione, lo fa perchè le piace e le riesce bene, è nella sua natura. Mi racconta di non aver ancora vissuto esperienze negative e che spesso gli uomini, più che il sesso, vogliono essere ascoltati, abbracciati. Capita l’occasione di incontrarla di persona e noto che è capace di farti sentire molto a tuo agio.

E allora penso: potrei farlo anche io, perchè no? Non sono male e ho quel savoir faire che mi fa guadagnare presto fiducia. Andare a cena fuori, accompagnare a un concerto o a teatro, anche fare compagnia durante la notte, scaldando un letto vuoto e freddo: tutte cose che posso fare. Sul sesso… boh vedremo, magari farò qualcosa ma non tutto, dipenderà dal momento e dall’atmosfera che si crea. L’idea di incontri ravvicinati con tante donne e quella dei soldi mi interessano poco; mi interessa conoscere le persone, le loro storie, le loro debolezze, fare da tampone per qualche ora, mi piace l’idea di “contribuire alla parità dei sessi” e all’emancipazione della donna (almeno, io la vedo così).

Inizio a guardare che tipo di offerta c’è in giro tramite google e social: i gigolò/accompagnatori sono pochi e molto costosi. Quasi tutti visibilmente palestrati tanto, quasi nessuno in grado di scrivere un testo interessante e privo di un orrore grammaticale a ogni frase. Magari sapranno anche scopare (o magari no), ma che livello di conversazione possono offrire a una donna istruita? E poi si vede lontano chilometri quello che fanno, sono troppo appariscenti. E’ fatta: provo a lanciarmi anche io, una nicchia di mercato ancora libera per me esiste eccome. Così apro la mia pagina facebook e inizio a farmi pubblicità; se va bene mi licenzio dal mio noiosissimo lavoro da scrivania, se va male ho cmq fatto un esperimento sociale. Arrivano proposte (pochissime), apprezzamenti (pochi), curiosità (abbastanza), critiche con vecchi paraocchi (“io non pago un uomo per principio”) e anche pesanti insulti gratuiti. Non è facile riceverli nè rispondere per le rime senza abbassarsi di livello: palestra tosta ma che fa bene. Per la prima volta sperimento la condizione dei “vip” e soprattutto di tante donne: stare sotto il fuoco continuo della massa condannante.

C’è ancora molto da fare, nel mondo e in questo paese, per il rispetto umano, per la dignità dei e delle sex worker, per abbattere differenze di genere e discriminazioni.

Patrick

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Comments

  1. Grazie mille per avermi dato questo spazio. Peccato non siano arrivati commenti, ma spero che almeno il mio racconto possa essere stato interessante o utile spunto di riflessione per qualcun*
    Un abbraccio

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