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Lei mi ha stuprato e questa è la verità

Lui scrive:

“Sei un fr..io” mi diceva mentre mi segava rabbiosamente, cosí violenta da farmi male. “Impotente, fai schifo”. “Non sei nemmeno in grado di tenerlo duro, che uomo sei?”. Il solito copione, come le altre volte in cui mi costringeva ad avere rapporti sessuali con lei. Mi ci portava tramite bugie, farneticazioni, minacce, manipolazioni.
“Io farei qualsiasi cosa per te, e tu non vuoi nemmeno scoparmi”?

No. Non volevo. Mi facevo schifo lei, ed i suoi modi di fare. Provavo ribrezzo per il suo corpo.

A volte nonostante tutto riusciva a farmi avere un’erezione e allora mi saliva sopra. Se lo infilava dentro e faceva i suoi comodi.

Fortunatamente non sono mai venuto con lei. Questo era un’altra delle cause degli insulti e delle umiliazioni.

“Sei solo un fr..io, fai schifo”, “il cane saprebbe farmi godere meglio di te”.

Tutto questo perchè lei, trentenne in crisi da orologio biologico, voleva un bambino.

Tutto era cominciato mesi prima, ci siamo conosciuti tramite blabla car. Nel senso che entrambi prendemmo lo stesso passaggio per tornare in Italia. Dopo qualche ora di viaggio, io ero seduto davanti e lei si era messa dietro di me, mi risvegliai rendendomi conto che mi stava accarezzando le spalle ed il collo. Rimasi spiazzato li per li, perché non mi era mai capitato che qualcuna ci provasse con me in questo modo. Ma decisi di stare al gioco.
Ci separammo con la promessa che ci saremmo rivisti al ritorno in Belgio.

E cosí successe. Uscimmo qualche volta, cene fuori, bevute, qualche bacio. Dopo qualche tempo cominció a scrivermi a chiamarmi: “Chi è quella puttana che ti ha messo il like alla foto”? “Cosa vuole sta stronza da te”? “Perchè non le dici di smetterla? Ti piace sta troia? Te la scopi? Maiale!”
Dopo l’ennesima scenata decisi di mandarla a fare in culo ed eliminarla da fb.

Da li cominció la spirale della follia.

Dopo qualche ora, verso mezzanotte, si presentó sotto casa mia, attaccandosi al citofono e urlando.

La feci salire, era ubriaca e piangeva e mi disse che sono una merda d’uomo perchè nessuno mi potrebbe mai amare come mi amava lei. Dopo un po’ si addormentò sul divano e la lasciai lì.

Mi risvegliai a notte fonda perchè lei si stava infilando nel mio letto. Provai a fermarla ma lei mi salí sopra. Mi bació mentre con la mano cercava di entrarmi nelle mutande. “Se non mi scopi ora, ti faccio male” mi disse stringendomi il cazzo fortissimo.
E questo fu il primo di diversi stupri.

Mi ci è voluto più di un anno a riconoscere che quelli che avevo subito erano stupri. Fino a poco tempo fa mi vergognavo di parlarne. Mi faceva sentire sporco, inutile.

Nei mesi che seguirono capitó altre volte. Tutto questo inframezzato da stalking, minacce di morte, manipolazioni, e bugie.

Mi fece terra bruciata intorno, dicendo a tutti che ero stato io ad abusare di lei.
“Tanto chi ti crede? Sei un uomo”, “Ti rovineró la vita”.

Quando andai alla polizia, infatti, mi risero in faccia. “Non farci perdere tempo con queste stronzate. Parlatevi e chiarite”.

Tutto questo è andato avanti fino ai primi mesi del 2017, quando ho trovato la forza ed il coraggio di parlarne e di affrontare la cosa.

Scusate se non è scritto benissimo, ma ricordare certe cose mi costa uno sforzo tremendo.

(Anonimo)

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