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Sgombero Làbas occupato. I fascisti in festa contro le “zecche rosse”

A Bologna hanno sgomberato il Làbas e il Laboratorio Crash. Tutto in un giorno, in agosto, quando sperano di non trovare nessuna opposizione. Molte persone sono andate in presidio pacifico, disobbedienza civile, sedut* a opporsi alle forze dell’ordine. Alcune persone sono state trascinate via e colpite a suon di manganelli.

Stamattina abbiamo pubblicato la foto che vedete in basso e descritto il nostro punto di vista. D’altronde la questione ci è nota. Ed emerge la contraddizione dell’Industria del salvataggio quando da un lato il marketing istituzionale promuove l’idea paternalista e romantica del tutore dell’ordine quale cavaliere che corre in salvo della fanciulla che subisce violenza domestica e dall’altro, invece, manda un messaggio preciso che inibisce il dissenso, reprime ogni prova di umanità realizzata a grave prezzo anche dalle donne. Non si tratta, come hanno scritto alcuni fascisti teneramente legalitari a commento del nostro post, di richiesta di un doppio standard. Le donne sono sempre in lotta e prendono bastonate dentro e fuori casa perché la cultura patriarcale, quella che ti indica come damigella da salvare o come strega da bruciare, a seconda del fatto che tu sia funzionale alle istituzioni o che invece rivendichi libertà di dissenso, esiste e resiste soprattutto in quei rami militareschi che sono abbeverati, innaffiati, per far crescere un albero infecondo e violento.

La contraddizione va sottolineata perché i governi promuovono leggi in difesa delle donne – e noi vogliamo strumenti per difenderci da sole – come è stato per il decreto antistupro nel 2007, ai tempi del governo di destra, in cui tra le altre cose approfittarono per inserirvi aggravanti per i migranti. Oppure ricordiamo la legge sul femminicidio, nel 2013, che conteneva emendamenti per ampliare l’area dei cantieri Tav in cui i militari potessero esercitare il proprio potere e altri articoli che parlavano dell’uso delle forze militari contro manifestazioni di dissenso in piazza. Da un lato dici che vuoi “proteggere” le donne e dall’altro, quelle stesse donne, le bastoni se vanno in piazza a difendere e rivendicare il diritto al lavoro e alla casa e all’istruzione pubblica, agli spazi di autogestione, alla propria autonomia intellettuale ed economica.

Il corpo delle donne come luogo sul quale si esercita strumentalizzazione a fini razzisti e fascisti salvo bastonare le donne che non si fanno strumentalizzare e vogliono difendere i propri diritti, le cause che le vedono impegnate, e se stesse. Lo dico a quell* che parlano di legalità chiarendo che anche le leggi razziali furono legali giacché le leggi sono votate dagli uomini e dalle donne e dunque corrispondono al pensiero repressivo, fascista e razzista delle persone che le approvano. Don Milani parlava di disobbedienza civile e in questo caso mi piacerebbe sapere cosa avrebbe detto di tutti i fascisti che insultano i progetti del Làbas perché compagni e compagne hanno avuto l’ardire di spendersi per migranti senza riparo. Che legge è una legge che impone di togliere riferimenti e prove di solidarietà a chi arriva da lontano, soffrendo? Che legge è quella che servì per denunciare pescatori che raccoglievano nutrivano dissetavano migranti che altrimenti sarebbero morti in mare?

Fascisti che dicono di rifarsi alla cultura cristiana e di essere sempre dalla parte del popolo povero e affamato e poi di cristiano non hanno nulla al punto da favorire l’uso di norme discriminatorie che inibiscono l’umana solidarietà nei confronti delle persone che hanno bisogno di aiuto, a prescindere dalla loro cultura e dal colore della loro pelle. Questi individui privi di fegato sono talmente codardi da prendersela con chi è più debole e dato che la virilità è il loro mito sappiano che certe azioni di virile non hanno proprio niente.

Non mi interessa comunque parlare di squadrist* fascist* che arrivano sulla pagina a chiamarci zecche e a insultarci in mille modi. Mi interessa chiarire sul piano politico quanto siano stupidi, analfabeti funzionali, ignoranti queste persone che continuano a ripetere gli stessi slogan continuando a diffondere lo stereotipo della sinistra radical chic quando in realtà chi popola e anima certi progetti e certe bellissime realtà è gente precaria che si mantiene lavorando per pagarsi l’università, che fa tre lavori e poi mette soldi, quei pochi che restano, per portare avanti quegli stessi progetti. Avete a che fare con protagonisti fieri e orgogliosi che insistono e continuano e non per masochismo ma perché è necessario che l’umanità non muoia e che si portino avanti ideali e principi etici che hanno poco a che fare con l’orgoglio dell’ardito per il saluto fascista e per le botte date all’immigrato e hanno molto a che fare con la vera e giusta faccia dell’umanità.

Un mondo senza umanità, dove le persone sono merce e gli immigrati, i poveri, più di tutti, sono perennemente ricattabili e criminalizzati per la propria religione, per la propria cultura e il colore della pelle, come un tempo lo furono (e in certi contesti e Stati lo sono ancora) gli ebrei, gli omosessuali, le lesbiche, i/le trans, le donne mandate in manicomio perché disobbedienti rispetto al potere e agli ordini impartiti dal capo – vedi moglie e figlio di Mussolini gettati in manicomio come fossero spazzatura. Un mondo così non è degno di essere vissuto. E ci saranno sempre fanatici che discriminano uomini, donne, persone che ne pagheranno il prezzo. Ma abituatevi all’idea che ci saranno sempre anche persone che resistono, partigian* che combattono e intendono continuare a difendere i diritti di tutt*.

Quegli spazi occupati sono luoghi resi umani e che diventano utili per i quartieri, riferimenti culturali sani per le città, posti libertari, in cui ci si interroga sulle proprie contraddizioni perché non c’è neppure il timore di rimettersi in discussione per migliorare. Lo dimostrano le tante assemblee in cui si parla di antisessismo nei movimenti, di diritti a tutto tondo, condividendo la precarietà vera e non quella di fascisti  estremisti sostenuti da sempre da ricchi e potenti per garantire manovalanza reale o virtuale a politic* che vorrebbero apparire più “moderati”.

Un fascista resta sempre fascista e non si modera. Al più ripulisce l’immagine, o avvìa campagne revisioniste per far passare i migranti per invasori e criminali e gli “Itagliani” come vittime dell’invasione aliena. A questo proposito vi suggerisco di vedere questo film che descrive bene la situazione francese. Buona visione e ancora solidarietà ai compagni e alle compagne [QUI gli eventi, manifestazioni contro gli sgomberi a Bologna]

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Comments

  1. Al di là dell’operazione di polizia in sé, mi hanno dato davvero fastidio i commenti violenti, sessisti, fascisti ed inopportuni che ho letto in qualsiasi sito che abbia riportato la notizia, dai quotidiani fino ad abbatto i muri.

    Facebook ha risvegliato istinti che speravo fossero sopiti.

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