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La depressione consapevole: forse ce la farò a uscirne

Riemergo, poco a poco. Sono stata impegnata a lottare per me stessa e devo dire che oggi di me mi importa. Sono seguita da una diversa psichiatra che mi ha prescritto altri farmaci che sono stati utili a farmi raggiungere e mantenere un buon ritmo sonno/veglia. La notte dormo e al mattino mi sveglio e non è poco. Riesco a finire una cosa alla volta invece che farne mille tutte assieme senza concludere niente. Sono seguita da una dietologa che mi ha spiegato come mai negli anni non ho mai mantenuto un peso decente. L’endocrinologa ha detto che la mia tiroide è da buttare.

No, non sono ingrassata per la tiroide. Forse un po’ ma non così tanto. Sono ingrassata per le abbuffate. Ho subito da poco un intervento di chirurgia bariatrica. Hanno tagliato via tre quarti dello stomaco. Sono dimagrita molto ma devo ancora perdere peso, così dice la dietologa. L’operazione per me ha rappresentato una speranza. Non di tornare com’ero prima, in un rimpianto di quella che ero a vent’anni, ma di raggiungere un peso che mi permetta di allacciarmi le scarpe senza soffrire o di salire le scale senza temere un infarto.

Fare una dieta non significa non mangiare nulla o mangiare solo poche cose. Significa che puoi mangiare tutto ma in quantità limitate. La dietologa mi ha chiesto di non mangiare zucchero bianco ma solo dolcificante e zuccheri naturali, cereali e frutta. Poco olio, al massimo due cucchiai al giorno e poi tre pasti principali più un paio di spuntini a base di frutta o yogurt o cose del genere. Un po’ di latte e di fette biscottate al mattino, un po’ di pasta – 50 gr – con pomodoro o condimenti semplici a pranzo e una fonte di proteine (carne, pesce, uovo, non formaggio) con abbondante verdura (cotta o cruda). Nel mezzo c’è anche la frutta. Non posso mangiare frutta e pasti alla stessa ora e l’acqua devo berla lontano dei pasti perché il mio stomaco non contiene tutto quanto.

Per le mie abbuffate lei dice che se non ne posso fare a meno va bene una fetta di pane e marmellata o cose il più naturali possibili. Ricominciare a mangiare quasi normalmente mi ha giovato. Ho sempre la tentazione del tutto o niente ma so che digiunare mi porterebbe solo ad altre abbuffate e che evitare i carboidrati mi farebbe sentire come un guscio vuoto. I carboidrati servono alla mente e mi sento meglio solo se li mangio. Mangiando in questo modo ho perso 25 chili in poco più di dieci mesi. Perché i chili persi con una errata alimentazione poco a poco li riprendi tutti. Ma se ne perdi un po’ per volta e lasci che il corpo si stabilizzi poi dovresti riuscire a mantenere il peso raggiunto.

In questi giorni vedo tante donne che partecipano alla campagna Body Liberation Front. Ho già inviato la mia foto ed è già stata pubblicata. Non ce la faccio a dirvi qual è perché mi vergogno, mi sentirei scoperta e non sono pronta affatto ma sappiate che rispetto alla foto che vedete se io aspiro a diventare come la donna a sinistra in realtà mi accontenterei anche solo di essere come quella a destra. Quello che ho capito è che non sono sola. Non siamo sole. Per la prima volta dopo tanto tempo penso che forse potrò farcela.

Azzurra

—>>>Per leggere il diario di Azzurra segui la categoria La Depressione Consapevole

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