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Se le ragazze non sono libere di andare al mare

Loro scrivono:

Ciao Eretica, siamo 3 ragazze di circa 16 anni e la settimana scorsa ci siamo recate presso la zona balneare di Torregaveta (NA) per passare una giornata all’insegna del divertimento e della spensieratezza.
A primo impatto la spiaggia ci è parsa molto tranquilla.
Quando, verso le 13.00, dopo pranzo, tre ragazzi sulla trentina o giù di lì arrivano sghignazzando sulla spiaggia -che per la cronaca era libera- e uno di loro, per attirare la nostra attenzione, esclama passandoci vicino:”ngopp a sta spiagg c stann e femmn ma song tutt brutt” (nonostante ci siano molte ragazze su questa spiaggia non tutte sono di piacevole aspetto).
Poco dopo, essendosi ormai sistemati, tornano a “deliziarci” della loro presenza con atteggiamenti alquanto prepotenti e confidenziali dicendo di voler le nostre scarpe e infradito -scusa palesemente utilizzata allo scopo di attaccare bottone-.
Nonostante i continui inviti ad andarsene, vedevamo da parte loro una maggior insistenza e scostumatezza, articolate da un crescente tono di voce rendendo evidente ciò che stava accadendo agli sguardi indifferenti del “””bagnino””” -sempre se così si possa definire- e dei bagnanti.
Ci siamo sentite violentate verbalmente e impaurite da una loro possibile reazione. Abbiamo quindi approfittato della loro temporanea assenza -poiché sarebbero sicuramente tornati per la terza volta- e siamo andate via prendendo il primo pullman verso la spiaggia più vicina, perché non avevamo intenzione di farci rovinare la giornata da soggetti che non possono essere definiti né come persone né tantomeno come animali.

Ora Eretica ti chiediamo: è giusto che tali esseri ci abbiano messo in condizione di abbandonare la spiaggia?
È possibile che nel 2017 ci siano ancora persone che, in presenza di altre in difficoltà,
facciano finta di non vedere?
E allora ci chiediamo perché se con noi ci fosse stato un ragazzo, almeno uno, niente di tutto questo sarebbe successo?
Come si può pretendere la parità se a 16 anni abbiamo pensato “meglio essere maschi”?

Non l’abbiamo potuto raccontare (e non siamo intenzionate a farlo) alle nostre mamme perché probabilmente non ci avrebbero fatto più andare al mare e ci avrebbero rifiutato anche quel piccolo spiraglio di libertà che ci consentiva di andare a “fare il bagno” non troppo vicino casa.

Tenevamo a dire che è solo uno, anche se il più eclatante, degli episodi che abbiamo vissuto in questi giorni di mare.
A partire da ragazzi che sono passati in macchina alla fermata del bus e ci hanno gridato “zucculellee” per finire ad un bagnino, sempre trentenne, e le sue stupide avance -cosa ancora più schifosa dato il suo ruolo-.

Avevamo paura.
E, non sappiamo spiegarti il perché, ci siamo vergognate. Ci siamo vergognate così tanto.
Forse per non aver avuto il coraggio di gridare oppure la forza per sostenere i loro sguardi.

A 16 anni adesso, abbiamo timore di incontrarli su un bus o per strada. Di incontrare loro in altre persone, con volti diversi ma con gli stessi atteggiamenti.

Cosa avremmo dovuto fare?
Cosa avremmo potuto fare?

E la domanda che più ci spaventa è:
cosa sarebbe successo se, invece di scappare, fossimo rimaste?

-mappina, rouge e giangy.

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Comments

  1. Occorrerebbero delle ronde femministe o femminili fatte da donne allenate e uomini sensibili al problema a cui poter indicare luoghi da monitorare e siti “bonificare”. Oppure che a scuola e in famiglia si insistesse molto sulla “buona” educazione..o potersi rivolgere a poliziotte ben addestrate..

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