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Stigmi e miti sulla verginità

Questo video sfata alcuni miti riguardanti la perdita di sangue dopo la “rottura” dell’imene. È stato realizzato da due ragazze che hanno studiato medicina e che cercano di dare il loro contributo contro tutti i fenomeni di “honour killing” e in generale di shaming delle donne che non sono più vergini. Questo video può essere di grande aiuto per tutte le ragazze, in particolar modo a quelle che si fanno venire dei veri e propri complessi sul dolore dell’atto sessuale e non riescono a continuare quando si trovano in intimità. Chi ci segnala il video conosce una ragazza che ne soffre e, avendo 25 anni, ha dovuto rinunciare a delle relazioni importanti per questo problema.

Illy, colei che ci ha segnalato il video, ne ha tradotto il contenuto. Eccovelo. Buona lettura.

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Come la maggior parte di voi, noi siamo cresciute credendo che l’imene sia la prova della verginità.

Ma a quanto pare ci sbagliavamo.

Quello che abbiamo scoperto è che la leggenda popolare che ci viene raccontata riguardo alla verginità delle donne è basata su miti anatomici.

Le comunità mediche hanno conosciuto la verità per più di 100 anni, eppure in qualche modo questi due miti continuano a rendere la vita difficile per le donne di tutto il mondo.

Il primo mito riguarda il sangue. Ci dice che l’imene si rompe e sanguina la prima volta che una donna ha un rapporto vaginale.

In altre parole, se non c’è del sangue sulle lenzuola dopo l’atto, allora semplicemente la donna non era vergine.

Il secondo mito è una conseguenza logica del primo. Visto che si crede che l’imene si rompa e sanguini, le persone credono che esso poi scompaia o che sia in qualche modo radicalmente alterato dopo il primo rapporto sessuale di una donna.

Se ciò fosse vero, si potrebbe facilmente determinare se una donna è vergine oppure no, esaminando i suoi genitali con un “controllo della verginità”(verginity check).

Quindi questi sono i nostri due miti: le vergini sanguinano e l’imene è perso per sempre.

Ora, ciò potrebbe sembrarvi un problema insignificante: perché dovreste preoccuparvi di un’oscura piccola piega sul corpo femminile?

Ma la verità è che si tratta di qualcosa di più grande di un semplice fraintendimento anatomico.

I miti riguardanti l’imene sono andati avanti per secoli perché hanno un significato culturale.

Sono stati utilizzati come un potente strumento nello sforzo di controllare la sessualità delle donne in quasi tutte le culture, religioni e decenni storici.

Le donne sono ancora soggetto di diffidenza, umiliazione e lesioni e nei casi peggiori sono sottoposte a delitti d’onore se non sanguinano durante la loro prima notte di matrimonio.

Altre donne sono costrette a sottoporsi a degradanti controlli di verginità semplicemente per ottenere un lavoro, per salvare la loro reputazione o per sposarsi.

Come in Indonesia, dove le donne sono sistematicamente esaminate per entrare nel servizio militare.

Dopo la rivolta egiziana nel 2011, un gruppo di donne manifestanti sono state forzate dai militari a sottoporsi ai controlli di verginità.

A Oslo, i dottori esaminano gli imeni di giovani donne per rassicurare i loro genitori del fatto che le loro figlie non siano rovinate.

E purtroppo, la lista va avanti.

Le donne sono così spaventate di non essere all’altezza dei miti riguardanti l’imene, che decidono di usare diverse rapide soluzioni per garantire un sanguinamento. Una di queste potrebbe essere la chirurgia plastica, conosciuta come “revirgination”, oppure potrebbero essere delle fiale di sangue versate sulle lenzuola dopo il sesso, o ancora dei falsi imeni acquistati online, provvisti di sangue teatrale e la promessa di dire addio ai loro “più oscuri e profondi segreti”.

Dicendo alle ragazze che nessun atto può rimanere segreto, che il loro corpo li rivelerà in ogni caso, le abbiamo dotate di paura. Le ragazze hanno paura di rovinare loro stesse attraverso lo sport, i giochi, l’uso di assorbenti interni o l’attività sessuale.

Abbiamo limitato le loro opportunità e le loro libertà.

E’ ora di mettere fine alla frode verginale, è ora di mettere fine ai miti riguardanti l’imene una volta per tutte.

Noi siamo studenti di medicina, lavoratrici sanitarie sessuali e le autrici di “The Wonder Down Under” (la meraviglia là sotto).

Questo è un libro di divulgazione scientifica sui genitali femminili e nella nostra esperienza le persone sembrano credere che l’imene sia una specie di sigillo che copre l’apertura vaginale.

In norvegese, esso è chiamato la “membrana verginale” e con ciò ci immaginiamo qualcosa di fragile e facilmente distruttibile, qualcosa che si può strappare, magari come un foglio di carta pellicola.

Potreste esservi chiesti perché abbiamo portato un hula hoop sul palco oggi, ve lo mostreremo.

Ora, è molto difficile nascondere che è successo qualcosa a questo cerchio, vero?

E’ cambiato da prima, quando gli ho dato un pugno. Il sigillo si è rotto e, a meno che non cambiamo la plastica, non tornerà mai indietro ad essere intatto. Quindi se volessimo fare un controllo di verginità su questo cerchio proprio qui, proprio ora, sarebbe molto facile: è semplice dire che questo cerchio non è più vergine.

Ma l’imene non assomiglia affatto ad un foglio di carta pellicola che si può arrotolare attorno al cibo o ad un sigillo, in realtà è più simile a uno scrunchie(elastico coperto di stoffa) o a una fascetta elastica.

L’imene è un bordo di tessuto che si trova all’apertura della vagina e normalmente ha la forma di una ciambella o di una mezzaluna, con un largo foro centrale.

Ma ciò varia molto, e talvolta l’imene può avere frange, o numerosi fori, oppure può consistere in lobi.

In altre parole gli imeni naturalmente variano molto il loro aspetto e questo rende molto difficile fare un controllo di verginità.

Ora che sappiamo qualcosa in più sull’anatomia dell’imene, possiamo tornare indietro ai nostri due miti: le vergini sanguinano e gli imeni sono persi per sempre.

Ma l’imene non deve per forza rompersi. L’imene assomiglia ad un elastico nelle sue capacità, come nell’aspetto, e si può allargare un elastico, vero? Si può allargare anche l’imene, infatti è molto elastico e per molte donne, l’imene sarà abbastanza elastico da essere sottoposto ad un rapporto vaginale senza subire danni.

Per altre donne, l’imene potrebbe strapparsi un pochino per far spazio al pene, ciò non significa che sparirà, ma potrebbe apparire diverso rispetto a prima.

Quindi come rimaniamo con i nostri due miti?

Primo, se hai un imene elastico, semplicemente non sanguinerai mai per il sesso. Non importa se sei una vergine o no, è una impossibilità anatomica! E questo è il caso per metà di voi (tranne gli uomini che si trovano fra voi).

Quindi in altre parole, alcune vergini sanguinano, altre semplicemente non lo fanno.

E questo è il nostro primo mito che si infrange.

Segue, naturalmente, il fatto che non si possa esaminare l’imene per controllare lo stato di verginità.

Ciò è stato reso noto più di un centinaio di anni fa, nel 1906, dalla dottoressa norvegese Mary Shonsett(?).

Lei ha esaminato una professionista del sesso di mezza età e ha concluso che i suoi genitali rievocavano quelli di un’adolescente vergine. Ma questo ha un senso, vero? Perché se il suo imene non è mai stato danneggiato durante il sesso, allora cosa ci aspettavamo di vedere?

Dato che gli imeni esistono in ogni forma, è difficile stabile se “un’ammaccatura” o una piega è lì a causa di danni precedenti o se si tratta solo di una normale variante anatomica.

L’assurdità dei controlli di verginità è illustrata in uno studio condotto su 36 adolescenti incinte.

Quando i dottori hanno esaminato i loro imeni, sono riusciti a trovare segni evidenti di una penetrazione solo in due delle 36 ragazze.

Perciò, a meno che voi crediate in 34 casi di nascite vergini, dobbiamo essere d’accordo che anche il nostro secondo mito ha subito un duro colpo.

Non si può semplicemente guardare una donna fra le gambe per sapere la sua storia sessuale.

Come la maggior parte dei miti, i miti riguardo l’imene sono falsi: non c’è nessun sigillo verginale che sparisce magicamente dopo il sesso e metà delle vergini può facilmente fare sesso senza sanguinare.

Vorremmo poter dire che rimuovendo questi miti tutto potrà andare bene, che umiliazioni, lesioni e delitti d’onore potranno sparire, ma ovviamente non è così semplice.

L’oppressione sessuale femminile arriva da qualcosa di molto più profondo di un semplice fraintendimento anatomico riguardo le proprietà dell’imene.

E’ una questione culturale e religiosa di controllo della sessualità femminile, e ciò è molto più difficile da cambiare, ma noi dobbiamo provarci.

Da professioniste mediche, questa è il nostro contributo: vogliamo che ogni ragazza, genitore e prossimo marito sappia cos’è l’imene e come funziona, vogliamo che sappiano che l’imene non può essere usato come prova di verginità.

Così facendo, possiamo rimuovere uno degli strumenti più potenti utilizzati per controllare le giovani donne di oggi.

Dopo avervi detto ciò, potreste chiedervi qual è l’alternativa, perché se non possiamo affidarci all’imene per avere una prova della verginità delle donne, allora cosa possiamo usare?

Noi optiamo per non usare nulla.

Se si svuole veramente sapere se una donna è vergine o no, bisogna chiedere.

Ma la risposta che lei può dare a questa domanda è una sua scelta.

Grazie.

 

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