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Chi ha paura di una storia di violenza e sete di libertà?

Oggi è successa una cosa per nulla inusuale. Pubblico una storia di una ragazza che chiede supporto, solidarietà, aiuto. Qualche maschilista, o molti, probabilmente galvanizzati dalle varie campagne denigratorie di sessisti che ci vorrebbero far chiudere e da giorni attaccano, insultando, la pagina (salvo poi piagnucolare in privato per chiedere la rimozione del ban) e chi la gestisce, l’hanno segnalata. Risultato: nel giro di poche ore la storia è sparita e mi viene notificato il motivo della censura: istigazione all’odio. Odio contro chi? Non si capisce. I maschilisti leggono una storia di violenza e abusi e ritengono che sia istigazione all’odio contro il “maschio”. Molti erano i commenti, cancellati anch’essi assieme al post, di supporto, consigli, calore, affetto, altre testimonianze giunte alcune in forma pubblica e altre in privato (che le ho girato come richiesto). Chi ha segnalato la storia e l’ha fatta rimuovere ha fatto cancellare tutto questo patrimonio di meravigliosa e collettiva solidarietà reciproca.

Ho pubblicato un altro post con una sintesi minima della storia per chiedere che chi aveva commentato riscrivesse quei consigli. Ho atteso che lei mi autorizzasse a ripubblicare sul blog la storia, giacché qui non la censura nessun@, ed eccovela. Sono sempre graditi consigli, supporto e calore umano che tante belle persone regalano ogni giorno tra i commenti alle storie di vita che pubblichiamo. Buona ri-lettura per chi ha già letto. Diversamente diteci perché mai un testo del genere avrebbe dovuto essere censurato.

Lei scrive:

Ciao Eretica, ho pensato tanto di raccontare la mia attuale storia, ma tante volte ho rinunciato, un po’ per una gran fatica e dolore nel dover scrivere ciò che provo, un po’ per paura di raccontare un problema che temo non sarà giudicato grave così come io considero quello che sto vivendo davvero dentro di me e sulla mia pelle.
Adesso, dopo aver tirato un lungo sospiro, ci proverò.

Ho 24 anni e da 3 anni e mezzo sono fidanzata con un ragazzo, fu un colpo di fulmine di 3 settimane… mi ha portata a casa sua, con i suoi familiari e da lì non sono più riuscita a venire via.
Ogni volta che volevo dormire a casa mia, in qualche modo mi ha sempre fatto capire che la cosa non gli andava a genio.

Ho perso tutte le amicizie, perché la sera da sola non vuole che esca, ho fallito il mio inizio di percorso universitario, perché per un anno intero mi ha detto di avere paura che lo tradissi o che mi innamorassi di qualcun altro, quindi non ho frequentato, ho dato solo 2 esami e mi hanno bocciata.

Ancora dopo 3 anni continua a dividere tutte le spese, mi mette in conto anche un caffè e la benzina per darmi brevi passaggi.
Non usciamo mai da soli, a volte mi piacerebbe anche solo andare a mangiare un panino in montagna, vicino al fiume… io sono una ragazza semplice e sono le piccole cose a farmi felice, ma ogni scusa è buona per non spostare la macchina per via dei soldi e della benzina.
Premetto che di famiglia stanno economicamente bene e che lui spende e fa spendere a me, mensilmente, almeno 200 euro solo per fumare… (erba)
Riesce sempre a far pagare di più a me, solo perché ricevo un mantenimento mensile da mio padre.

Non vuole che lavori, perché potrebbero provarci con me.
Inoltre abbiamo molti ideali differenti, sopratutto per quanto riguarda l’istruzione. Lui sta facendo la maturità tramite scuola privata, facendo pagare ai suoi 6mila euro ed avrà così la promozione assicurata. Non sopporto certi discorsi, su come sarà promosso solo perché ha pagato, di come gli passeranno le soluzioni ecc.
Io ho studiato e mi sono fatta veramente il culo per 5 anni di scuola serale per recuperare gli anni persi ed imparare qualcosa, lui sa a malapena il titolo della sua tesina.
Non so come sono arrivata a questo punto, non so come, ma mi sono lasciata ammaliare dal suo fascino, dal suo fingere di essere una persona empatica, ma era tutta una messa in scena.

Mi sono sempre sentita inferiore a lui e per questo mi sono fatta sottomettere (per il primo anno anche sessualmente, ho scoperto che essere una slave non fa per niente al caso mio.)
Stare con lui mi succhia via energia e voglia di vivere, specialmente perché nei fine settimana, durante il giorno, dorme anche 12 ore di fila.
Ho sempre cercato di giustificarlo perché ha problemi psichiatrici, ma secondo lui quella che deve farsi curare sono io, perché quando piango, dopo essermi tenuta tutto dentro per mesi, provando a fargli capire cosa provo e quanto sto male, la pazza isterica secondo lui sono io.

Ho preso la mia decisione, voglio andarmene, ma non so da dove partire, temo la sua reazione, dopo averlo visto fare scenate disumane per le cazzate più piccole…
Non sono sola: ho una famiglia che mi ama, a differenza di ció che lui mi ha sempre fatto credere, che i miei familiari fossero tutti dei mentecatti e pazzi.
Mi piacerebbe avere i giudizi ed i consigli delle lettrici e dei lettori di questa grande famiglia che è Abbatto i muri; mi piacerebbe capire come dovrei comportarmi, da dove cominciare.
Ogni giorno che mi sveglio con lui mi parte una forte tachicardia (che non passa finché non sono lontana da lui) e nausea che mi porta a vomitare ogni volta che mangio qualcosa.
Non sono capricci… la mia è davvero un’esigenza di libertà, credo che possiate capirmi.
Grazie anticipatamente ad Eretica, che so prenderà in considerazione la mia richiesta di aiuto.

Anonima.

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Comments

  1. Ciao, devi farti venire a prendere subito da un tuo familiare e andare via. Qualunque altra cosa in più che si potrebbe, e forse si dovrebbe, dire, servirebbe soltanto a diluire la determinazione per un’azione così semplice, e terribile, che devi, anzi dovete (chiama un tuo familiare) fare.
    Conosci Edoardo Bennato? Una sua canzone, Dotti Medici e Sapienti, termina proprio così:

    Permettete una parola, io non sono mai andato a scuola
    e fra gente importante, io che non valgo niente
    forse non dovrei neanche parlare,
     
    Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto
    e perciò prima che mi possiate fermare
    devo urlare, e gridare, io lo devo avvisare,
    di alzarsi e scappare anche se si sente male…
    Scappaaaaaaaa 💪

  2. Prova, scusami cara ma non capisco se il mio commento é partito o No, boh non ci ho mai capito niente di wp

  3. Emanuela Alessandra Colazzoe says:

    Parti dalla tua famiglia, se hai questa bellissima consapevolezza che loro ci siano parti da loro. Se hai paura di una sua reazione violenta al vederti andare via, e sai che non ti lascia mai sola, mettiti d’accordo con qualcuno della tua famiglia, scegliete un giorno e fai venire tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli chi vuoi a casa tua, in modo che tu possa andartene senza temere alcun tipo di ripercussione o almeno sentendoti un pochino più al sicuro. Riparti da questo, da te stessa e dalla tua famiglia, riparti dall’università che volevi fare, se hai difficoltà economiche in Toscana ci sono ottime borse di studio, il bando si apre a metà luglio e si chiude a metà settembre. Tu scrivi che hai preso la tua decisione e noi siamo con te, portala avanti con tutta la forza che riesci a trovare perché è la decisione giusta e la vita che verrà te lo dimostrerà vedrai. Ti abbraccio forte, spero che ci farai avere tue notizie in futuro.

  4. Ale wicked elf says:

    Ciao Anonima.
    Noto analogie con una mia vecchia storia, dove lui veniva a prendermi a scuola ogni giorno ( 100 km da casa sua) perché era terrorizzato che potessi prendere il treno con i miei compagni di classe e, quindi, tradirlo! L’ aggravante nel tuo caso è che vivete sotto lo stesso tetto: nel mio caso, essendo all’epoca minorenne, il pazzo non riuscí a invischiarmi nella sua tela completamente.
    Comincia dalle cose facili:
    -fai una lista delle cose che vuoi portare via, in modo che in 1 h tu possa raccogliere tutto senza dimenticare nulla e perdere tempo.
    – avverti un famigliare che vuoi andare via e hai bisogno di collaborazione
    – controlla le occasioni in cui lui sta fuori almeno un paio d’ore, in modo che tu sia in grado di prevedere le sue prossime mosse.
    E ora le cose difficili:
    – la prima volta che lui sarà fuori casa ( e i suoi famigliari anche) , chiami qualcuno che ti venga a prendere, fai velocemente le valigie e te ne vai.
    – lui ti chiamerà , tu digli che non vuoi più stare con lui.
    – non accettare di vederlo se non in pubblico. E comunque non immediatamente.
    – non cedere quando ti dirà che ti ama. Impedire alle persone di vivere e crearsi un futuro non ha nulla a che vedere con l’amore. È una persona che non sa amare e non imparerà.
    – cercati un lavoro o riprendi a studiare.
    In bocca al lupo.
    Un abbraccio

  5. Anch’io ti consiglio, pur non essendoci passata, di scappare via senza provare a spiegare nulla. Lascia una lettera, se vuoi, ma non provare ad affrontarlo, perché è tempo perso. Anzi è soprattutto energia persa. Lui non si smuoverà dalle sue convinzioni solo perché tu gli spieghi quello che provi, anzi si convincerà ancora di più di essere nel giusto.
    L’unica cosa che può aiutare entrambi (si, entrambi) è che tu te ne vada.
    Ale wicked elf ti ha dato degli ottimi consigli pratici, comincia a preparare la tua via di fuga e non perderla mai di vista, neanche se lui dovesse cambiare atteggiamento.
    Vai.
    E un giorno, se vorrai, mi piacerebbe passare su questa pagina e leggere anche il seguito di questa situazione, leggere la tua rinascita.

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