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Di militanza e movimento ai tempi dell’amore sbagliato

Lei scrive:

Cara Eretica,
ti scrivo per mettere a conoscenza tutti coloro che ti seguono della mia storia, che parla di lotte, militanza e movimento in un amore pericoloso e nocivo. Ti chiedo di mantenere il mio anonimato, nella maniera più assoluta. Non so se questa storia servirà a qualcuno; spero di si, ma sicuramente serve a me per mettere nero su bianco alcune cose.
Ti racconto una storia di vigliaccheria.

Sono una ragazza di 25 anni, oggi apparentemente felice, apparentemente soddisfatta. Sono una militante da quando avevo 16 anni, prima nell’Onda e poi nei movimenti sociali di varia natura; in quanto militante di natura, e donna convinta che la politica appartenga a tutti e che sia l’essenza del nostro vivere, mi sono sempre ritenuta consapevole e cosciente di me stessa, di ciò che volevo e, soprattutto, di ciò che non avrei mai voluto e mai perdonato.

Qualche anno fa, ho conosciuto un ragazzo, di cui mi sono perdutamente innamorata. Anche lui militante, anche lui, come me, convinto della realizzazione della persona umana nella collettività; anche lui, come me – pensavo -, di me perdutamente innamorato. Sono stati giorni e mesi meravigliosi, in cui l’incontro dei corpi era un incontro intellettuale continuo e costante, in cui tante cose erano diventate belle soltanto perchè c’eravamo noi due a crearle, a toccarle, a costruirle. Un amore che, per alcuni mesi, ho ritenuto essere il solo e ultimo della mia vita.

Succede poi che la vita ti comincia a dare fastidio. E sopraggiungono i mille mila impegni di entrambi, la mia frenetica e convinta difesa della mia indipendenza, la sua ostinata e appassionata dichiarazione della priorità dell’amore rispetto a tutto il resto; si rivelano due caratteri che racchiudono insicurezze e fragilità nascoste da un muro, in cui possono rimbalzare insulti e bestemmie. E arrivano mesi di insulti, di urla, di litigate come in ogni altra coppia del mondo, pensavo, accade.

Poi arriva una sera, in cui le urla e la rabbia sono più forti, più cattive, o semplicemente eravamo noi troppo stanchi per venirci ancora incontro. Succede che dalle urla si passa agli insulti; e dagli insulti, si passa alle mani. In pieno centro città, mi ha schiaffeggiato così forte da farmi venire il mal di testa. Io me ne sono andata piangendo e lui mi ha seguito fin sotto casa, facendomi inciampare con una spinta sulla schiena.

Ma la cosa più folle di tutta questa storia, è che io, Eretica, l’ho perdonato. Pochissime persone sanno cosa è successo quella sera, pochissime e fidatissime. Io, che mi pensavo essere la Rosa Luxemburg del 2000, l’ho perdonato. La nostra storia è finita dopo un po’, e non è finita per colpa mia; anzi, ti dirò di più, io penso di essere ancora innamorata di lui. Io che sono tutt’ora militante, non ci dormo la notte per la vigliaccheria che mi sento addosso. Nel non aver capito che un amore sbagliato è un amore sbagliato, non c’entrano i movimenti, le lotte, la condivisione della vita. Che ogni tanto succede che perdi la testa per qualcuno, ma che penserai che i libri e le frasi intellettuali e il “prima gli altri e poi me” ti salveranno da qualunque follia. Invece non funziona così; accade che ti si inceppa un meccanismo nel cervello, e tu sei lì rimbambita pensando che sia stato soltanto un momento di forte rabbia. Ma non è così che può funzionare ancora. Io ho visto la rabbia nei suoi occhi, e ho sentito la paura che mi gelava il sangue, ma non ho avuto la forza di fare assolutamente niente.

Allora, forse dovremmo interrogarci – come sto facendo io da un po’ – su come si affronta la realtà al di la’ degli slogan; su come ognuna di noi reagisce e reagirebbe di fronte a una violenza verbale o fisica. Io non voglio giustificazione o compassione, io voglio solo capire quale è il confine fra il noi collettivo in cui credo così tanto, in cui so di poter costruire un mondo diverso da questo, e l’io che mi contraddice e mi delude continuamente, mettendomi di fronte allo specchio, in cui si riflette solitudine, rimpianto, rabbia, tristezza e vigliaccheria.

ti chiedo di poter rimanere anonima e ti ringrazio per la possibilità
cari saluti”

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