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Bimbi e bimbe egualmente capaci di andare a vela

Lei scrive:

Cara Eretica,
Sono istruttrice di corsi di vela per bambini.
Non credevo che questo impiego potesse darmi tanti spunti su cui riflettere circa la società in cui viviamo.

Ascoltare i discorsi dei bambini e delle bambine e osservare il loro atteggiamento è molto interessante. Voglio condivedere un episodio che mi ha dato speranza e gioia. Oggi, un bambino (che avevo già individuato perché l’unico a definirsi ‘sfortunato’ per essere capitato in barca con me e non col mio collega) stava dicendo a due bambine in barca con noi (le bambine sono sempre in netta minoranza numerica, ma ci sono) che ‘le bambine non possono tenere il timone perché sono femmine’. Le piccole, 10-11 anni (il bimbo 7) si difendevano bene da sole – che meraviglia! – con argomenti ragionevoli, ma lui ha già assorbito l’approccio di chi non ascolta il punto di vista altrui, e men che meno ha messo in discussione il proprio. Le piccole dicevano: ‘tutti possiamo fare quello che vogliamo’ e lui diceva che non era vero perché i maschi sono più forti – e via dicendo. Quindi ho lasciato che discutessero fra loro (le bambine erano agguerritissime, lui totalmente insensibile a quello che dicevano) e solo dopo un po’ di tempo ho pensato fosse giusto ‘intervenire’; prima però, ho solo detto con cautela che ‘non è vero che la bambine non possono portare la barca, e infatti oggi tutti e tutte proveremo a timonare’.

Lui mi ha ignorato, e dandomi le spalle è tornato a parlare con le bambine, dicendo: ‘per esempio, le mamme puliscono, i papà lavorano’. Allora ho richiamato la loro attenzione (anche gli altri bambini si erano interessati alla conversazione ed ero curiosa della loro reazione a quanto stavo per dire) e con ferma dolcezza gli ho detto: ‘Allora, bambini e bambine. Non esistono lavori per le femminucce e altri per i maschietti. (Le bambine, in duo: ‘Vero!’) Tutti possiamo fare tutto.

Vedi, X, io sono una donna ma sto portando la barca, anche se tu dici che io non posso.’ Bambini e bambine erano serenamente convinti-e, tranne lui, il quale, con una stizza, mi fa: ‘tu sembri un uomo’. Tutti gli altri e le due bambine hanno guardato me e lui con una faccia seria e interrogativa dato che l’argomento del bambino non è supportato da nessuna evidenza di alcun tipo; insomma, si è reso ridicolo da solo agli occhi degli altri e delle bimbe che avrebbero potuto ridicolizzarlo ma non lo hanno fatto. Naturalmente, niente è piú lontano dal mio interesse che avvilire un bambino la cui indotta mentalità stereotipica era uscita già da sé sconfitta. Perciò dopo la sua uscita, ho sorriso e l’ho chiusa lì.

Per inciso, le ‘femminucce’ sono molto più brave dei maschietti. Le ‘femminucce’ – tutte quelle finora arrivate – sono più svelte, non si sono mai tirate indietro al primo approccio con la barca e col mare (cosa peraltro normalissima) e non solo, per esempio, hanno imparato a fare i nodi dopo un solo tentativo, ma si sono poi allenate a farli mentre quasi tutti i maschietti non ci sono riusciti e si lagnavano, nervosissimi, gettando le cime per aria. Le bambine non prendono mai in mano il cellulare per giocarci, tutto il contrario dei bambini (che poi, col tempo, si appassionano al lavoro di squadra e li lasciano, per fortuna).

Eppure, si continua a dire ‘non fare la femminuccia’, quando invece dovremmo dire, piuttosto, ‘fa’ la femminuccia’. Che non è neanche questo il punto. Le ‘femmine’ non sono meglio dei ‘maschi’. Credo fermamente che se dall’infanzia veniamo cresciuti nella censura del femminile (‘non fare la femminuccia’, cosa che fa male ad ambo i sessi, perché si inculca anche nei bambini uno stupido e falso culto di forza e ‘virilità’), se le bambine crescono in un contesto che non fa che alimentare i loro complessi di inferiorità, bhe, può succedere che i maschietti si adagino, non si impegnino, tanto la società tifa comunque per loro; ma tra le opzioni possibili, magari le bambine si abituano a impegnarsi di più, perché è la prima cosa che imparano, cioè che se vogliono riuscire, devono sgomitare più dei bambini (a meno che, non si tratti di ruoli che alla società fa comodo appioppare, come, appunto, ‘la mamma pulisce’). È colpa dei bambini? Ma certo che no.

Quando le bambine riescono più dei bambini, spesso i bambini vengono umiliati con la frase: ‘vergognatevi, ci sono riuscite le bambine!’ come se i successi delle bambine fossero la vittoria su una qualche mancanza (io al massimo direi che dato che anche le bambine possono fare cose, allora ci hanno sempre raccontato un sacco di frottole). Quindi, i bambini imparano subito a odiarle perché la ‘femminuccia’ diventa in qualche modo l’antagonista che è stata sempre loro promessa come tale ma ‘inferiore’, e che invece si permette anche di essere più capace a dispetto del fatto che, appunto, sia ‘femminuccia’.

Insomma, io non credo che le bambine siano più capaci dei bambini, e neanche il contrario; penso che la società adulta debba smetterla di veicolare l’educazione della lotta tra i sessi e lasciare che bambini e bambine esprimano al meglio la loro personalità e talenti a partire da questa splendida pagina bianca, in veloce evoluzione, che è l’infanzia su cui una società sana dovrebbe soffiare il vento delle libertà e invece si ostina a marcare in nero i corollari di fittizie identità di genere.

Marina

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Comments

  1. Che bello questo articolo!! Grazie Eretica, che permetti a persone come Marina di regalarci diversi spunti di riflessione profonda descrivendo soltanto una cosa piccola..cioé un avvenimento all’inizio di tutto, i rapporti tra bambini!! Grazie Marina!

  2. Ciao Marina,
    è molto interessante quello che scrivi. Io insegno arti marziali, che se è possibile è un ambiente ancor più dominato da pregiudizii sessisti di quello in cui lavori tu, e tengo anche corsi per bambini. Ho riconosciuto molto bene la situazione che descrivi, anche se nel mio contesto mancano i dialoghi espliciti – dal momento che in palestra è proibito parlare; la dinamica dei rapporti maschi-femmine è però davvero la stessa. Ad esempio capita che, quando devono combattere, i maschi prediligano avversari maschi, anche se molto più deboli di loro, piuttosto che bambine forti e agili con una tecnica impeccabile. Ossia un principiante, magari anche non particolarmente atletico, sembra essere in ogni caso un avversario più degno di una femmina, anche se questa potrebbe spaccarti il culo ad occhi chiusi. La cosa peggiore poi è che questi atteggiamenti sessisti coltivati sin dall’infanzia vengono mascherati da galaneria, del tipo “non si picchiano le donne” o simili… ma è proprio perché le donne non si picchiano (e in generale nessuno si picchia) che siamo tutti lì ad imparare come difenderci! Inoltre non serve conoscere il secondo principio della dinamica per capire che una donna ben allenata è molto più forte di un uomo, dal momento che nel combattimento agilità e velocità contano infinitamente più della massa corporea! Risultato: quando si trovano a combattere con una bambina, i maschi tipicamente le prendono, sia perché sono generalmente più lenti, sia perché commettono l’errore fatale di sottovalutare l’avversario. Allora poi è una vera tragedia! Alcuni bambini si mettono addirittura a piangere per “l’umiliazione” di essere stati battuti da una femmina… insomma, è chiaro che l’impostazione sessista dell’educazione fa soffrire tutti, non solo le bambine.

  3. Bravissima, è proprio vero! Bisognerebbe cambiare i modi di dire in «non fare il piagnone» o qualcosa di simile…

  4. Che gloria leggere articoli e commenti come questi! Io sono un’insegnante di scuola primaria e ne vedo davvero di tutti i colori. Quest’anno in classe prima ho persino un bimbo che non accetta un foglio prestato da una bambina perchè è di una “fimmena”…e non aggiungo altro. Sta di fatto però che pochi giorni fa ho parlato con una psicologa che mi ha illuminato dicendomi che certi maschietti con problematiche comportamentali di un certo tipo evitano volutamente le femminucce perchè la “mappa mentale” di queste ultime è molto più ricca di sfaccettature e molto più complessa rispetto a quella di qualsiasi individuo maschio della stessa età e quindi di non facile gestione. Non è questione di dire se siano meglio i maschi o le femmine…però….certe cose….fanno pensare….

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