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Decine di milioni di euro per braccialetti elettronici non utilizzati. Perché non spenderli per prevenire la violenza di genere?

45 milioni di euro, tanto costa la spesa per noleggio, manutenzione e gestione operativa di circa 12.000 braccialetti elettronici. Alla gara si presenta ancora Telecom che aveva la gestione tra gli anni 2001 e 2011, con l’uso effettivo di soli 14 pezzi su un totale di 400, al modico costo di 10 milioni l’anno. Nel 2013 poi con il decreto svuota carceri si passò da 400 a 2000 pezzi con appalto gestione rinnovato sempre a Telecom. L’accordo fu rinnovato fino a tutto il 2018. Da allora hanno usato pochi braccialetti e solo uno per le finalità previste, ovvero per impedire l’avvicinarsi di uno stalker negli spazi, nei dintorni in cui vive la vittima, dopo che lo stalker era stato allontanato a causa di gravi lesioni e minacce dalla casa familiare. 1 su 2000, con invariata spesa ovviamente. Ma le richieste paiono tante dunque si decide di aumentare la spesa, per l’appunto, fino a 45 milioni.

Di tutto questo vi parlammo nel 2013 quando l’appalto fu rinnovato, così raccontammo delle perplessità, le interrogazioni parlamentari, le cifre e la difficoltà di percepire un’utilità su questa cosa. Era una scelta securitaria, una di quelle scelte che portano denaro in attrezzi che finiscono in gestione alle polizie. Denaro che avrebbe potuto essere usato per quel tal piano antiviolenza che resta nel cassetto del ministero. Avrebbe potuto essere usato per corsi scolastici al rispetto dei generi, per campagne contro culture e mentalità che giustificano la violenza di genere, per sostenere chi si occupa di questi impegni e per supportare l’esigenza di case rifugio da aprire anche alle persone trans, lesbiche, gay, vittime anch’esse di violenza di genere nella coppia, nella vita intrafamiliare o da parte di estranei. Si sarebbe potuto investire in reddito, case e lavoro per le vittime di violenza che dipendono totalmente economicamente dai propri carnefici.

A cosa serve un braccialetto elettronico che costa così tanto alla comunità? A cosa servono tutti gli aggeggi polizieschi che portano soldi ad altre aziende e direttamente all’industria del salvataggio? Quando si capirà che la violenza sulle donne è diventato un brand utile a chi spinge per la privatizzazione, la gestione in conto terzi, finanziata dallo stato, di strumenti securitari o di galere di ogni tipo?

Quando si chiedono leggi repressive è a tutto questo che stiamo dicendo di si. Sarebbe il caso forse di rifletterci. Forse.

 

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Comments

  1. Hai già dato la risposta proprio nel tuo articolo. L’acquisto di un braccialetto elettronico porta un guadagno fisico a qualche azienda, mentre combattere contro la violenza in fondo cosa porta alle casse di quei pochi che sulle spalle di chi muore guadagnano?

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