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C’è vita oltre ArciLesbica

Vi avviso: questo è un post semiserio, pertanto non pigliatevela a male perché non smuoverà gli animi coinvolti di una virgola. Non sono io che detto l’agenda politica.

A dettarla è invece chi a colpi di comunicati rappresenta posizioni sulla Gpa poi contraddette da altr* che fanno parte dello stesso movimento, e tutto pare compiersi all’interno della sigla su citata.

Tutto ciò mentre lesbiche, gay, bisex, etero, trans, queer, di tutto il mondo italico (e oltre) non possono di certo essere annoverat* tra i/le tesserat* di Arcilesbica. Quanto conta la posizione di Arcilesbica Milano + Libreria delle donne di Milano + AntiGpa di Milano e altre firme varie ed eventuali che fanno riferimento al femminismo della differenza? Non importa, perché siamo femministe e ogni singola voce conta. Ogni. Singola. Voce.

E lo specifico non perché voglio legittimare la rappresentanza donnesca e mammesca autoconferitasi da Arcilesbica (Milano) et similia  in relazione alla questione complessissima della Gpa, ma perché il metodo del “contiamoci” è d’imperio imposto in ogni ambiente femminista, non ultimo quello del variegato e eterogeneo gruppo di Non Una di Meno in cui accade adesso che alcune, poche, femministe spingono in direzioni filoistituzionali realtà che preferiscono l’analisi e il ragionamento politico come premessa alle pratiche femministe e non il solito battagliare in forma di congresso ex Pci dove si contano le delegate delle sezioni cittadine per porre al voto la mozione della dirigenza tal dei tali.

I movimenti sono movimenti e se ogni singola voce vale allora una premessa è fondamentale da porre in ogni singolo caso: mai opporsi alla libertà di scelta e mai consentire che tutto il movimento compia passi indietro perché alcune, ancora poche, tutto sommato sempre le stesse, nonostante mascherino la propria identità di movimenti anonimi giusto per far diventare multiplo il valore di una singola opinione, vogliono imporre il proprio punto di vista.

Il dibattito sulla Gpa ha assunto toni da crociata quando pseudo femministe e varie destre si sono opposte alla step child adoption con il voto alla legge sulle Unioni Civili. Di fatto sono i tribunali che stanno decidendo in favore di essa ed è grave che debba essere così. Il tono da crociata arriva quando c’è chi impone un obbligo normativo che deve valere per tutt*.

E queste donne o uomini che combattono per affermare il fatto che la Gpa sia dichiarata reato universale, un po’ come giuliano ferrara quando voleva che l’aborto fosse dichiarato tale, volendo pensare che siano in buona fede, stanno compiendo un gravissimo errore che pesa in termini regressivi su tutt* noi.

Giusto per ripetere l’abc femminista:

  • è importante il partire da sé: dov’è l’ascolto delle donne che scelgono di prestare l’utero?
  • è importante il partire da sé, ancora: dov’è la storia delle donne , di quelle che impongono divieti e quando mai si è parlato di imporre a loro di fare una scelta che non vogliono fare?
  • muoversi per dicotomia uomo/donna è una costante della cultura patriarcale. Gli uomini sono adatti a… le donne sono adatte a… Se una donna non sente la questione della maternità come le femministe della differenza significa che sono persone abiette, cattive, nondonne? Rileggetevi la Atwood (e mi permetto di citare anche il mio ultimo libro “La fabbrica degli umani”) e poi scoprite quanto è importante staccarsi da quella visione binaria.
  • mobilitare il mondo con terrorismi psicologici a suon di “l’omopatriarcato vuole la scomparsa della donna”, a parte che decisamente complottista, non vi sembra un po’ demonizzante, paternalista e omofobo?
  • se mi attribuisci, in quanto donna, sentimenti, attaccamento materno, istinti, volontà che sono tue e tue soltanto, non stai legittimando un passo indietro per tutte noi? Avete capito o no che state seguendo passo passo le posizioni dei peggiori integralismi cattolici? si, lo sapete, dato che suggerite alleanze con la chiesa e scrivete su giornali del vaticano.
  • se vi parate dietro un anticapitalismo di facciata com’è che non vi vediamo mai in prima fila quando lottiamo per un reddito e una casa? perché non avete mai proferito parola su provvedimenti economici orripilanti degli ultimi governi?

La questione della precarietà si affronta considerando la posizione di una persona precaria senza impedirle di usare metodi di emancipazione, temporanei o chi lo sa, che comunque userebbe in un mercato clandestino. Da quando la clandestinità ha portato cose buone per le donne? E perché ho l’impressione che tutte quelle che parlano siano borghesi, ricche, privilegiate, bianche, che guardano alle povere di altri mondi in senso neocolonialista? Chi tra voi ha fatto tre lavori per campare e chi ha vissuto periodi da fame? Chi ha tre figli da mantenere senza alcuna opportunità di guadagno? E per queste persone non sarebbe meglio trovare il modo di garantire regolarità, alla luce del sole, per evitare forme bieche di sfruttamento? Intanto serve realizzare alternative. Proposte? Quale impegno volete assumervi in direzione di un cambiamento che riguardi il welfare e il mercato del lavoro? Quale impegno per cancellare lo sfruttamento di tante donne, in special modo migranti, sotto ricatto che lavorano nei campi e sono stuprate dai caporali? Quale impegno per dare lavoro a tutte noi, precarie, che in un modo o nell’altro dobbiamo campare?

Perché a me questo ragionamento appare così semplice, una semplice questione di buon senso, e altrove ascolto chi non fa altro che imporre frammentazioni e si insinua per favorire scioglimento di movimenti che in realtà dovrebbero andare oltre la visione di una singola persona?

Servono spazi per parlare in maniera complessa di questo  o d’altro e chiaramente non tutte dovranno essere d’accordo, ma la premessa è ancora il rispetto per la libertà di scelta, perché non sei tu, ricca, che puoi dire ad una precaria quello che può o non può fare per autosostentarsi. E in quanto alla Gpa: cosa, quale parte, della proposta di totale gratuità non vi convince? E’ una questione etica? E dove inizia questa questione e dove si ferma?

Se sono due lesbiche ad avere un figlio va bene ma due genitori gay non dovranno esistere? Allora è plausibile pensare che una simile posizione sia oltremodo conservatrice in senso omofobico e sessista? Lo stereotipo della mamma che è sempre la mamma come può essere diventato modello femminista? E come può questo continuo insistere con l’esaltazione del materno e una rinuncia alla collaborazione dell’altro genitore, il padre, essere cosa ottima per l’emancipazione delle donne? Non volevamo condividere le responsabilità?

Se Arcilesbica (Milano) e qualunque altra individualità vuole fare a braccio di ferro per imporre l’agenda politica: chi è dunque che fa in modo che questo dibattito, che dovrebbe essere sereno e rispettoso delle differenze, diventi uno scontro tra pro e contro? L’unica è sottrarsi al gioco e stare a guardare persone che in fondo, sui metodi, la pensano in egual modo e si scannano per mettere il cappello sulle scelte altrui senza mai ascoltare chi vive e agisce corpi che una volta erano considerati propri.

Da quando il femminismo è diventato un “il corpo è mio ma lo gestisci tu?”

Io continuo a sostenere le genitorialità tutte, senza pregiudizi, così come funziona per il femminismo della terza onda, intersezionale, nel rispetto delle varie soggettività, mai sovradeterminante, realmente anticapitalista e inclusivo di identità di genere che altre vorrebbero confinare oltre barriere insormontabili costituite da potere e privilegio, quello di essere e fare la madre, la beddamatresantissima e martire, come fosse uno strumento di ricatto, come se i figli fossero ostaggi per la realizzazione di una società a misura di quelle che vaneggiano nei vari comunicati messi in circolo. Come se si volesse barattare un utero per acquisire privilegi politici e sociali, io utero quindi valgo, io madre dunque valgo.

C’è vita oltre Arcilesbica e non si possono mettere a tacere le voci di tantissime persone per accontentare quelle poche che vogliono egemonizzare il dibattito.

Leggete il pezzo di Pasionaria e poi il comunicato di alcuni pezzi di Arcilesbica che prendono le distanze da quell’altro pezzo anti/gpa.

Buona giornata! 🙂

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