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Discussione pornopolitica sui vaccini

Salve, sono Eretica e sono sempre quella che non tollera ricatti emotivi, toni viscerali e campagne prodotte da varie tifoserie che alimentano emergenzialità alla quale consegue sempre e comunque una scelta autoritaria.

Mi occupo di questo e poi anche di copyleft (devo averlo scritto un po’ dovunque) e dunque è legittimo che io mi ponga certi quesiti e che partecipi, mio malgrado e pur non avendone alcuna voglia, alla discussione preoccupandomi della deriva destrorsa e autoritaria che riguarda le decisioni arbitrarie e liberticide del nostro governo.

Non mi interessa entrare nel merito della polemica vaccini si o vaccini no, che poi è la stessa modalità ricattatoria e intollerabile che usano alcune “femministe” (autoritarie) quando ti insultano e ti chiamano criminale perché non adotti la LORO soluzione quando parli di lotta contro la violenza di genere. Se dico no al femminicidio non deve piacermi per forza galera ed ergastolo come soluzione. Se non ritengo che sia efficace devo poterne parlare, sempre. Anche in questo caso mi è stato detto di tutto: c’è chi ha augurato lo stupro o le botte, chi dice che se muore una donna sarebbe colpa mia, e altri deliri del genere.

L’emergenzialità e l’autoritarismo non sono solo un cattivo metodo che caratterizza forme autoritarie di governo ma è la sostanza di questa legislatura, come di altre, che adopera shock economy a più non posso cavalcando malesseri e preoccupazioni per imbastire una pratica governativa coercitiva, repressiva, paternalista e, per l’appunto, autoritaria.

La premessa di chi discute adesso, senza lasciare spazio ad alcun altro laico ragionamento, è che se credi nella bontà del vaccino allora devi stare dalla parte della Lorenzin e del suo governno in relazione all’obbligatorietà.

A parte il fatto che dalla parte di Lorenzin e del governo io sto molto scomoda, ma proprio tanto, vedi fertility day, posizioni antiabortiste, anti pma, anti unioni gay, e ne potrei dire altre. Giusto per essere intellettualmente onesta, in risposta alla disonestà da “propaganda” di cui sopra, dico comunque che se la Lorenzin avesse fatto una cosa buona non avrei avuto il timore di dire che ha ragione.

Il punto è che non ha ragione, come non ce l’aveva chi in nome della “sicurezza” e della lotta contro il terrorismo ha violato la privacy di tutti i cittadini ritenendoci tutti potenziali criminali. Non ce l’aveva neppure chi ha voluto e votato la legge sul femminicidio che a parte il piano repressivo non dice nulla di efficace. Per un pelo in quella legge non passò l’obbligatorietà della denuncia, da parte della donna, e perfino la delazione da parte del vicino anonimo. Sottrarre alla donna picchiata la facoltà di poter scegliere se denunciare o meno significa dire a lei che non è capace di intendere e volere e che lo stato paternalista si sostituisce a lei in una decisione così importante. Anche allora si disse che il problema non era la vittima (che si facesse ammazzare! – dicevano) ma i suoi figli indifesi. Una donna avrebbe il dovere di denunciare per il loro bene e se non lo fa, alcuni urlavano, allora bisognerebbe toglierle la potestà, i figli, tutto. Non ha ragione neppure l’antiabortista che in nome della salvezza dell’embrione dà alla donna che abortisce dell’assassina.

Chiunque parli per slogan, quando fa propaganda su qualunque cosa, normalmente dice di difendere i più deboli e naturalmente si criminalizza chi non è d’accordo. Si lascia spazio alla visceralità e all’isteria collettiva. Si pospone la riflessione sullo stato democratico della nazione, delle nostre leggi, di tutto quel che ci riguarda in termini di diritti civili. Siamo alla pornomostruosità per suscitare pornoindignazione. Attendo con ansia la strumentalizzazione di un bambino ammalato e mostrato alla nazione per fare terrorismo psicologico. Tutto oggi, nell’industria del salvataggio, necessita di testimonial. Può diventare un lavoro, sapete? Come per le vittime di violenza usare come fenomeni da baraccone per sostenere politiche securitarie.

Oltre all’autoritarismo a me interessa la questione dei brevetti. I vaccini sono copyleft? O c’è il copyright? Sapete che la produzione di moltissimi farmaci salvavita è subordinata al fatto che devi pagare le royalties a chi ha depositato il brevetto? Perciò se vuoi produrtelo a basso costo e venderlo a molto meno non puoi farlo perché l’industria farmaceutica XY ti fa causa.

Chi possiede licenza per questi vaccini? Chi li venderà a noi? Qual è il costo previsto in bilancio per questa spesa? E se questi vaccini sono tanto importanti, al punto da sancirne l’obbligatorietà e dunque l’uso più massiccio, non dovremmo assicurarci che arrivino alle asl gratuitamente? Perché speculare sulla salute della gente non è mai una cosa buona. Giusto?

Voi, dunque, continuate a immaginare un mondo in cui si consegnano i nostri corpi allo Stato che deciderà al nostro posto su qualunque questione, per un ritorno all’accanimento terapeutico e al Tso per ogni cosa. Io e altr*, qui, pensiamo a ragionare degli aspetti politico/sociali/giuridici/economici del problema. Perché qui parliano di politica e cultura e non di scienza. Ecco quello che ha scritto Ursula, altra admin della pagina di AIM, come sintesi di una nostra chiacchierata – con la tetta in mano (e abbiamo scoperto che la discussione pornopolitica è una figata! 😀 ) – sulla questione.

Ps: a chi tira fuori ancora la storia del casco, il motorino, le cinture e altri slogan ad effetto simili a “se vai in giro con un rolex e te lo rubano è colpa tua e se vai in giro in minigonna e ti stuprano è colpa tua” non rispondo proprio più. Non partecipo allo scontro politico tra chi fa campagna pro/governo e chi invece no. Per ragionare lucidamente bisogna acquisire distanza e così si ha la sicurezza di fare una riflessione oggettiva. Inoltre… smettete di minacciare di togliere il like alla pagina. Se fossi interessata alla popolarità abbraccerei tutte le tesi più condivise. Non è mai stato così, per me, e mai lo sarà.

Ri-p-ps: Un’amica ci segnala un articolo che ben ripercorre la traccia giuridica precedente al decreto sui vaccini. Se vi va di leggerlo può essere utile come approfondimento. In poche parole la costituzione sancisce la libertà di scelta e le sentenze vanno tutte in questo senso. Elementi autoritari sarebbero in contrasto con la costituzione stessa. Vi invito a leggere anche un articolo pubblicato su Carmilla Online – salvo considerare ottimo l’ultimo passaggio in cui dice che le uniche donne che prestano l’utero per la gestazione per altri sia una rumena.

Buona lettura!

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#vaccini #antivaccinismo #autoritarismo

Succede su AiM.
Una mamma preoccupata per la salute del figlio, e per la legge autoritaria in materia di vaccini, ci scrive con delle semplici domande e la preghiera di rispondere pacatamente, senza tifoserie.
Quando Eretica pubblica il post, si scatena purtroppo una trafila di risposte aggressive che – detto per inciso – non aiutano affatto a convincere la mamma in questione a riflettere sull’argomento. Nel tentativo di pacare la discussione, e riportarla sul tema dell’autoritarismo, Eretica interviene. Il suo intervento viene interpretato come posizione antivaccinista, e gli animi si infiammano ancora di piu’.
Io sono Ursula, moderatrice di AiM e persona nettamente scientista e pro-vaccini. Seguo da anni il dibattito in questione, i complottismi e i debunking, e decido di parlare personalmente con Eretica per analizzare le polemiche scatenate da questo post.
Chiariamo subito un punto essenziale: Eretica non e’ antivaccinista. La sua prole e’ stata puntualmente vaccinata. E’ chiaro che c’e’ stato un fraintendimento, e il fraintendimento nasce dai diversi piani di discussione di chi scriveva e di chi interveniva nei commenti: la discussione, come spesso su questa pagina che – ricordiamo – e’ dichiaratamenta anarchica e antiautoritaria, verteva sull’opportunita’ e l’efficacia di un approccio autoritario e legalista in materia di vaccini.
Non si entrava nel merito della bonta’ dei vaccini.
I vaccini sono tra i farmaci piu’ testati nella storia della medicina: sono stati assunti per quasi un secolo da una enorme fetta della popolazione mondiale, il che significa che abbiamo una quantita’ piu’ che significativa di dati. I dati ci dicono che i vaccini sono efficaci nel controllare e – alla lunga – debellare le malattie. I dati ci dicono anche che il numero di morti per vaccini e’ infinitesimale se comparato al numero di morti per le relative malattie. I dati confermano che, per rendere un vaccino efficace, e’ necessario che si superi una certa soglia percentuale di vaccinati sulla popolazione totale, la cosidetta “immunita’ di gregge”, che protegge tutti coloro che per svariate ragioni non possono vaccinarsi.
Ottimo esempio e’ la varicella, che causa morte neonatale nel 30% dei casi. E proprio i neonati non possono essere vaccinati prima dei sei mesi di vita. Quindi e’ essenziale per la loro stessa sopravvivenza che le persone intorno a loro siano vaccinate.
Abbiamo decenni di statistiche che confermano questi dati, che possiamo ritenere incontrovertibili. E ogni complottismo contro i vaccini e’ gia’ stato piu’ che abbondantemente smentito dalla comunita’ scientifica mondiale con decine di migliaia di ricerche peer reviewed.
Quindi, a meno che non si voglia accusare di complotto e corruzione la quasi totalita’ dei ricercatori degli ultimi 100 anni, siamo tutti d’accordo nello stabilire che i vaccini sono indispensabili, e indispensabile e’ il raggiungimento dell’immunita’ di gregge.
La domanda qui e’ un altra: un approccio autoritario e coercitivo e’ una risposta efficace per raggiungere questo obiettivo?
Se guardiamo ai dati americani, la risposta e’ no. Proprio a causa delle pressioni governative e della legislazione in materia, l’america e’ stato terreno fertile per i complottismi che si sono poi diffusi nell’intero pianeta.
Laddove c’e’ coercizione, ci sara’ ribellione.
Eretica mi racconta della ‘resistenza’ antivaccinista che vide da bambina, quando le mamme col passaparola si organizzarono per non far vaccinare i propri figli contro la polio. Con il sostegno di alcuni medici compiacenti.
Pensare che la multa e la minaccia di perdere la patria potesta’ siano la soluzione puo’ essere una china scivolosa. In condizioni di sfiducia verso l’autorita’, imporre con la coercizione serve a rafforzare la ribellione.
Non abbiamo risposte definitive o soluzioni in tasca, ma pensiamo che valga davvero la pena riflettere sulla deriva autoritaria della legge in proposito e la sua opinabile efficacia.
Tralasciando per un momento la questione vaccini di per se’, Eretica mi ha ricordato di come Medicina Democratica abbia lottato per ottenere il consenso informato per i pazienti. Forse alcuni di noi non l’hanno mai vissuto, ma in passato il paziente non aveva alcun diritto di conoscere nulla di cio’ che gli veniva somministrato, e la pratica medica era subita piu’ che scelta. Errori medici compresi. Ci sono voluti anni di lotte per permettere ai pazienti di essere trattati come esseri umani e senzienti, e ancora molti ce ne vorranno per garantire la piena autonomia e dignita’ del proprio corpo (penso, ad esempio, al trattamento di fine vita. O al diritto di non allattare). In un contesto in cui questi diritti non sono ancora consolidati, una legge autoritaria in ambito medico rischia di aprire la strada ad una deriva che nessuno di noi vorrebbe sperimentare sulla propria pelle.
Il consenso informato e’ la chiave. Proprio la carenza di informazioni chiare e autorevoli, diffuse capillarmente da media e istituzioni, ha creato quel vuoto e quelle paure che sono il terreno fertile dei complottismi antivaccinisti.
Per inciso: alcuni sono intervenuti con lo slogan “la scienza non e’ democratica”, e mi rivolgo a loro: stiamo parlando di due cose diverse. Per “medicina democratica” Eretica intendeva il DIRITTO ALL’INFORMAZIONE sulle pratiche mediche e il diritto all’autonomia e la dignita’ del corpo, non la fantasiosa interpretazione dei dati. Nessuno mette in dubbio statistiche ampiamente comprovate. La discussione che si cercava di fare verte esclusivamente sull’autoritarismo della legge. In questo contesto Eretica ha linkato il comunicato di Medicina Democratica. Come gia’ chiaramente espresso sopra, prendiamo le distanze da possibili affermazioni pseudoscientifiche e ci concentriamo sull’aspetto antiautoritarista della questione.
Altro argomento che e’ emerso a sfavore delle derive autoritarie e’ il rischio di ritrovarsi obbligati a ricevere pratiche mediche di dubbia utilita’ che alimentano il mercato. Ricordiamo che, al momento, le case farmaceutiche sono industrie che inseguono il profitto. Puo’ sembrare o meno una visione complottista, ma e’ innegabile che a volte le cause farmaceutiche si ritrovano, per questioni di mercato, ad anteporre il profitto alla salute dei pazienti. Come nel caso dei farmaci sotto licenza venduti a paesi poveri per cifre esorbitanti, e le conseguenti battaglie legali per impedire ai suddetti paesi di produrre lo stesso farmaco a basso costo (un esempio a caso: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1119626/ ). In questo contesto, e vista anche la facile corruttibilita’ dei governi passati e futuri, e’ lecito chiedersi se una legge autoritaria non possa prestare il fianco ad usi (ed abusi) che hanno piu’ a cuore gli interessi di mercato che non la salute delle popolazioni. Un buon supporto per la salute non dovrebbe avere alcun copyright e dovrebbe essere posto in produzione da chiunque, senza che il suo prezzo debba essere imposto da chi ha depositato il brevetto. La salute pubblica è una questione seria, e se lo è vorremmo sapere dove e come si ferma la distribuzione di vaccini per chi non può permettersi di pagarli (gente povera, migranti, persone in altre nazioni). Sarebbe auspicabile una maggiore trasparenza a riguardo: quali vaccini sono sotto licenza? Quanto costa produrli e quale margine di profitto ne ricavano le industrie? Quali soluzioni si potrebbero adottare per ridurre il rischio di conflitto di interessi? Essendo farmaci che saranno somministrati sempre, e a piu del 96% della popolazione, sarebbe opportuno dislocarne la produzione in Italia? Come sopra, non abbiamo la risposta pronta in tasca. E saremmo felici di sentire cosa ne pensate voi.
Insomma, c’e’ tanto da discutere in proposito. Noi abbiamo parlato per quasi due ore filate, ed e’ stato facile capire che le incomprensioni nascevano dalla visione della questione su due piani totalmente diversi. Ora, con lo stesso spirito aperto e di condivisione, vorremmo sentire le vostre opinioni. Senza tifoserie e senza insulti. Senza partire in quarta con mille pregiudizi sull’istruzione o l’integrita’ morale dell’interlocutore. Da qualsiasi fazione provengano, i commenti aggressivi e/o incivili saranno oscurati (come sempre). Ricordiamo che una pacata spiegazione avrebbe convinto e rassicurato la mamma del post incriminato molto piu’ dei molti commenti aggressivi e talebani che sono piovuti sotto.
Buona discussione a tutt*!

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Comments

  1. “La domanda qui e’ un altra: un approccio autoritario e coercitivo e’ una risposta efficace per raggiungere questo obiettivo? Se guardiamo ai dati americani, la risposta e’ no.”
    Questo è come minimo opinabile. In California, dopo l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola le coperture vaccinali sono aumentate nettamente.

    • Pinko Palla says:

      …e un minuto dopo e’ scoppiata la bomba antivaccinista con la bufala dell’autismo, che chissa’ come mai e’ stata creduta e continua ad essere creduta nonostante millemila debunking e ricerche, proprio da quello stesso popolo che odia vedersi addosso l’autoritarismo del governo. What goes around comes around.

      • di tutta l’erba un fascio? qui non trovi complottisti, non crediamo in quella tesi e non abbiamo mai contribuito a diffonderla. un po’ di onestà intellettuale per favore.

        ps: le reazioni complottare sono arrivate proprio grazie all’obbligo.

      • Non direi, io sto parlando dell’obbligo vaccinale introdotto nel 2015, che ha avuto come conseguenza un netto aumento delle coperture vaccinali, mentre la bufala dell’autismo deriva dalla frode scientifica di Wakefield, che risale al 1998, quindi ben prima.

  2. Bravissima come sempre hai ancora una volta centrato il punto che è proprio quello del chi produce e in base a quali criteri.Il resto è pura propaganda ma in tema di sanità pubblica avere il copyleft sui vaccini e su altri farmaci è non solo doveroso ma auspicabile. Questa sarebbe una battaglia di civiltà da fare ma. ..figuriamoci se i nostri politici si schierano su questa linea.

  3. La scienza non ha e non è un opinione, la scienza fornisce dati e prove, che non possono essere discussi se non con dati e prove (certi, verificabili e accertati).
    Il punto è semplice: I Vaccini servono, sono importanti, hanno una casistica IRRISORIA di persone che, per motivi di rigetto allo stesso, hanno avuto problemi, a fronte di MILIONI di vite salvate.

    Quindi per me è semplice: se il “discuterne” ha portato a un calo dei vaccinati, a pseudo-scienzati che tengono (pagati profumatamente) conferenze e “lezioni” sui temibili “danni da vaccino che nessuno vi dice”,se stanno ritornando malattie che erano quasi debellate, l’obbligo di vaccinazioni, con pene e sanzioni anche, è L’UNICA risposta da dare.

    Sulla salute non ci deve essere discussione, solo azione rapida e immediata.

  4. Da che esiste l’umanità abbiamo bisogno di regole da tutti rispettate per convivere, e si hanno più o meno tre modi per ottenerle:
    Ti obbligo, faccio delle leggi, se non le rispetti ti punisco (pro: si applica velocemente, contro: crea resistenze, qualcuno riuscirà sempre a raggirare le leggi, richiede forze di polizia sul territorio e relativi costi)
    Ti ci faccio credere (una religione costa poco, tutti si sentono sempre sotto controllo gratuitamente, ad oggi e storicamente è uno degli strumenti più efficaci per imporre limiti alle libertà personali)
    Ti formo, e sai perché è giusto accettare limiti e compromessi alle proprie libertà nell’interesse collettivo (pro è “giusto”, e una volta avviato dura nel tempo, contro è praticamente utopico, non potremo mai formare tutti su tutto)

    Sintesi Mia (ergo opinabile):
    L’utopia per me si persegue sempre ( ad un uomo del medioevo se chiedevi cosa pensava della sanità per tutti ti avrebbe detto: è utopica. oggi è quasi realtà)
    Quindi ogni giorno lo stato deve spendere per formare i cittadini, allo stesso tempo però non vedo alternative all’applicazione di leggi con relative pene per raggiungere al più presto l’obbiettivo di interesse pubblico.
    E dico di usare le leggi e non le fedi per un motivo chiaro: se chiederai allo stato perché ti impone qualcosa deve risponderti coerentemente, una religione non potrebbe

    Il problema è che oggi combattiamo una fede, molti antivaccinisti perseguono il BENE dei popoli, sono mossi da bellissimi ideali, ma da credenti. Ovvero credono che nessuna fonte di informazione sia affidabile, tutto sia governato e manipolato. Non credono ne metodo scientifico.
    Ecco la legge contro una fede può poco, e purtroppo anche la ragione.

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