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Su Brigitte Trogneux e il sessismo malcelato dell’opinione pubblica

di Irene Romiti

Da quando Emmanuel Macron ha vinto le presidenziali francesi, abbiamo assistito a un vero e proprio bombardamento mediatico riguardante la sua relazione con la moglie, Brigitte Trogneux, colpevole di essere la sua ex insegnante e di avere 24 anni più di lui. Il clamore che si era leggermente placato nei giorni successivi all’elezione si è nuovamente scatenato in seguito al suo insediamento, quando gli occhi di tutto il mondo sono stati puntati più sulla nuova première dame (e sulla sua mise) piuttosto che sul presidente entrante, e ulteriori articoli scettici sulla loro relazione sono fioccati.

Questo atteggiamento è facilmente riscontrabile consultando gli articoli proposti dai principali quotidiani italiani, soprattutto sui social, che hanno (significativamente, aggiungerei) speso più parole su Brigitte che non sul programma elettorale e sul profilo di Macron, come se non fosse quest’ultimo ciò che conterà veramente, sia per i francesi che per eventuali ripercussioni a livello europeo. I commentatori da social si sono ovviamente schierati principalmente dalla parte dell’accusa, lasciandosi andare a commenti a dir poco beceri e sessisti contro Trogneux. Ma quali sarebbero le sue colpe, esattamente?

Trogneux è stata fortemente criticata per essere stata l’insegnante di Macron, quando lui aveva 15 anni ed era apparentemente già innamorato di lei. Entrambi hanno dichiarato che la loro relazione è cominciata anni dopo, cosa non afferrata da molti, che l’hanno accusata di pedofilia e di avere avuto una scabrosa relazione con un suo alunno. E’ giusto discutere sul ruolo e sui doveri che un educatore o un’educatrice hanno nei confronti dei loro alunni e delle loro alunne, soprattutto quando si ha a che fare con adolescenti, ma è pertinente liquidare in maniera sprezzante e volgare una relazione duratura che non è iniziata sui banchi di scuola?

E soprattutto, non è ipocrita che esista una quantità indefinita di video porno che hanno per soggetto fantasie erotiche insegnante/alunno (o alunna), segno della grande popolarità di cui godono, salvo poi scagliarsi contro chi evidentemente non si ferma alla fantasia, ma la unisce a un sentimento più profondo? Trogneux è poi una donna colta, o quantomeno, data la sua professione, si presume che lo sia: Macron seguiva un suo corso di teatro quando la conobbe, e il fatto che si sia legato a una donna “normale” scombina anche lo stereotipo del toy boy che accalappia la riccona di turno per farsi mantenere (altra anomalia, a quanto pare, inconcepibile per i più).

Trogneux è stata anche accusata di essere la prova che Macron non è affidabile, che è un burattino nelle mani di una donna-mamma, e che sarebbe lei a muovere le fila. Se Brigitte sia o meno una Lady Macbeth si potrà dire solo con il tempo alla luce di fatti concreti, non in base all’anagrafe, e non bisognerebbe scordarsi che anche Macbeth ha comunque le sue responsabilità. Quanto emerge da queste accuse è, in realtà, un sessismo ben radicato che mostra come ci sia una diffusa paura della donna in situazione di controllo (o in presunta tale).

Si pensa che Macron sia comandato a bacchetta dalla moglie solo perché è lei la più vecchia, e allora giù critiche, secondo gli stereotipi più beceri e antiquati sulla moglie che porta i pantaloni e il marito sottomesso. Se Macron ha scelto una donna più vecchia è chiaramente complesso di Edipo, chiaramente verrà comandato come se questa fosse sua madre e chiaramente sarà un debole, una sorta di strano quasi, perché al corpo di una ventenne ha preferito quello di una sessantenne. Da qui nascono le voci sulla sua presunta omosessualità, come se dovesse riguardarci, poi, e come se fosse necessario “coprire” un determinato orientamento sessuale solo tramite una donna più vecchia e non, eventualmente, con una coetanea.

Le resistenze nei confronti di Brigitte dimostrano che, nonostante il grande successo delle MILF nell’immaginario collettivo grazie ai porno, le donne mature in realtà vanno bene solo per un divertimento erotico momentaneo, perché unirvi una relazione sembra inconcepibile, meritevole di risate e battute; l’ennesima prova di come gli standard estetici richiesti non contemplino affatto la vecchiaia, soprattutto per le donne.

Berlusconi stesso ha ironizzato sull’età di Brigitte definendola “una bella mamma”; tralasciando gli scandali sessuali che non hanno certo coinvolto donne coetanee di Berlusconi, tra lui e Francesca Pascale corrono 49 anni, ma evidentemente nel suo caso la differenza d’età è accettabile, perché si ha una donna bella e giovane accanto da esibire come un trofeo, e ciò è dimostrato da quanti simpatizzavano con Berlusconi ai tempi del Rubygate.

La mia domanda è: perché l’opinione pubblica dubita che Macron possa essere un buon presidente in base all’età di sua moglie, e non fa altrettanto quando è la donna ad essere molto più giovane del marito? La mia impressione è che si tenda sempre non solo ad esercitare un malsano voyeurismo sulle vite degli altri, ma che dietro a questo atteggiamento si celi la dimostrazione che verso le donne al potere ci sono ancora troppi pregiudizi e resistenze. Se la donna fa da ornamento e da bambola non c’è nessun problema, si raccatteranno solo sporadiche proteste, ma la maggioranza converrà, in modo più o meno esplicito, che alla fine è un ruolo socialmente accettabile e tutto sommato normale, pure auspicabile; se invece sfugge a questo paradigma, allora viene vista come una minaccia a prescindere e viene ridicolizzata.

Sarebbe interessante analizzare come questa relazione sia stata vista nel resto del mondo, e da ciò trarre degli spunti per constatare il livello di sessismo diffuso nei vari paesi; in Italia la situazione è disarmante, e spinge a chiedersi quanta strada ci sia ancora da fare in tema di uguaglianza.

Leggi anche:

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Comments

  1. A me la questione sembra piuttosto semplice, o comunque semplificabile senza sminuirla di valore.
    Nella società di capitale il sessismo vende, produce utili per altro a fronte di un “prodotto” di bassa lega che quindi cosa poco a chi lo commercializza, l’interesse è dunque quello di sostenerlo, non certo disarticolarlo culturalmente.
    Inoltre e soprattutto in casi come quelli di Macron, è anche un ottimo strumento di distrazione di massa, soprattutto quando quest’ultima è destinataria ultima ed unica di politiche volte al peggioramento della qualità della vita generale.

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