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Il cancro, la droga, lo status sociale

Lei scrive:

Ciao Eretica,

Da tempo seguo la tua pagina ed ammiro fortemente tutto ciò che fate per far si che si possano abbattere gli infiniti muri, fisici ed ideologici che limitano la libertà di ogni essere umano, uomo o donna che sia.

Detta questa premessa alquanto banale (elogiare è dovere ma si tratta comunque di elogi formati da frasi fatte) è da molto tempo che pensavo di scriverti per raccontarti la mia storia.

Mi chiamo Eleonora, ho 24 anni e sono una tossicodipendente di eroina. Il mio primo incontro con questa sostanza è avvenuto circa due anni fa in concomitanza all’inizio di una relazione che si protrae ancora fino ad oggi e successivamente ad una crisi esistenziale causata da problemi di salute molto gravi, all’età di 21 anni mi sono ammalata di cancro, patologia che mi ha completamente dissuaso rispetto a quelli che erano i miei obiettivi e le mie priorità: conclusi una relazione con un uomo parecchio più grande di me durata 5 anni, relazione finita nel peggior dei modi, ossia con rancore reciproco e rimpianti sul passato e cosa più importante abbandonai il mio percorso universitario in giurisprudenza, percorso che anni fa intrapresi con determinazione ed entusiasmo, determinazione ed entusiasmo che gradualmente diminuirono fino a farmi decidere di mollare tutto e godermi la mia giovane età con tutte le possibilitá ed esperienze possibili. Trovai un lavoro, andai via di casa (abito in un paesino retrograde in provincia di Catania) e mi trasferii a Catania, inizialmente tutto andò per il verso giusto, finché non ebbi il mio primo incontro con la regina delle sostanze, l’eroina: nell’arco di pochi mesi spesi più soldi di quanto avessi fatto in tutta la mia vita e mi infognai pesantemente tanto da cominciare ad avere disinteresse nei confronti del lavoro, della famiglia, della società, arrivai persino a non avere nemmeno i soldi per pagare l’affitto.

Fu così che io ed il mio attuale ragazzo decidemmo che era arrivato il momento di reagire e liberarci dalla nostra dipendenza, ci iscrivemmo al Sert adottando una terapia a base di metadone che si è protratta per circa un anno.

A marzo del 2016 ebbi una recidiva della mia malattia che portò ad una seconda operazione che per fortuna ebbe buon esito, si trattava di un tumore benigno.

Vorrei sottolineare che fino a Luglio del 2016 i miei genitori non sapevano nulla della mia dipendenza ne tantomeno della mia terapia sostituiva ma come è risaputo le bugie hanno le gambe corte e la verità prima o poi viene a galla portando via gli immensi cumuli di bugie che nell’arco di 12 mesi avevo messo su: Vi chiederete come l’hanno scoperto? Ho due fratelli più piccoli, entrambi vittime della società di merda e del malaffare, entrambi attualmente in una comunità di recupero per tossico dipendenti e ragazzi difficili, fratelli che di fronte all’evidenza dei fatti sono crollati ed hanno raccontato ai miei genitori tutte le magagne combinate da noi figli, nessuno escluso; sono più di 10 mesi che non li vedo ma sono sicura che sono in un luogo sicuro, lontani dai vizi e dalle merdate che ci hanno rovinato la vita… Non ce l’ho affatto con loro per aver detto ai miei genitori della situazione, piuttosto ce l’ho con me stessa per aver ignorato palesemente i loro problemi ed averli in un certo senso iniziati ad un percorso che non ha nessun sbocco se non quello della solitudine e della tristezza.

Inutile parlare della reazione dei miei alla scoperta del mio essere infognata: sono diventata un fallimento, forse il fallimento più grande della loro vita, una passerella da giurisprudenza a tossica di eroina non può passare inosservata e soprattutto non può che minare profondamente i rapporti tra me ed i miei genitori.

Oggi sono di nuovo “a ruota”, ruota dalla quale non ho voglia di uscire perchè fumare la mia cazzo di stagnola è l’unico modo che ho per alienarmi e non pensare a quanto schifo faccia la mia vita, la vita di una ragazza di 24 anni dipendente da eroina, senza un lavoro, senza soldi e senza affetti.

Con questo sfogo non chiedo né consigli né compassione, voglio solo testimoniare uno status sociale oggi molto diffuso che come un cancro imperversa nella nostra società e mina il futuro di tutti quei ragazzi che non hanno altra soluzione ai problemi che annebbiarsi la mente.

Un saluto a tutti coloro che dedicheranno un piccolo lasso di tempo alla mia storia.

Un abbraccio, E.M.

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Comments

  1. Ricambio il saluto.

  2. In bocca al lupo.
    Il vuoto sociale (e affettivo) intorno non aiuta di certo.
    Per quel che vale ti auguro di trovare in te la forza di cambiare registro, e in ogni caso, vivere come meglio credi.

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