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Serracchiani: lo stupro è stupro, chiunque lo infligga

Serracchiani è scivolata sulla differenza tra stupri italici e quelli commessi da stranieri. Stesso atteggiamento dei leghisti i quali sono sempre pronti a strumentalizzare la violenza di genere in chiave razzista. Ma se Serracchiani si informasse meglio saprebbe che la maggioranza delle violenze in Italia sono commesse da italiani sostenuti da una cultura dello stupro che è universale. Lo stupro è stupro, chiunque lo commetta e una donna stuprata da un italico carnefice non può di certo sentirsi meno compresa, accolta e supportata rispetto a quella stuprata da uno straniero.

Mi piacerebbe fornire agli italiani un questionario su quel che pensano sulla violenza di genere, sulla cultura dello stupro, sugli stereotipi di genere, perché sono certa che la maggior parte non solo negherebbe la violenza di genere ma la attribuirebbe alla stessa vittima, al suo abbigliamento, alla sua presunta disponibilità e provocazione. Se gli italiani fossero chiamati a fare un test di ingresso antistupro sono certa che non lo supererebbero perché quel che va fatto è impartire educazione al rispetto dei generi nelle scuole.

Dica allora Serracchiani com’è che non ci parla di soluzioni preventive. Fosse lo straniero il problema, così come la lega dice, allora seghiamo permessi agli stranieri e manteniamoci puri, in questa nostra civilissima comunità fatta anche di maschilisti e sessisti che stanno nelle piazze sicuramente attraversate di straforo dalla Serracchiani, in piedi, a raccontare balle contro la fantomatica ideologia gender.

Se è lo stupro che importa a Serracchiani allora studiasse un po’ e che restasse ad ascoltare le vittime di violenza che sono tante, troppe, per lasciare spazio a speculazioni di chi scende a patti con un elettorato che non nutre simpatie nei confronti di chi supporta i migranti. Ci siamo noi pront* a fornire qualunque tipo di informazione. Qualunque esperienza violenta che qui abbiamo raccontato in ogni modo possibile.

Che dire: Serracchiani ripigliati, anche perché la pezza che cerchi di mettere è peggio del buco.

Vi lascio al comunicato di Non Una Di Meno Trieste:

Come movimento femminista, siamo solidali con la ragazza che ha subito un’aggressione sessuale la sera del 9 maggio presso la stazione ferroviaria di Trieste.

Lo stupro è da sempre un’ arma vile di sopraffazione e disciplinamento usata da chi si ritiene legittimato perché in una posizione di forza e dominio e purtroppo lo ritroviamo in tutti i contesti storici e non ha confini né geografici né domestico/familiari.

Nessuna donna cerca, “merita” o dovrebbe mai aspettarsi una violenza sessuata. A dispetto di questa ovvietà, non mancano mai i cori di chi vorrebbe attribuire la responsabilità di quanto subito a chi ne è stata vittima, di chi è pronto-o pronta-a condannare il “comportamento irresponsabile”, di chi dice che, in fondo, “te la sei cercata”.

La violenza sessuale è un atto odioso e ripugnante sempre. Ci chiediamo allora perché tanto affanno, da parte anche di cariche politiche importanti in Regione, a cercare aggravanti ulteriori ad un fatto che, per sua stessa natura, non può averne alcuna. Non è accettabile che si possa pensare ad una graduatoria di gravità di stupro perché non è accettabile assolutamente nessuno stupro.

Nonunadimeno – Trieste

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Comments

  1. Se La Serracchiani ha questo senso comune allora concorda e supporta le idee politiche della Lega Nord. Mi dichiaro della minoranza slovena e mi sento molto a disagio perche’ potrei fare un gorno qualcosa di sbagliato. Potrebbe essere un’aggravante rispetto ad uno che non si dichiara tale?

  2. Credo che la questione sia un’altra. L’aggravante non consiste nell’essere stranieri, ma nel beneficiare dell’aiuto delle vittime. Dante mette nell’ultimo girone dell’Inferno proprio i traditori dei benefattori (Bruto, Cassio e Giuda). Se chiedi aiuto a qualcun*, e lo ricevi, fargli/le violenza diventa ancor peggio. Una volta mi accadde di vedere un uomo (italiano) accasciarsi, in preda ad un malore, sul girello d’ingresso della metropolitana di Milano. Accorsi per aiutarlo e lui mi afferrò un polso con la chiara intenzione di aggredirmi. Il malore era una recita per farmi avvicinare. Fortunatamente sono esperta di arti marziali giapponesi, e l’uomo è finito subito in fondo alla scala. Ora, questo tizio secondo me è stronzo due volte: 1) perché mi ha aggredita 2) perché ha approfittato del fatto che volessi aiutarlo. Questa è l’aggravante, a mio parere.
    Non intendo con ciò dire che gli immigrati fingano di avere bisogno di aiuto; certamente ne hanno bisogno. E lo ricevono. Io stessa sono un’immigrata, e sto attentissima a rispettare le leggi del Paese che mi ha accolta (la Germania), perché sono grata a questo bel popolo che mi ha dato un lavoro. Con questo lavoro pago le tasse, una parte delle quali viene usata per l’accoglienza ai migranti. Perciò quando costoro mi molestano (quasi ogni giorno, per la verità), mi incazzo due volte. Io ti aiuto e tu mi tratti così? Invece, quando un Tedesco mi molesta (è accaduto solo una volta in 4 anni), mi incazzo un po’ meno. Il che, credetemi, è sufficiente…

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