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Cosa significa essere una mamma e una sex worker

Tnx a Elle Stanger


di Elle Stanger

Link al post originale qui – Traduzione di Antonella

Sono una sex worker da otto anni e genitore da cinque. Ho scelto tutt’e due questi lavori. Sono costantemente stanca e disidratata – e questo prima del mio turno di notte. Avere a che fare con un piccolo essere umano con il lobo frontale non ancora sviluppato e che ha da poco imparato a non farsela addosso è abbastanza simile all’interagire con adulti sbronzi e eccitati, ma almeno nel secondo caso guadagno dei soldi. Il mio lavoro è un po’ terapia, un po’ addetta alle vendite e un sacco di customer service. Ho lavorato nella sanità e nel commercio e per lungo tempo sono stata una modella di nudo. Nel 2009 ho deciso di mettermi alla prova nello spogliarello e ho fatto un provino in un club che sembrava sicuro e alla moda. Sono una sex worker e una mamma ed ognuno di questi ruoli fa di me una persona migliore, una lavoratrice migliore, un genitore migliore.

In termini di impegno ed energia, entrambe le attività sono emotivamente, fisicamente e mentalmente sfiancanti e tutt’e due possono essere sia frustranti che gratificanti. La maggior parte di voi che leggete possono comprendere l’appagamento e la gioia che si può avere nell’educare e allevare un/a figlio/a. Ma anche quando i miei clienti si mostrano amorevoli e apprezzano il mio tempo, la mia energia, il mio tocco, mi sento profondamente commossa. Essere genitori ed esercitare nel sex work sono due percorsi che gli essere umani dovrebbero essere liberi di scegliere per sé stessi. Io sono una donna che ha fatto la scelta di concepire, portare avanti una gravidanza, partorire e crescere un bambino e sono fortunata al punto di poter scegliere di danzare nuda, masturbarmi davanti una webcam, vendere biancheria, calze e sex toys a sconosciuti/e. Tra le due cose, ho scoperto, ci sono innumerevoli paralleli. Il sapere venuto alla luce dalla mia vita di mamma ha migliorato la mia vita di spogliarellista. E viceversa.

Sono una freelance e non ho una paga oraria. Come chiunque lavori sulla base delle mance, so che la gestione del tempo è cruciale per avere successo. Quanto costa quel cartone di succo? Be’, in termini di lap dance quel succo di mela organico a basso contenuto di zuccheri costa circa 30 secondi di lap dance sulla sedia o il costo di spedizione di un paio di mutandine usate. Se rispondo a e-mail e prenotazioni durante le uscite al parco, mi ritroverò a guardare con un occhio solo mia figlia che viene giù dallo scivolo per la fantastilionesima volta – “Ti sto guardando tesoro, bravissima!” – mentre sto investendo per lei. So che posso fissare una uscita in webcam il martedì quando lei è all’asilo fino a mezzogiorno, rispondere alle e-mail mentre fa il sonnellino e mandare qualche selfie sexy per piccole somme di denaro mentre le sta giocando nella sua casetta. Ma che succede quando il genitore single smette di sbattersi? Si va in rovina. Io mi so organizzare, ma quando sei freelance il tempo è una merce preziosa e i soldi non vengono da te per conto loro. Tranne quando mi esibisco sul palco dello strip club.

Scrivo tutto questo quando mia figlia ha 5 anni. E’ troppo piccola per una spiegazione sulla struttura patriarcale della società. Ho ancora qualche anno prima di dirle in dettaglio che le donne come la mamma sono capaci di gestire la propria bellezza, charme e fascino come beni di valore. Non posso ancora spiegarle che ci si aspetta che tutte le donne americane mettano in gioco una qualche forma di lavoro emozionale e che quelle tra noi che di questo fanno guadagno sulla base di risorse naturali sono imprenditrici di sé stesse e della propria sessualità. Le ho detto che “mamma balla per della gente, dice loro delle storie e dà degli abbracci” perché tutte queste cose sono vere. Credo sia meglio questo che confonderla con spiegazioni premature di cosa ci sia dietro il desiderio e il contatto sessuale.

Vivo nella bolla progressista di Portland, Oregon, e molte delle mie amicizie sono stripper, cam-girls o lavorano in altro tipo di intrattenimento per adulti. E’ improbabile che mia figlia possa essere testimone diretta di alcun abuso della sua mamma “putt*na”. Contrariamente a quanto normalmente si pensa in relazione al sex work, sono una persona migliore grazie al mio lavoro. Al parco mia figlia si delizia nel guardarmi mentre mi arrampico più in alto di qualunque altro genitore. Ed è perché ho esperienza di pole dance. A casa le insegno a fare semplici operazioni di conto con le banconote spiegazzate della sera prima e se ce ne andiamo in giro sono molto, molto brava a parlare con sconosciuti. Il mio status di stripper ha rafforzato le mie capacità di gestire tutte quelle situazioni che una mamma single può trovarsi ad affrontare nel mondo e mia figlia trae beneficio da tutto ciò.

L’unica cosa che può ferire mia figlia è lo stigma e la discriminazione che assorbe attraverso la tv, dalle persone, da internet e da gente di fuori che può trovarsi nel posto sbagliato. Io sono fortunata a non dover nascondere il mio lavoro con i vicini o con la mia famiglia. Frequenta una scuola di ispirazione montessoriana con tempi di gioco liberi, in cui si servono pranzi bio e gli altri genitori sono cordiali con me, anche se non sono come loro. In quel gruppo sono una delle poche mamme che lavorano, senza dire che finisco di lavorare alle tre del mattino.

Spesso mi riferisco a me stessa come una “terapista dell’intimo non autorizzata” perché molte delle mie interazioni con adulti richiedono ascolto attivo, empatia e una conversazione guidata. Quanti di voi hanno cullato un uomo di mezza età che è venuto da voi chiedendo una canzone e un abbraccio per 20 dollari? Che dire della regolarità con cui perfetti sconosciuti mi affidano i loro segreti più profondi, le speranze, i sogni, nello spazio ristretto della stanza della lap dance? Cosa direste al cliente che arriva da voi e scoppia a piangere perché il suo migliore amico si è suicidato e lui non ha il coraggio di fare quella dannata telefonata alla famiglia? Di tutte queste cose ho avuto esperienza e le prime due accadono praticamente ogni mese. La tv e i film non vi mostreranno mai queste storie, sebbene ne esistano in gran numero. In quanto sex worker e genitore, la mia capacità di essere di consolazione è cresciuta in maniera esponenziale. E continuo ad imparare ad ogni scambio.

Prima di diventare genitore, ero in effetti molto più miope nel mio approccio alla quotidianità. Ma una accresciuta consapevolezza mi ha portato vedute più ampie e maggiori abilità nella vita, a casa e sul lavoro. E’ tutta questione di destrezza. Avete mai provato a togliervi la biancheria intima in un unico gesto aggraziato, mentre siete a testa in giù, di fronte a trenta sconosciuti e sorridere, il tutto mentre buttate un occhio a chi sta prelevando dal bancomat del locale? No? Riproviamo: avete mai provato a preparare la colazione mentre vi assicurate che vostra figlia si stia lavando i denti sputando SOLO dentro al lavandino, scrivendo un biglietto alla baby sitter e prendendo gli stivali da pioggia prima di scaraventarvi fuori dalla porta di casa? Chi di voi qui sa come si annuisce sorridendo a una storia noiosissima, contemporaneamente pensando alla lista della spesa? Spoiler alert: mi capita a casa e sul lavoro. Una intrattenitrice di successo non può essere disattenta, ignorare il suo pubblico. E mandare avanti la famiglia è tutto un equilibrio di diversi compiti e di programmi. Ho cominciato ad avere a che fare con tutto questo e a sviluppare queste abilità quando ho iniziato a fare la stripper, all’età di 22 anni ed oggi, alla tenera età di 30, posso dire che la capacità di fare più cose contemporaneamente delle madri non ha ancora uguali.

Invece di sentirmi dannatamente soddisfatta in entrambe le mie attività, mi sottopongo regolarmente ad autovalutazioni e controlli. Cosa posso fare meglio? Che cosa devo cambiare? Cosa farei di diverso la prossima volta? Cosa fanno le altre? Potrebbe andare bene per me o devo considerare sistemi alternativi? La maggior parte dei genitori impara strada facendo e questo significa che tutti facciamo errori. E’ impossibile essere obiettivi quando riflettiamo sul nostro stesso modo di crescere i figli, sul nostro comportamento. Eppure provo lo stesso e in continuazione ad avere un quadro di ciò che sto facendo e di come potrei migliorare. Sorrido troppo in scena? La mia risata suona genuina? Le sto concedendo troppe cose zuccherate? Sta mangiando abbastanza frutta? Il bagnetto dell’altra sera è stato sbrigativo? Se metto il rossetto migliora la mia prestazione sul palco? Se faccio più domande posso tirare più a lungo la sessione di webcam? Se faccio più domande posso aiutare mia figlia a migliorare il suo vocabolario? Non posso paragonare me stessa ai miei genitori o alle mie colleghe sex workers, ma è importante essere capaci di valutare i propri successi.

Alle persone che credono di poter giudicare il lavoro che faccio dico che so che lo fanno perché non capiscono. La sessualità degli adulti è la ragione per cui tutti noi, ciascuno di noi esiste in questo mondo. E l’intrattenimento per adulti non è di per sé pericoloso. Il contatto, le risate e il ballo potrebbero veramente essere di grande beneficio per il mondo, se solo il mondo sapesse ascoltare. La gente fa presto a guardare dall’alto in basso il mio “stile di vita”, ma davvero non sa niente della mia quotidianità. Mi prendo cura del mio corpo. Leggo libri insieme alla mia bambina. Facciamo dei lavori in giardino, sul retro della casa che ho comprato con i miei soldi. Mia figlia è in una situazione sicura, felice e in buona salute. Ha sviluppato molta più consapevolezza e pratica del consenso di tanti suoi coetanei. “Magari un giorno dovremmo metterci a raccogliere la spazzatura e ripulire tutto il pianeta.” Mi suggeriva una volta durante una passeggiata. In un’altra occasione diceva alla mia migliore amica e a suo zio “Dovete mangiare molta frutta e verdura se volete restare in buona salute.”

Mia figlia mi dice “Non voglio baci ora” quando la interrompo per un bacio mentre sta colorando. Allo stesso modo dico ai miei clienti “Puoi toccarmi la schiena, i fianchi, ma non il petto o la zona genitale”. Incoraggio chiunque intorno a me ad essere sincero con le loro aspettative. Nello stesso modo in cui non accetto un contatto indesiderato, insegno a mia figlia a dire no se non vuole che qualcuno entri in contatto con lei e con il suo corpo. Voglio che sappia che è lei ad avere le chiavi d’accesso del suo corpo, alla stessa maniera di quanto accade a me.

Sono a favore dell’idea che ciascuno possa fare le scelte che più l’aggradano nella vita. E’ difficile fare un lavoro che preveda cura, amore e buona compagnia per le persone, sia che si tratti dei miei grati clienti o di mia figlia, e io sono felice di farlo per entrambi. Per fortuna lo stigma che prosciuga la gioia dal mio lavoro va lentamente svanendo, via via che le persone diventano più aperte mentalmente e con lo sguardo verso il mondo. E se un giorno, nel futuro, mia figlia dovesse voler diventare una spogliarellista, una porno performer, una cam-girl, una dominatrice o chissà che altro, spero che possa essere come sua mamma: portamento, sicurezza e sorriso.

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Comments

  1. L’ha ribloggato su Luca's Blog.

  2. Devo dire che il testo suscita in me una buona di ammirazione per questa donna.

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