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Elle – il film: vivere la violenza senza nutrire ipocriti parassitismi

::Avviso Spoiler::

E’ un film straordinario e per apprezzare la meravigliosa interpretazione di Isabelle Huppert, nel ruolo della protagonista, vi suggerisco di guardarlo in lingua originale sottotitolato o anche no. Fate voi.

Elle è un film che parla di violenza di genere e ti spiazza, fin dal principio. Condivido una breve recensione di Antonella che lo ha visto prima di me.

“Isabelle Huppert è bella e brava in modo oltraggioso. Il suo personaggio nerissimo e ipnotico. Il film disturbante e intenso. Sul serio: andatelo a vedere. Trigger warning: è pieno di sesso e violenza. VM18. Un film bello da togliere il fiato. Mesmerizing. Sono basita. Questa è una storia con un personaggio femminile che svetta sopra ogni morale, stereotipo, convenzione. Al tempo stesso un ritratto spietato di borghesia e borghesi. E i giovani. Non so quali conti Paul Verhoeven debba saldare, ma i giovani qua rappresentati sono una massa quasi indistinta di invertebrati o se va bene psicopatici, comunque preda di se stessi.”

Aggiungo:

Lei, come personaggio protagonista, è straordinaria per la sua tenace capacità di determinare presente e futuro. Con uno sguardo disincantato, sarcastico, lucidissimo, analizza violenze subite o delle quali altr* sono stat* e sono ancora vittime. Indipendente, intelligente e capace di trasmettere irritazione piuttosto che compassione. L’irritazione che una non-vittima suscita in paternalisti e sudici* parassit* del dolore altrui. Non è una martire. Non è una masochista. Non è nulla di quel che potete ipotizzare. E’ una donna che dice quel che pensa quando lo pensa e che rimanda alla visione del mondo adulto, la loro morale, l’ipocrisia, raccontandosi senza mai pretendere una vittimizzazione gravosa, considerata per quel che è, come strumento di ulteriore sottrazione di privacy e nutrimento della morbosa attenzione di un popolo di imbecilli pronto a indignarsi e a non usare capacità di senso critico qualunque cosa i media, la costruzione delle mostruosità, adulta o infantile, propinano.

Lei che si è costruita una vita con le proprie energie, vedendo attorno a se null’altro che donne succubi di opportunisti, a gestire tutto o quasi e uomini in balìa del vento, dell’umore, della propria morbosa ossessione. Molto è quello che si dice della religione. La donna che per fedeltà al rito cattolico e alla propria fede finge di non vedere la sadica natura di un uomo che non sa farselo rizzare a meno di non esercitare potere. Un potere che la sua vittima gli sottrae perché infine è lei che domina, su tutto, anche sul suo carnefice e sulla fascinazione stessa che per un momento, nel tentativo di prendere il controllo, lui le scatena. L’uomo cattolico che non accetta il rifiuto laico di gente che perciò può diventare oggetto di qualunque tipo di prevaricazione. E lei, bella, straordinaria per la franchezza e la capacità pulita di rapportarsi al mondo, sessuata, desiderante, odiando essere passiva, senza fare sconti a nessuno, tanto meno a se stessa. Infine gli affetti diventano quelli che lei sostiene. E per affetti si intende una categoria ampia di persone che meritano la sua attenzione.

Guardatelo e poi diteci.

 

 

 

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Comments

  1. Ho visto questo film sottotitolato, e devo dire che ho apprezzato l’interpretazione della Huppert più del film in sé, che per la verità, nulla da dire, ben fatto e tutto, ma non mi ha lasciato molto.

Trackbacks

  1. pepp8 ha detto:

    […] via Elle – il film: vivere la violenza senza nutrire ipocriti parassitismi — Al di là del Buco […]

  2. […] Sorgente: Elle – il film: vivere la violenza senza nutrire ipocriti parassitismi – Al di là del Buco […]

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