Annunci

Solo un’altra storia di umana solitudine

hqdefault

Lui scrive:

Ciao 🙂
Oggi ti scrivo per regalarti un pezzetto di me, qualcosa che ho covato a lungo e che ho bisogno di buttare fuori e condividere con menti fresche, lontane e sconosciute perché non sempre le persone che hai vicino possono essere le più giuste ad ascoltarti.

Mi chiamo G. e ho 25 anni, alcuni anni fa al termine di una relazione emotivamente estenuante (sì lo so che sono giovane e sto usando parole enormi già dall’incipit, grazie) presi la decisione di non legarmi a nessun* finché non mi fossi conosciuto un po’ meglio, realizzai quel giorno di essermi sempre visto solo nel riflesso che le persone mi restituivano di me stesso e di quanto questo fosse deleterio, per me quanto per le persone che avevo intorno e per i miei rapporti. Decisi di assumermi la responsabilità del mio processo di crescita e non potevo rischiare o accettare che questo mio lavoro ricadesse su altre persone.

Perché di lavoro da fare ce n’era, ce n’è stato e ancora ce ne sarà tanto.

Oggi so che quella fu una scelta azzeccata, quel passo indietro fu il primo di molti che mi hanno permesso di ritrovare il sentiero che avevo perso e oggi posso dire che veramente sono molto più consapevole di me stesso, non che sia stata una passeggiata, è stato anzi un percorso duro e difficile e molte volte sono caduto e altrettante sono stato grato di essermi imposto di rialzarmi da solo, con i miei tempi, con i miei modi, alle mie condizioni.

Forse ero troppo giovane, forse con troppa poca esperienza e ovviamente lo sono ancora ma l’inconsapevolezza per me è una colpa, non una giustificazione e questa cosa dovevo risolverla una volta presone coscienza. Come quegli effetti ottici che quando sai il trucco non puoi più evitare di vederli.
Il fatto è che oggi sono sì più consapevole di me stesso ma mi ritrovo con la maturità emotiva di un bambino e il sovoir-faire di un latinista novantenne perché queste sono cose che se non le eserciti con altre persone non puoi far crescere da sol*. E il più delle volte non è un problema perché l’abitudine cura tante cose.

Ma poi ci sono quei giorni in cui la solitudine fa bruciare la carne e l’assenza di calore umano urlare la pelle e tu ti scopri a crogiolarti in queste sensazioni che ti fanno il fiato corto, perché alla fine è molto meglio cullarsi in questi echi nostalgici della tua memoria tattile del vuoto che ti rimane ogni volta che ti masturbi e sai che senza pornografia sarà molto più difficile. Non ho niente contro pornografia e masturbazione ma mi sento solo e non so come uscire da questo stallo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: