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6 cose che le femministe bianche possono fare per le femministe nere

Il seguente contributo è stato pubblicato su http://www.locarconio.com/, web spagnola femminista e collaborativa. L’autrice dell’articolo, che è diventata più nota sul web da poche settimane, si chiama Desirée Bela-Lobedde ed è una blogger spagnola e nera (nata a Barcellona da genitori guineani) che definisce se stessa come “afro-femminista, buddista e madre”. Il suo blog nasce nel 2011 a seguito della decisione di smettere di lisciare i suoi capelli, ispirata da forum e blog di nere americane: nel suo spazio virtuale (http://www.negraflor.com/la-negra-flor/) condivide infatti consigli e indicazioni su come ritornare ad avere capelli afro e naturali ed insegna ad esserne orgogliose, divulgando l’estetica afro. Parallelamente alla nascita del suo nuovo stile, Desirée approfondisce il suo legame con l’identità afro in tutti i suoi aspetti, incluso l’essere donna, nera e spagnola/europea, rendendosi conto di subire vari livelli di oppressione: in quanto nera e in quanto donna.

In questo contributo Desirée cerca di gettare le basi di una riflessione su cosa le femministe bianche possono fare per dare un supporto alle donne nere nel loro processo di liberazione e lotta, tenendo ben presente che le stesse femministe bianche, molto spesso, rappresentano un ostacolo per le femministe nere.

Illustrazione di FkaGabriella

Illustrazione di FkaGabriella

 

6 cose che le femministe bianche possono fare per le femministe nere.

A metà dicembre ho partecipato ad un colloquio a Saragozza, invitata da Afroféminas, sulla decolonizzazione attraverso il movimento Go Natural, che comporta, tra le altre cose, smettere di lisciarsi i capelli ed esibire il riccio afro naturale. Durante il dibattito, una ragazza di un collettivo femminista mi ha chiesto cosa poteva fare Il Femminismo per le donne di colore. Ed è ciò di cui vorrei parlare in questo articolo.

Ho scritto “Il Femminismo”, in maiuscolo, non perché lo abbia detto la ragazza, ma perché lo dico io, qui e adesso. Quando dico “Il Femminismo” mi riferisco al femminismo eurocentrico, etero, bianco, normativo…quello a cui non tutte apparteniamo, quello che non rappresenta tutte noi.

Sento spesso dire che il femminismo deve essere trasversale o intersezionale…Beh, non so come denominare questo femminismo inclusivo che deve tener conto delle rivendicazioni di tutte le donne.

Ritornando alla domanda postami dalla compagna su cosa può fare il Femminismo per le donne nere, ciò che segue è parte della risposta che io, in quanto donna di colore, le ho dato ed è ciò che ho da dire a rispetto.

Precisazione: io rappresento me stessa e non tutte le donne di colore. È possibile che molte donne nere siano d’accordo con me, ma non ho la pretesa di parlare per tutte, per cui ci saranno sicuramente donne nere che pensano che ciò che scrivo è una stupidaggine (così come ci sono donne che pensano “né maschilismo, né femminismo: uguaglianza!”). Spero si capisca.

Cosa può fare il femminismo per le donne nere.

Insisto: questo è quello che io, come donna nera e a livello individuale, credo che possano fare i collettivi femministi di donne bianche. 

  1. Riconoscerci.

Riconoscere la nostra voce. Lasciateci esprimere quando si tratta di intersezionalità tra maschilismo e razzismo. Non abbiamo bisogno di nessuno che parli per noi. Abbiamo solo bisogno di spazi per farlo.

  1. Allontanarsi dal whitesplaining.

Direi che questo punto è strettamente collegato all’anteriore sul riconoscimento.

Voi bianch* (persone bianche nel testo originale, ndt) non sapete della mia vita più di quanto io stessa non sappia, quindi non è necessario che mi spieghiate come dovrei sentirmi, né come dovrei comportarmi. Non interrompete il mio discorso di donna di colore per guadagnare protagonismo, non spiegatemi il razzismo facendo riferimento a tutta la bibliografia che conoscete a memoria e non minimizzate la mia esperienza. La mia o quella di qualsiasi altra donna di colore. È la nostra esperienza sul razzismo, cioè su qualcosa che voi donne bianche conoscete perché ve lo hanno raccontato e non perché lo avete vissuto, quindi è meglio non parlare.

  1. Rivedere i propri comportamenti razzisti

Esistono moltissimi comportamenti ed espressioni razziste. Perché? Perché viviamo in paesi che sono stati colonizzatori. E il razzismo è strutturale.

Appena 50 anni fa, la Spagna aveva ancora delle colonie; e di fatto la Spagna e molti altri paesi europei, insieme agli Stati Uniti, continuano ad agire secondo il medesimo schema, attraverso il neocolonialismo. Dopo che per secoli si è stati un paese colonizzatore, si deve essere coscienti del fatto che non tutte le condotte colonialiste sono state eliminate. La schiavitù e il colonialismo non sono cose passate perché permangono ancora in molte credenze, atteggiamenti, comportamenti, frasi fatte e modi di dire.

Ehi, io stessa devo controllarmi costantemente! Perché sono nera, ma sono cresciuta nella stessa società in cui siete cresciute voi. Ho imparato la stessa versione della storia che insegnano a voi, quindi anch’io ho bisogno di rivedere certe cose.

Inoltre, devo re-imparare me stessa e ricostruirmi mentre vivo in una società che tende a negarmi, ignorarmi e silenziarmi costantemente. Anch’io però devo controllare i miei atteggiamenti razzisti, perché mi hanno educato nella stessa struttura in cui siete cresciute voi.

Quindi, se una persona non-bianca vi segnala un atteggiamento razzista, un commento o qualsiasi-cosa-sia razzista, aprite le orecchie e, prima di negare categoricamente di essere razzisti, pensateci su. Siate capaci di accettare che il punto di vista di un’altra persona possa essere anch’esso valido…e che lo stesso può anche essere contestato.

  1. Riconoscere la vostra situazione di privilegio.

E qui utilizzo una similitudine per rendere il concetto chiaro e cristallino: nelle questioni di afro-femminismo, voi, come donne bianche, vi trovate in una posizione di privilegio e quindi, potreste diventare oppressori. Come gli uomini. Cosicché, in questo caso, noi donne nere siamo doppiamente oppresse: dagli uomini (bianchi e neri) e dalle donne bianche.

  1. Usare il privilegio in forma positiva.

Purtroppo, le persone bianche sono sempre più ascoltate quando si parla di razzismo, perciò a volte si assiste a questo strano fenomeno per cui in molte associazioni che lottano contro il razzismo, il numero di persone di colore sembra serva a raggiungere la quota simbolica di rappresentazione per poter dire “ehi! Con noi c’è un nero o una nera…” anche se alla fine il nero o la nera sono lì come una decorazione e spesso non hanno nemmeno voce in capitolo.

Succede anche che si organizzino eventi per discutere di razzismo senza i soggetti che lo subiscono quotidianamente, cioè persone non-bianche. E, sinceramente, cosa hanno da dire sul razzismo quattro signori o signore bianch*, se non lo hanno mai sperimentato sulla propria pelle?

Alcune persone bianche mi dicono che parlo sempre delle stesse cose, che dovrei smetterla ormai di fare la vittima e che dovrei superare una volta per tutte l’ossessione della schiavitù. Voi femministe bianche avete l’opportunità di usare la vostra posizione privilegiata per essere nostre alleate.

  1. Non contestare gli spazi non misti

Non è necessario che le persone bianche siano presenti in tutti i nostri spazi. In alcune occasioni, noi persone nere abbiamo bisogno di discutere in modo sicuro. Questi spazi devono essere liberi da persone bianche. E dirò di più: noi donne nere abbiamo bisogno a volte di spazi liberi da uomini neri quando si tratta di questioni afro-femministe.

Non contestate questa nostra necessità. Se lo spazio è misto, sarete le benvenute; se non lo è, non lo è e basta. Si accetta e punto.

Se siete femministe è possibile che questa richiesta vi sembri familiare visto che è la stessa che molte donne femministe reclamano agli uomini, vero? Beh, ora è il momento di mettere in pratica tutte queste cose e, in nome della sorellanza, vi rimbocchiate le maniche e cominciate a pensarci su.

Con calma, perché è un processo lungo.

Link all’articolo originale:

http://www.locarconio.com/2017/01/que-puede-hacer-el-feminismo-por-las-mujeres-negras/

Traduzione di Ad

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