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Il discorso di Gloria Steinem per la Women’s March

Traduzione di Ethan Bonali

Ho ascoltato discorsi maestosi in questa splendida giornata di marcia per i diritti umani. Questo discorso inizia con un sentimento potente: la gratitudine, che è la capacità di riconoscere l’operato degli altri e di comprendere che le cose si fanno insieme.Le/i leader fanno così. Non monopolizzano una battaglia, non la trattengono. La gratitudine permette la connessione, trasforma una folla in un movimento senza far scomparire le differenze.
E per ultimo ho visto l’autorevolezza, una padronanza di sé non priva di rabbia, una nobiltà umile, concreta e sicura.

In questi ultimi mesi ho incontrato falsi leader. Il loro sguardo è spento, la voce controllata nasconde il disprezzo per i loro seguaci (per loro la struttura di un movimento è gerarchica, non si sanno mettere a servizio degli altri), i gesti teatrali, i sentimenti appropriati ma simulati, la connessione emotiva con gli altri assente, le idee vuote forme per nutrire un’immagine di sé gloriosa. Si proclamano appartenenti al popolo per poi guardare la povertà e le persone in difficoltà con disprezzo. Si pongono come portatori di speranza ma amano il separatismo, il cinismo, la condizione di vittima che è, purtroppo, diventata la loro natura formante.
É di vitale importanza saper riconoscere le giuste guide.
Le donne che hanno parlato in questa prima giornata di cambiamento e lotta lo sono.

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“Amici, sorelle e fratelli, tutti voi che state qui di fronte a me oggi in 379 marce in ogni stato di questo paese e in sei continenti e quelli che si uniranno a noi alle 13 in un minuto di silenzio per la giustizia sociale negli uffici, nelle cucine, nelle fabbriche, nelle prigioni, in ogni parte del mondo. Ringrazio ognuno di voi, e specialmente le visionarie e instancabili organizzatrici di questa marcia guidata dalle donne, inclusiva, una delle quali è diventata madre mentre organizzava questa marcia. Chi altro può raccontare una cosa del genere?

Grazie per aver compreso che talvolta dobbiamo portare il corpo dove è ciò in cui crediamo. Qualche volta “premere invio” non è abbastanza. E questo ci unisce a tutti coloro nel mondo che non hanno computer o elettricità o alfabetizzazione, ma che hanno le stesse speranze e gli stessi sogni.
Penso che poiché io e le mie amate colleghe, le “Golden oldies” giusto? – Harry Belafonte, Dolores Huerta, LaDonna Harris– tutte queste splendide persone, potremmo essere le più vecchie a marciare qui oggi, questo mi ha fatto riflettere sui compiti di chi ha avuto una vita lunga, e uno di questi è ricordarvi quando le cose erano peggiori.

Noi ricordiamo la morte del futuro, con Martin Luther King, con Jack Kennedy, con Bobby Kennedy, con Malcom X. Senza queste morti, per esempio, Nixon non sarebbe stato eletto, e non ci sarebbero state molte delle guerre che abbiamo vissuto. Ora, i nostri grandi leader come Barack Obama e Michelle Obama sono ancora con noi e ci ricordano quanto abbiamo temuto che non ci potessero essere, e quanto fosse grande la minaccia, infatti, per le loro vite. E loro sono con noi.

E ora, Il nostro amato Bernie Sanders è ancora con noi. E non solo con noi, egli si sta infatti concentrando sulla giustizia economica ottenendo l’accesso gratuito al college per tutti nello stato di New York. E ora Hillary Clinton è viva e sicuramente non in carcere. Lei, che ha detto al mondo intero che i diritti delle donne sono diritti umani e che i diritti umani sono i diritti delle donne. Una affermazione fondamentale ora che la violenza collettiva contro le donne ha prodotto un mondo in cui, per la prima volta, vi sono meno donne di uomini.

Non sto cercando di negare il pericolo che oggi ha inizio. Trump e i suoi manipolatori hanno trovato una volpe per ogni pollaio di Washington, e un dito che twitta non deve diventare un dito su un grilletto. Alcuni dottori di grande esperienza dell’American Psychiatric Association ci hanno avvisato scrivendo pubblicamente, e cito, “Il suo presentare sintomi importanti di instabilità mentale, incluso un senso di grandiosità, impulsività, ipersensibilità alle critiche o alle offese, e una apparente incapacità di distinguere tra fantasia e realtà, ci spinge a mettere in dubbio la sua idoneità ad assumere l’immensa responsabilità di questo incarico.” fine della citazione.

Tutto questo era visibile a caratteri cubitali nel suo discorso inaugurale ieri. Tutto quello che è successo prima di lui è stato un disastro. E tutto ciò che farà sarà fantastico, il meglio che ci sia mai stato, miracoli, e ogni cosa sarà superlativa. Ha anche affermato di essere con il popolo. A dire il vero, che era il popolo. Per parafrasare una famosa citazione, posso solo dire, “ho incontrato il popolo, e tu non sei il popolo”. Noi siamo il popolo.
Solo questa marcia in Washington oggi ha richiesto mille autobus in più di quelli usati per l’intera Inaugurazione. Un migliaio in più. E stavo proprio parlando con le persone delle altre numerose marce delle nostre sorelle , inclusa quella di Berlino, e mi hanno chiesto di portare questo messaggio: “Noi di Berlino sappiamo che i muri non funzionano.”

E ricordiamoci della Polonia, quando lo scorso mese il governo approvò una legge contro l’aborto e sei milioni di donne si riversarono nelle strade obbligandoli a fare marcia indietro. Noi siamo il popolo. Noi abbiamo il potere del popolo e lo useremo. Tutto il potere che state provando ad eliminare. Per cominciare, avete provato ad eliminare il comitato per l’etica. Avete dovuto ripristinarlo, vero? Per merito del potere del popolo. Perché questa, questa, è l’altra faccia di essere svantaggiati, della base popolare. Questa è una manifestazione di energia e vera democrazia come non ne ho mai vista nella mia lunga vita. Comprende ogni età. Considera ogni diversità. E ricordate che la Costituzione non inizia con “Io, il presidente.” Comincia con “Noi, il popolo”.

Quindi non provate a dividerci. Non provare a dividerci. Se costringerai i Musulmani a registrarsi, ci registreremo tutti come Musulmani. So che qui tra noi ci sono donne delle corporazioni e dei media e di ogni tipo di posto dove è rischioso per voi dire ciò che vi sta a cuore, cosa sentite, e cosa sostenete. E ci sono donne qui, lo so, che sono sopravvissute ad una industria del sesso, nazionale e globale, basata sullo sfruttamento del corpo. Siamo uniti oggi per difendere il diritto all’integrità del proprio corpo. Se non potete controllare il vostro corpo dalla pelle all’interno, non lo potrete controllare dalla pelle all’esterno, non potrete controllare le vostre vite, le nostre vite. E questo significa avere il diritto di decidere quando e come far nascere un nuovo essere umano senza l’interferenza del governo.

Siamo qui e in tutto il mondo per una democrazia profonda che afferma che non saremo tranquilli, non saremo moderati, lavoreremo per un mondo in cui tutti i paesi siano uniti. Dio può trovarsi nei dettagli, ma la divinità è nelle connessioni. Siamo insieme ad ognuno di noi, ci stiamo guardando l’un l’altro, non guardiamo verso l’alto. Non chiediamo più il permesso a papà.
Siamo legati. Non siamo schierati. E questo è il giorno che ci cambierà per sempre perché siamo insieme. Ognuno di noi individualmente e collettivamente non sarà mai più lo stesso. Quando eleggiamo un presidente possibile andiamo troppo spesso a casa presto. Abbiamo eletto un presidente impossibile, non andremo mai a casa. Staremo tutti insieme. E riusciremo a prevalere. Vi ringrazio dal più profondo del cuore. Fate in modo di conoscervi tra voi e decidete cosa faremo domani, e dopodomani è domani ancora e non tornate mai più indietro. Grazie.”

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Comments

  1. Quello che amo dei discorsi della Women’s March di Washington è la coesione; senza dubbio il movimento femminista americano ha le sue faide interne proprio come quello italiano, ma questa praticità, questa accessibilità, e questa presenza (non soltanto carisma) mi sembra che trasudi impegno civile vero, una vera attenzione per i diritti umani che purtroppo sento che ad alcun* attivist* qui manchi. Speriamo che prendano esempio anche dal Nuovo Mondo; in fin dei conti può portare a una crescita individuale e collettiva. Ti ringrazio moltissimo per la traduzione.

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