Addio Italia, non ci vuoi abbastanza bene

Lei scrive:

Cara Eretica, prima di tutto, e come sempre, grazie del lavoro che fai. Ti scrivo per conviderti una storia: me ne vado via dall’Italia, di nuovo, perché a me e al mio nuovo amore serve un posto migliore di questo.

Il mio nuovo amore è allegro, pieno di vita, ama esplorare, cucinare, suonare, ha decine di amici, mi fa ridere, facciamo l’amore per ore come non pensavo possibile.
Quando l’ho incontrata è stata una vera rivelazione. Non avevo mai sentito una connessione così forte con un’altra persona, così in fretta, in oltre trent’anni di vita. E’ stato tutto veloce e inatteso, ma è fatta: ci trasferiamo a vivere insieme.

Non in Italia. Io amo la mia regione, ci sono già tornata, amo la nebbia d’inverno e l’afa d’estate, amo i bar di campagna e le passeggiate lungo fiume, la collina.. Amo vedere la mia famiglia, la casa dove sono cresciuta, i miei amici.
Ma qui non c’è posto per me ora. C’era posto quando il mio partner era un ragazzo. Ma ora non più. Il mio nuovo amore è una ragazza trasgender. La gente ci guarda, ci fissa, neanche fossimo allo zoo. Abbiamo sperimentato, non è stato piacevole.

Alla gente non importa la sua simpatia contagiosa, la sua generosità, non importano neanche i suoi mille talenti, o il suo curriculum stellare o l’invidiabile lavoro che fa. Importa invece umiliarla, farle domande offensive, o umiliare me. Pensa che sia nostro dovere spiegare, giustificare, o raccontargli gli affari nostri, le ragioni delle nostre scelte. Come se fosse nostro dovere morale occuparci di loro. Ma noi vogliamo solo stare in pace.

-Ci fa due caffé per favore? E no, la prego, non ci fissi, e non ci faccia battute, grazie. Solo due caffé.-

Accettate quando vi correggo un pronome -non il suo amico, la sua amica, grazie- prendete atto e passate oltre. Non potete per favore fare finta che vi abbia detto, che so -non signorina, signora grazie-?
Per non parlate del resto. Se non scopate con lei, non sono affari vostri cosa ha tra le gambe. Se non scopate con me, non sono affari vostri chi io trovi desiderabile.

Lei non è italiana, e dove vive la cultura è diversa. Anche le leggi. Qui verrebbe se insistessi, ma che senso avrebbe?
Non è una guerra che vogliamo affrontare, non abbiamo la vocazione delle martiri, e neanche delle educatrici. Voglio vedere questo paese crescere, ma non sulla mia pelle, e di certo non sulla sua. Mi dispiace.

Nella nostra nuova città poca gente batte ciglio. Ho già un lavoro che mi entusiasma, lei inizierà un phd. Abbiamo già amici là che ritroveremo. Siamo andate a qualche serata LGBTQ+ e siamo ottimiste sulle comunità di cui entreremo a fare parte.

Vogliamo solo essere felici. Ciao Italia, mi mancherai.

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Comments

  1. Hai fatto la scelta giusta! tantissima felicità, ve la meritate! 🙂

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