Update: l’articolo è stato modificato e si trova sul sito de Il Messaggero nella versione che potete vedere QUI
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Si tratta di un tentato omicidio. Un tale ha massacrato di botte la moglie e poi l’ha buttata dalla finestra. Lei è sopravvissuta, almeno per quel che se ne sa, ma chi ne scrive nell’articolo de Il Messaggero trova utile ironizzare facendo analogie tra la roba vecchia lanciata la notte di capodanno e la moglie del violento, tra i botti del capodanno e quelli di chi litigava in quella casa.
Quanta superficialità giornalistica serve per inserire tra le righe accenni ironici che finiscono per banalizzare la questione? Non saprei e non mi serve sapere chi sia la persona che ha scritto quel testo per dire che le servirebbe un corso di aggiornamento sulla maniera in cui vanno trattati i crimini contro le donne. E sulla maniera in cui andrebbero definite. “Poveretta” non è decisamente un termine adeguato. Non vi sembra?
Poi il “deve aver pensato” che segue ad un virgolettato (“così mi libero dai miei guai una volta per tutte“) non si capisce a cosa si riferisca. La frase virgolettata da quale verbale è tratta? E’ una frase che ha detto il tizio o ci stava bene nel contesto immaginato?
Un articolo del genere poteva esaurirsi in poche righe. Per esempio.
“Un uomo ha picchiato violentemente la moglie e l’ha lanciata dalla finestra. Lei ha riportato numerose fratture e lesioni. Lui è stato arrestato.”
O no?
ps: se pensate che stiamo esagerando basta vedere quali reazioni sortisce questo articolo sui social.


L’assurdo è che a usare simili espressioni sia proprio una giornalista