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#Parma #NoiStiamoConDebora: un aggiornamento da Guerriere Sailor e Romantik Punx!

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Lunedì eravamo con Claudia. Lunedì eravamo Claudia. O forse eravamo Debora. Eravamo Debora, Laura, Valeria, Lisa, Daniela, Mara, Francesca, Ilaria, Alessandra, Stefania, Paola, Chiara o Genoveffa. Eravamo tutte vittime, tutte puttane. Eravamo insieme alle ragazze e i ragazzi dell’ArtLab di Parma che con coraggio hanno invertito la rotta e a cui deve andare tutto il nostro sostegno. Eravamo fuori da un Tribunale in cui non si è svolto nulla di diverso rispetto alle nostre aspettative: la banalità prevedibile del male che è fatta anche di una linea difensiva basata sulla rivendicazione del candore e dell’innocenza morale degli accusati (e dei loro testimoni) a discapito della presunta sordida condotta sessuale della vittima. Curriculum etico ed intimo che pare possa sbilanciare e confondere il concetto stesso di “consenso”.

E intanto che noi manifestavamo la nostra vicinanza a lei a Parma, alcuni striscioni comparivano a Roma, Torino e Milano. Così come il telefono continuava a suonare per le numerose adesioni e voci che si stanno alzando per condannare la violenza. Sono tanti i singoli individui che con le loro parole esprimono lo sdegno e tanti i collettivi e gli spazi. Ma non sono ancora abbastanza. 

Ciò di cui abbiamo bisogno ora è l’occasione di leggerci dentro anche grazie alle parole degli altri. Come accade con quelle canzoni lontane nel tempo o nello spazio, ma che non smettono mai di parlare ad ognuno di noi.

Abbiamo bisogno che il colpevole silenzio venga cancellato dalla voce di tutti i guerrieri – uomini e donne che lottano ogni giorno per porre le basi di un mondo diverso e migliore rispetto a quello in cui viviamo. Perché non possono essere soltanto le donne a fare il lavoro sporco e insozzarsi la pelle e l’anima nel fango e nel sangue che lascia dietro di sé ogni abuso o violenza di genere. Questa cosa riguarda tutti e tutte.

Ora dobbiamo fare i conti con noi stessi su come dobbiamo gestire gli stupratori, i loro complici e chi ha contribuito alla macchina del fango. Dobbiamo fare i conti con il vuoto che abbiamo lasciato e che è stato colmato da giornalisti, magistratura, polizia, stupidi hooligan e fascisti. E in questo momento, ancora più di prima che qualcosa si rompesse, non c’è niente di più sospetto del non prendere posizione. Perché vogliamo essere certi che gli spazi che frequentiamo non siano frequentati da chi stupra, copre e minaccia. Perché vogliamo sapere dove andare e dove non mettere piede. Chi sostenere e chi no. Con chi solidarizzare e chi evitare. Vogliamo sapere con chi combattere o per chi vale la pena farlo.

Ora che in tante e tanti, con imperdonabile ritardo, abbiamo imparato a condannare la violenza senza alibi ideologici e corto circuiti umani è il momento di interrogarci su cosa vogliamo fare da oggi in poi per essere migliori di quello che siamo stati fino ad ora. 

Per conoscere le realtà, gli spazi e i collettivi che hanno avuto il coraggio di recidere ogni legame con i Miserabili Uomini e Donne di Merda, scrivete a romantikpunx@gmail.com 

Romantik Punk e Guerriere Sailor

 

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