#NoiStiamoConClaudia: Infame è chi stupra e chi ne è complice, anche restando in silenzio!

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Lunedì c’è la prossima udienza che parla dello stupro di gruppo a Parma e tutt* noi siamo con lei. Da quando abbiamo pubblicato il primo appello delle Romantik Punx e Guerriere Sailors (per adesioni e coordinamento iniziative scrivete a romantikpunx@gmail.com) sono arrivati molti comunicati e quindi ne sintetizzo e ripropongo qualcuno continuando a sollecitarvi nel prendere posizione e nel parlarne, decidendo di non farla sentire sola.

Ieri la rete #IoDecido, di #NonUnaDiMeno ha pubblicato un appello per una iniziativa alla quale aderire, ciascun@ nei propri territori e online, per manifestare solidarietà, proprio lunedì 19 dicembre nei confronti di Claudia (nome di fantasia).

Scrivono:

Lunedì 19 dicembre a Parma ci sarà un’altra udienza di un processo per stupro, un processo che durerà molto, forse un anno, e che sta mettendo a dura prova Claudia.

Anche questa volta, come sempre, il tribunale è un luogo in cui dover dimostrare che è tutto vero, che l’accusa non è colpevole, che sopravvivere a una violenza non è segno di consenso, e, in fondo, di piacere.

Ma quel che avviene nei tribunali non potrebbe accadere se non ci fosse già un contesto sociale che lo alimenta, lo permette e lo approva. Quando si tratta di violenza sulle donne si ribaltano ovunque  i rapporti tra verità e mistificazione, tra ciò che non può essere mai lecito e ciò che può essere giustificato, tra la disapprovazione convinta dell’abuso e la ricerca di attenuanti di ogni tipo.

Soprattutto la regola è spostare il discorso su altro: abbigliamento, stili di vita, tratti caratteriali, note su dettagli, arredamenti e paesaggi…

Uno stupro è sempre e solo uno stupro! Lo compie l’uomo, che sia solo o in branco, dentro casa o fuori, bianco o turchese, per affermare con la coercizione la sua supremazia, il suo dominio e il suo potere. Uno stupro è sempre uno stupro e nulla può giustificarlo.

Claudia ha già subito la condanna, la derisione e l’indifferenza di molti e molte a Parma e in altre città. E’ stata anche accusata, respinta e umiliata per aver parlato con le forze dell’ordine dalla stessa gente che non ha fatto niente per sostenerla prima, che non ha voluto prendersi responsabilità. Modo vile per lavarsi la coscienza.

Infame è chi stupra e chi ne è complice, anche restando in silenzio!

Claudia non è una vittima da compiangere, è una di noi da sostenere. La sua storia ci atterrisce, ma siamo fin troppo consapevoli che ognuna avrebbe potuto essere al suo posto. Il nostro compito ora non è quello di dare spiegazioni, ma di schierarsi con lei e fare in modo che non accada mai più. Questo schifo lo spazzeremo via dalle nostre vite, con o senza approvazione.

Il giorno del processo invitiamo tutte a rendere visibile nei diversi territori la propria solidarietà: uno striscione per dire che «Noi Stiamo Con Claudia».

Vogliamo sostenerla prendendo parola pubblicamente attraverso una campagna che denunci ciò che sta subendo, ciò che accade durante i processi, ciò che accade nei luoghi da cui è allontanata e colpevolizzata.

Per inviare direttamente a lei messaggi di solidarietà potete scrivere all’indirizzo: romantikpunx@gmail.com”

Solidarietà anche dalla rete nazionale dei Centri Antiviolenza che nel loro messaggio parlano di discussione sul sessismo nei movimenti come intuizione recente delle ragazze NonUnaDiMeno. Chiarisco che in realtà l’intuizione di cui parlano, tra le ragazze che hanno dato vita a NonUnaDiMeno e non solo, è un patrimonio comune, ed è da un po’ di anni che tra noi si discute di sessismo nei movimenti e non solo tra “donne”, ma tra compagne e compagni che non vengono affatto esclusi dal percorso di crescita collettivo.

Ancora un altro messaggio di solidarietà arriva dalla Rete Ippolita. Eccolo:

“A Romantic Punx e Guerriere Sailors,

siamo il Gruppo Ippolita,
http://ippolita.net

grazie per la forza, grazie per le vostre parole che sono azione diretta
contro l’omertà, grazie per la rabbia e l’amore.
Siamo con voi.
Siamo con la ragazza che è stata stuprata.

Siamo disponibili a intervenire pubblicamente nelle forme e nei tempi
che riterrete oppurtuni.
Anche tutti gli anni, un festival per non dimenticare e per tornare a
essere felici.

un abbraccio giunonico
Gruppo Ippolita”

Ricordo il messaggio delle Mujeres Libres di Bologna che, tra le altre cose, scrivono:

“Se potessimo prendere la nostra comprensione, il nostro affetto, la nostra empatia, le nostre emozioni, il rumore delle nostre pance intrecciate, i nostri silenzi, e i nostri sospiri.
Se potessimo prendere le ore passate insieme a riflettere, a interrogarci, ad ascoltarci, a organizzarci.
Se potessimo prendere tutti i minuti passati a sentir parlare di violenza, a rialzarci da una storia di violenza, a condannare una storia di violenza.
Se potessimo prendere tutto quello che ognuna di noi ha provato quando abbiamo subito, quando abbiamo ascoltato, quando abbiamo sofferto, quando abbiamo fatto un passo avanti.
Ecco, se tutto ciò che ci scorre nelle vene, quando una con l’altra capisce che “non è sola”, potessimo prenderlo e metterlo in qualche forma, faremmo un gigantesco pacco dove farti stare.
La nostra sincera solidarietà e le nostre riflessioni di lotta quotidiana ad una cultura patriarcale e violenta sono quello che vorremmo offrire e mettere in campo per te e per ogni donna che la subisce. La nostra sincera convinzione che combattere l’isolamento di chi subisce violenza, e dare un sostegno politico e umano, è davvero un tassello importante per non soccombere.

(…) È ora che di sessismo se ne occupino tutti e tutte, è ora che il femminismo non sia più una delega e neanche un tribunale, è ora che si faccia autocritica su come, dove e quando si debba affrontare il problema. È ora che nessuno venga più giustificato. È ora che anche gli uomini senza ancelle emancipatrici si sveglino. Che se il patriarcato era solo un problema delle donne da mo’ che era finito! Sul come fare questo percorso è ovvio che dobbiamo ancora riflettere, trovare mezzi e metodi adeguati, perché è chiaro che finora non ci sono state grandi vittorie, ma non saranno le femministe a dover far tutto. È tempo che ognun@ si guardi allo specchio e di fronte al sessismo in qualsiasi forma non faccia finta di niente. Avremo, ahinoi, ancora occasione di parlarne.

Ribadiamo che contro la violenza la solidarietà nelle sue mille sfaccettature fa la differenza. Ribadiamo che l’oggetto da porre sotto giudizio – qualsiasi forma di giudizio – non è e non sarà mai la vittima di violenza. Ribadiamo che sostenere chi ha subito violenza è la cosa prioritaria. Ma non dobbiamo dimenticarci chi è uno stupratore e chi sono i suoi complici (e con complici intendiamo non solo chi è uno stupratore, ma tutti quelli che in questo periodo hanno sprecato parole per “giudicare” la ragazza). Certo i sessisti ci fanno schifo, ma quello che proviamo per i “compagni” che mischiano estetica militante con analisi infime a fini stigmatizzanti è qualcosa di più, qualcosa di più che non ci farà dimenticare questa storia.(…)”

 

OmbreRosse scrivono:

“Siamo venut* a sapere dello stupro di Parma e di tutto quello che è successo intorno: silenzio, minimizzazioni, esclusioni, disinformazione o informazioni date in modo strumentale, aggressioni, minacce, nessun interesse e considerazione per la persona offesa. Tutto questo in un contesto che dovremmo pensare “liberato”. Tutto questo ci atterrisce e ci fa profondamente schifo. #noistiamoconClaudia #nessunagiustificazione #cifateocisiete #liberiamospazidaculturadellostupro

 

Altri comunicati li trovate linkati in basso.

Se volete raccontarci e aggiornarci ancora il nostro indirizzo mail è abbattoimuri@grrlz.net

bannernonunamenoclaudia

 

Leggi anche:

Ancora solidarietà:

Esprimiamo tultta la nostraSolidarietà e vicinanza a Claudia

i compagni e le compagne del Csa Intifada/Comunità in Resistenza 

Lo stupro è sempre uno stupro. E’ sempre un atto di violenza fascista, anche se chi lo commette si dichiara antifascista.
Non esiste antifascismo senza antisessismo!

Solidarietà anche dalle GEEERL Gruppo Erranti Erotiche Eretiche Laboratorio di Bari

e poi:

Circa i fatti di Parma nella sede della RAF: come riparare 4 crepe prima che qualcosa si rompa per sempre

Comunicato di solidarietà e di impegno antisessista di Art Lab Occupato a #Parma alla ragazza vittima di #violenza

Comunicato di solidarietà dalle Mujeres Libres di Bologna

Stupro di gruppo a Parma: la violenza è sempre fascista

Ai compagni e alle compagne di #Parma: restituite agibilità politica alla vittima di violenza

Ancora sui fatti di #Parma: cosa vuol dire essere vittime di abusi

Intervista su Radio Onda Rossa (audio)

Comunicato RoR su stupro di gruppo a Parma

A proposito dello stupro di gruppo a Parma 

 

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