Se all’assemblea femminista partecipa la donna che è stata a letto col mio partner

Lei scrive:

Ciao, vorrei chiedere un consiglio a tutt* voi, approfittando dello spazio che Eretica offre.
Sono una militante femminista in difficoltà. Un tempo ero una forza della natura, che viveva la sua sessualità felicemente, ma non è più così e questo problema si sta scontrando con la mia militanza.
Ho una relazione da molti anni con un uomo con cui l’intimità sembra impossibile. Non c’è sintonia, non mi sento desiderata, non facciamo sesso e quando lo facciamo il risultato è terribile sotto tutti i punti di vista: emotivo, mentale e fisico. E’ sempre stato un problema e sembra peggiorare giorno dopo giorno.

Dopo che io le ho provate davvero tutte (senza reazioni, ma nemmeno senza proposte da parte sua), per un periodo abbiamo deciso di affrontare la questione “aprendo” la coppia. Questo gli ha permesso di scaricare un po’ di ansia e di migliorare un pochetto la nostra intimità. All’inizio io non volevo sapere niente di quello che faceva perché avevo paura di rigurgiti di gelosia, ma mi sembrava una cosa squilibrata perché io accennavo sempre quello che succedeva a me, quindi gli dissi di parlarmene. Non immaginavo lo scenario, non pensavo che potesse essere così doloroso, il problema non era la gelosia.
Conosco molte delle donne con cui è stato. So che la bellezza è negli occhi di chi guarda e che il desiderio e la bellezza non sono la stessa cosa. Critico anch’io, come tutt* noi, i canoni di bellezza imposti e l’obbligo ad essere belle, io stessa non credo di essere particolarmente bella.

Trovarmi al cospetto delle donne con cui è stato mi ha fatto sentire la più mostruosa dei mostri, perché hanno tutte un solo tratto in comune: a modo loro, in modi diversi, sono brutte, sgradevoli, inguardabili. Ho passato anni a chiedermi cosa mi mancava, poi ho scoperto che mi manca la bruttezza per piacergli. Contemporaneamente passo i miei giorni a sentirmi la più brutta del reame, visto che con loro è riuscito ad avere rapporti sessuali soddisfacenti e con me oscilla tra la mancanza dell’erezione, la perdita dell’erezione e l’eiaculazione quasi immediata. Molte lo hanno cercato per diverso tempo, quindi la loro esperienza, tutta incentrata sul sesso, dev’essere stata diversa dalla mia, che ho tollerato i rapporti bruttissimi perché avevo altre cose bellissime da lui. Sono più indesiderabile dei mostri.
Lui stesso dice che sono troppo bella per lui, che ha paura di non essere all’altezza e di non farmi felice.

E’ paralizzato e non riesce a indicarmi un modo per aiutarlo, ne’ riesce a affrontare il problema lavorando su se stesso, da solo o con un aiuto professionale. Ha un problema con me e non lo affronta, è molto infelice e io non so che fare. Nel frattempo, inconsciamente, mi sto trascurando, ma non funziona nemmeno questo.
Sembra una questione slegata dalla militanza, sembra coinvolgere il femminismo solo su un piano diverso da quello pratico e collettivo, ma non è così.

Nella mia città è nata la rete Non una di meno. Ho saltato una riunione, ho visto le foto ed ho trovato uno dei suoi flirt. Meno mostruosa di altre, ma sgraziata e sgradevole tanto da dare fastidio quando parla e si muove.
Mi è capitato di fare assemblee con lei in ambito diverso da quello femminista. Ho sempre passato il tempo a chiedermi: Ma perché non gli piaccio mentre gli piaceva lei? Ma veramente è più attraente di me? Cosa ho fatto di male per essere ritenuta peggio di questo ammasso informe che cammina come un mediano di sfondamento? Ma perché lui continua a stare con me se gli faccio tanto schifo?

Sto lì e penso che le è bastata mezz’ora per passare dalla presentazione col mio compagno al suo letto, mentre io ci sto provando senza successo da mesi. Sto lì, non ascolto e non intervengo perché non ho niente da dire, la mia mente è altrove.
Non riesco a immaginare di stare sorda e zitta durante una riunione femminista, perché le riunioni femministe sono diverse da tutte le altre e già mi incavolo perché sto sorda e zitta alle altre. Però so che i pensieri che mi provoca potrebbero farmi fare interventi più ostili del dovuto e non sarebbe giusto nei confronti delle compagne. La violenza, verbale o anche solo del pensiero, non mi sembra tollerabile.

Allo stesso tempo, non voglio assolutamente rinunciare a queste assemblee e a dare il mio contributo. Non so come gestire la rabbia e la situazione, anche con una soluzione parziale, perché so che il problema vero è con il mio compagno e che lei non c’entra niente: non è colpa di questa donna se io non piaccio all’uomo che mi ama. Il problema non è la sua presunta mancanza di appeal, è la mia. La sua presenza mi rende infelice, ansiosa, cattiva prima di tutto con me stessa. Mi porta davanti agli occhi tutti i pensieri negativi che ormai faccio tutti i gorni, tutte le notti e non posso far finta di niente. Non so come fare a sopportare tutto questo durante le assemblee e aspetto consigli.

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Comments

  1. Secondo me intanto dovreste confrontarvi su cosa lui apprezza esteticamente in queste altre, così almeno ti togli questi dubbi.
    Per quanto riguarda i vostri rapporti sessuali se lui ha questa specie di strano complesso di inferiorità estetica che gli impedisce di eccitarsi non so se potrete risolvere visto quanto ci hai già provato. Sei sicura che lui non trovi più attraenti queste altre e ti dica che sei più bella perché non riesce a parlarne? Noto che citi la grazia e altro, forse che lui preferisce quell’altro tipo di portamento, capisco che è difficile da immaginare.

  2. Ha trovato il modo di controllarti ed umiliarti. Le sue parole dicono ti stimo, ti rispetto, ti amo addirittura, sei perfino troppo nella per te ma di fatto con te non ho neppure un’erezione e invece con donne brutte, sgraziate, sgradevoli invece di’. Ed infatti tu ti tormenti, ti chiedi cosa fare, cosa farai tu e cosa farà lui, e quando le vedrai etc. invece di pensare cosa voglio io, cosa piace a me, cosa vorrei io..

  3. È una situazione così delicata che esprimersi è una grande responsabilità. Dando per scontato che tra di voi ci sia la volontà di stare insieme, credo che dovresti prendere in seria considerazione l’idea un confronto con un terapista di coppia. Lo dico perché ho vissuto un’esperienza simile, in cui l’allontanamento fisico e la mancanza di desiderio, nascondevano un problema taciutomi, che però veniva mascherato di volta in volta, con scuse varie ed eventuali che mi avevano resa via via più insicura. Un giorno poi, non sto a raccontare il come ed il perché, ho scoperto che il grande problema era una dipendenza da pornografia che stava erodendo la sessualità del mio compagno, gli spazi di consapevolezza nella coppia ed aveva reso lui sempre più distante, spaventato e umiliato da sé stesso. Noi ci siamo rivolti ad uno psicologo che ha intrapreso con lui un percorso personale, dopo aver fatto diverse sedute di coppia. Ti porto questa mia testimonianza, per aprire una porta sull’ipotesi che vi sia qualche problema che lui non riesce a superare e che non riguarda te. Non riguarda il tuo aspetto, non riguarda la tua intelligenza, non riguarda la tua sessualità. Io credo che i rapporti vadano costruiti, che l’amore non resti intatto nel tempo per magia, richiede impegno, costanza, volontà da parte di entrambi nelle difficoltà; questo ovviamente se lui però con te è sincero. Nella mia esperienza il sesso all’inizio era molto soddisfacente ed eravamo in sintonia, non so se avrei saputo restare al fianco di un uomo con cui il sesso è sempre andato male e se una mia amica o sorella mi confidasse un problema del genere, le direi di riflettere molto bene, perché il sesso è a mio avviso una parte molto importante di un rapporto di coppia. Certo l’initmità a volte va costruita un po’, ma stare tanto tempo in una relazione sessualmente frustrante, non saprei gestirlo. L’idea di aprire la coppia non so valutarla, per carattere non riuscirei a condividere il mio compagno con altre donne, quindi non posso esprimermi e dal mio punto di vista trovo abbastanza normale che tu ti tormenti e ti interroghi sul perché le altre siano per lui sessualmente appetibili, devi vivere una situazione difficile e dolorosa, che però dovresti iniziare ad affrontare con una dose di sano egoismo. L’amore, per quanto possa essere meraviglioso, deve essere reciproco, non puoi passare il tempo a logorarti nel tentativo di essere tu a risolvere li problema, smetti di essere protettiva e prova per un po’ a focalizzarti su ciò che fa bene a te. Non ho la presunzione di sapere qualcosa del vostro rapporto e spero mi scuserai se queste mie parole ti suoneranno inopportune, ma mi viene da dirti: per un po’ pensa a te, pensa a stare bene tu e mettilo di fronte al tuo dolore e si faccia lui in quattro per capire come renderti felice, non dico di negargli il tuo appoggio, ma dalle tue parole sembri portare da sola il peso di una difficoltà che è tutta del tuo compagno e che ti sta trasformando in una donna in cui sembri non riconoscerti. Non puoi passare il tempo a modificare te stessa per compiacerlo e renderti desiderabile ai suoi occhi, se un problema c’è va affrontato e possibilmente risolto, altrimenti dargli il via libera per continuare a negarlo, vivendo il sesso con altre donne e gli altri aspetti relazionali con te, potrebbe andare bene se questo ti facesse stare bene, ma sembra che questa soluzione ti stia facendo male, quindi forse non è una via praticabile…
    Un abbraccio

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