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La mia storia di IVG (interruzione volontaria di gravidanza)

Lei scrive:

Ciao Eretica,
ti scrivo per rispondere alla ragazza di 22 anni che sta per affrontare un aborto.

Ho pensato tante volte di scrivere la mia esperienza ma solo adesso, ad una richiesta di aiuto, trovo finalmente la forza di farlo. Ho 32 anni ed ho abortito 3 mesi fa (in piena campagna per il fertility day). I motivi per cui ho fatto questa scelta sono diversi e non vorrei stare qui a dilungarmi su questo aspetto in quanto penso che ognuna di noi ha le sue ragioni per farlo e non serve una giustificazione. Comunque diciamo che il motivo principale a spingermi a farlo è stata la mia disoccupazione e la mia voglia di trovare un’occupazione che mi dia soddisfazioni. Vedevo un figlio come un impedimento al raggiungimento di tutto ciò e così ho compiuto la mia scelta. Nel momento in cui ho scoperto di essere incinta mi è crollato il mondo addosso, la mia vita mi sembrava finita, tutti gli anni di studio buttati via perché una gravidanza prima e la maternità poi non mi avrebbero permesso di raggiungere i miei obiettivi, primo tra tutti la mia indipendenza economica che ancora oggi, a 32 anni, non riesco a raggiungere. Sono rimasta incinta del mio ragazzo con cui sto da tre anni, con cui sto bene e con il quale ho sempre pensato di voler costruire una famiglia. Ma il punto non era lui, ero io. La scelta era mia e non sono riuscita a mettere da parte la mia voglia di indipendenza e soddisfazione personale per far posto a un figlio non voluto. Ecco queste più o meno erano le mie sensazioni.

Con questo non intendo che in quei giorni io non abbia avuto dubbi, anzi ne ho avuti molti. Ho addirittura pensato che alla mia età poteva essere la mia ultima occasione. Ma avere dubbi non è permesso perché i giorni passano, le settimane si accavallano e il termine dei tre mesi ti appare, e lo è, davvero troppo ristretto.
Così anche se vuoi fermarti a pensare sei costretta ad iniziare la trafila per l’IVG immediatamente. Io mi sono rivolta al consultorio più vicino e da lì mi hanno direttamente mandata in ospedale perché, avendo scoperto di essere incinta alla quinta settimana, di tempo non ce n’era molto con le tempistiche che hanno. Così mi rivolgo all’ospedale più vicino ma l’unica ginecologa che si occupa delle IVG è in ferie per qualche giorno così mi tocca aspettare. Dopo qualche giorno la contatto, tra una cosa e un’altra sono già alla ottava settimana, e lei allora decide di fare la stronza e di dirmi che era troppo tardi, che lei non è che può fare IVG tutti i giorni, che dovevo rivolgermi altrove perché lei non aveva tempo. Tutto ciò detto anche in malo modo, la stronza.
Di nuovo mi crolla il mondo addosso, pensavo di non avere più scelta. Il problema è che queste persone dovrebbero rendersi conto che io posso essere adulta, informata, consapevole e sapere tutto sull’aborto, ma in quei giorni li il cervello ti va un po’ nel pallone, saranno gli ormoni o l’ansia,non lo so, ma essere trattati in questo modo ti devasta.

Comunque mi sono subito rivolta ad un altro ospedale in cui ho trovato un ginecologo fantastico. Mi ha immediatamente rassicurata, di tempo ce n’era eccome, ed io dovevo stare tranquilla. Così ho fissato la data dell’intervento che sarebbe avvenuto due settimane dopo.
I giorni successivi sono stati abbastanza devastanti per me, spesso ero piena di dubbi, l’emotività mi faceva pensare di tutto, ma la mia testa continuava a dirmi che era quella la scelta giusta, quella era la mia scelta.

Qualche giorno prima dell’intervento sono tornata in ospedale per fare delle analisi. Una settimana dopo il giorno era arrivato. Quel giorno per me è stato abbastanza duro, nonostante fossi convinta della scelta. Sono arrivata in ospedale alle sette di mattina ed eravamo in quattro a dover abortire. Ci hanno sistemate in una stanza. Poco dopo ci hanno dato una pillola per far contrarre l’utero. Dopo un’ora avevo dei forti dolori, come dolori mestruali. Dopo due ore hanno iniziato a chiamare per entrare in sala operatoria. Io ero l’ultima. Quando mi sono venuti a prendere per andare in sala operatoria ero incredibilmente triste, non capivo come mi era potuto succedere. Inoltre ero spaventata, non avevo mai avuto un intervento e avevo paura che qualcosa potesse andare storto. Sono entrata in sala operatoria, mi hanno messa su un lettino in un angolo ad aspettare qualche minuto. I vari medici che stavano li parlavo delle partite di campionato e camminavano da una parte all’altra. Io ho cominciato a piangere e non riuscivo a smettere. Ripeto, continuavo ad essere certa della mia scelta, ma non riuscivo a smettere di piangere. Una dottoressa a quel punto ha iniziato a darmi chiacchiera per distrarmi un po’, ma non c’era nulla da fare. Mi hanno spostata sul lettino operatorio ed io mi sforzavo di smettere di piangere ma non ci riuscivo. Uno dei medici mi si è avvicinato, mi ha asciugato le lacrime e mi ha detto “Stai tranquilla, queste cose possono capitare, non è la tua ultima occasione, vedrai che se lo vorrai un giorno sarai pronta”. Così ho smesso di piangere e mi sono addormentata.

Quando mi sono svegliata ero in camera, avevo dolori fortissimi così mi hanno somministrato un antidolorifico. Alle sei di sera stavo decisamente meglio. Ho fatto la visita di controllo con una ginecologa che mi ha visitato con il tatto di un martello pneumatico mentre parlava con la sua assistente della prossima sagra di paese da visitare insieme (a volte le donne mi stupiscono per la mancanza di empatia). Io ero ancora un po’ scossa ma mi sentivo bene. Alle sette di sera ero fuori.

Ho avuto perdite per le tre settimane successive, ma stavo bene.
Ecco cara, questa è stata la mia esperienza. La tua sarà probabilmente sarà diversa, credo che sia diverso per ognuna di noi. Io ho sofferto abbastanza fisicamente, ma la ragazza che era nel letto accanto al mio non ha avvertito nessun dolore. Io ho avuto paura, ma c’è chi non ne ha. Non posso dirti come ti sentirai dopo, ma posso dirti come mi sento io. Ci penso spesso a quello che è successo e ancora mi sembra strano che sia successo a me, ma sto bene, penso che se ho fatto quella scelta allora era l’unica scelta possibile. Sono serena perché ho fatto ciò che mi sembrava più giusto per me.
In tutto questo cammino ho sempre avuto il mio ragazzo con me, lui mi ha sempre appoggiata senza spingermi a fare nulla. E’ stato prezioso per me, per questo spero che anche tu possa trovare qualcuno che ti supporti e con cui parlare di quello che ti sta succedendo. Se così non dovesse essere fatti coraggio, basterai a te stessa comunque. Tutto andrà bene.
Spero di esserti stata minimante di aiuto con la mia storia.
Coraggio!
Un forte abbraccio

(Preferisco rimanere anonima ma se lei volesse contattarmi puoi darle il mio indirizzo email.)

—>>>Riporto qui per intero il messaggio della ragazza alla quale ci si riferisce nella lettera pubblicata sopra, perché è necessario darle supporto e abbracci visibili. Non saranno accettato messaggi di “pro/life” che insultano o dedicano ricatti morali per sollecitare sensi di colpa.

Lei scriveva:

“Ciao, scrivo questo messaggio perché su questa pagina ho letto molte situazioni affini alla mia e, forse, in cuor mio, spero di ricevere un po’ di comprensione, ma soprattutto rassicurazioni in merito, dato che ho una paura pazzesca. Ho 22 anni, sono una studentessa universitaria e da poco ho chiuso una storia molto importante, non per volere mio, solo perché a lui non andava più giù il fatto di vivere la distanza. In verità ho sofferto di più il fatto di rendermi conto che lui non mi volesse veramente. Tralasciando questo, per disperazione o per mancanza, sono andata a letto con il mio coinquilino, una sola volta, il mese scorso. Quante stupide sciocchezze si commettono quando la nostra mente è totalmente obnubilata dalla paura di restare soli? Sono rimasta incinta e l’ho saputo solo ieri. Tra i vari giri, consultori e ginecologhe varie, non ho avuto comprensione, anzi, ho subìto umiliazioni su umiliazioni. In tutto ciò tra una settimana dovrei riuscire a risolvere tutto in ospedale. Sono totalmente sola, non so che cosa fare, non riesco a mangiare e non riesco a dormire, non so a che cosa sto andando incontro e se qualcuno potesse rassicurarmi circa quello che dovrò fare, dicendomi qualcosa in più (ho trovato molta fretta e poca voglia di parlare, sono solo un cognome che vuole fare un IVG per tutt* e non una persona), forse mi renderebbe questa settimana infernale più facile. Sarà veloce? Sarà indolore? Riuscirò a tornare alla mia vita di prima? Che peso ha su una persona fragile questo fardello? Ho paura, davvero tanta paura. Non avrei mai pensato, in vita mia, di abortire. Se riusciste a mettervi nella mia pelle e a capire cosa provo, mi sentirei un po’ meglio, ho solo bisogno di umanità e di solidarietà. Preferisco rimanere anonima e soprattutto grazie per il tempo passato a leggere almeno questo messaggio.”

Leggi anche:

QUI un’altra esperienza in risposta

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Comments

  1. …non giudico mai le scelte altrui, quelle che cambiano la vita, e che fanno cambiare anche quelle delle altre persone…
    certo, per me che per anni ho cercato un figlio mai venuto, c’è un pizzico di risentimento per il destino che premia e punisce…
    ma non è colpa di queste due donne, che per varie motivazioni si sono trovate di fronte ad un enorme “no”… queste due donne hanno fatto l’unica cosa che potessero fare, scegliere.
    punto.

  2. io non ho abortito, ho fatto una scelta diversa, ma molto sofferta .. mi riconosco dunque nelle parole di questa giovane donna di 22 anni .. innanzitutto ti voglio dire di non sentirti assolutamente scema perché ci sei rimasta per un rapporto occasionale ed unico senza adeguata copertura anticoncezionale .. ho fatto uguale, capita, e avevo pure quasi il doppio della tua età .. a volte siamo strane, a volte si sbaglia .. a volte non si paga la nostra imprudenza, a volte sì .. ricordati però sempre che quella notte o sera o pomeriggio o mattina eravate in due .. siete stati in due imprudenti, distratti, da altro presi .. vai a sapere … ma è andata così .. la differenza è che a noi donne se capita non basta non rispondere al telefono, dire non mi va ed è finita lì .. bisogna scegliere che fare e fare comunque qualcosa, non ci è concesso di restare inerti .. non so quanti conti, ragionamenti anche assurdi, un’iperazionalizzazione difensiva .. giuro mi feci uno schema con le varie percentuali che attribuivo alle differenti opzioni persino nei dettagli .. tipo lo tengo .. è maschio, è femmina, il parto va bene, mi ci trovo come madre, non mi ci trovo, oppure non lo tengo .. l’aborto non mi dà problemi, me li dà, me ne pento, non me ne pento anzi mi passano pure tutti i dubbi attuali etc . per dirti il livello di follia .. l’ho conservato il quaderno con gli schemi .. sono andata al consultorio per iniziare la prassi . .pur ancor indecisa . perché le settimane sono poche .. volevo affrontare la parte burocratica .. mi sono fatta fare il foglio . ho telefonato .. da me almeno per quanto ho appurato bastava presentarsi in certi giorni ad una certa ora .. senza troppe complicazioni .. però la salita verso l’ospedale solo ad immaginarla mi veniva in mente il golgota .. una croce insopportabile .. credo di essermi sentita martire, ho provato rabbia e sconforto .. ero sola pure io .. ne ho parlato con mia sorella, con qualche fidatissima persona .. spero che anche tu possa confidarti almeno con qualcuno che ti stia accanto nella tua decisione e non voglia condizionarti .. ricordo la mattina che avevo scelto per andare assai prossima alla scadenza dei giorni utili .. mi ero tenuta mi pare un cinque giorni di conforto sia mai scioperi o altri impicci .. ecco quella mattina mi svegliai di soprassalto, dovevo alzarmi presto per arrivare puntuale e mi sono vista, ero ancora sotto le coperte, come di fronte al trampolino .. non so se ho avuto paura di lanciarmi ma ho avuto l’impressione di gettarmi uguale decidendo di non uscire, anzi ne ho quasi avuto la percezione fisica .. ma sarebbe stato lo stesso se mi fossi risolta ad uscire .. gettarsi da un trampolino senza sapere se ci si farà male (e si scopre che non ci si fa male, i trampolini non li mettono laddove ci si può far male, no?) .. quando si sceglie può essere benissimo che non siamo troppo convinte .. che non ci convinca nessuna opzione .. perché la verità è che non vorremmo scegliere, non vorremmo ci fosse successo .. però bisogna buttarsi comunque . .e allora buttati anche tu .. sgombra la mente un attimo dalla paura e buttati .. una cosa è certa .. poi diverrà cmq la tua scelta, nel senso pieno . ovvero propria, non dovuta agli eventi .. come in tanti altri frangenti della vita .. come giustamente han detto alla donna che sopra ha descritto il suo aborto .. beh, non è finita .. non è vero che non ci saranno altre possibilità .. ce ne saranno tante altre .. di costruirsi vite anche diverse .. e non sarà né la prima né l’ultima volta che farai una scelta importante che sul momento ti potrà fare paura .. la cosa bella è che si va sempre avanti anche se non è sempre un’autostrada a quattro corsie in una mattina di sole sul tragitto più breve. Ho avuto due coinquiline che hanno fatto un’ivg . .e sì si torna alla vita di prima .. anche se per ognuna è un po’ diverso, come è diverso come si è arrivati all’ivg. Anche l’ivg stessa .. come diceva chi ha scritto sopra .. c’è a chi dà qualche disturbo, anche dolore e chi poco o niente (una delle due non ha sentito quasi niente, un po’ di doloretti e niente di più, fresca come una rosa; l’altra invece è stata un po’ male due giorni e ci ha messo qualche giorno a ritornare in piene forze …) perché non lo so .. ti auguro di trovare un medico che possa chiarirti i dubbi e risponderti sulle diverse risposte fisiche che potresti avere e rassicurarti ..

  3. dimenticavo, una cosa importante .. ogni scelta vale per quello che siamo e sentiamo in quel momento .. io molto a fatica e piena di dubbi, e non sono certo passati subito una volta presa la decisione, ho fatto la scelta di proseguire la gravidanza (e per completezza di informazione valutai pure l’ipotesi mamma segreta), in altri momenti e condizioni sempre io avrei deciso per una ivg (del resto giovanissima una pillola del giorno dopo l’ho presa senza la minima ma proprio minima titubanza ed incertezza anche se ovviamente sono cose diverse e se per caso fossi rimasta incinta penso avrei abortito con meno incertezze di quelle che tu hai ora e di quelle che ho avuto 23 anni dopo) .. e in un futuro, anche se per mere ragioni anagrafiche la cosa si fa improbabile, penso che opterei per una ivg nel caso mi trovassi incinta senza averlo cercato .. anche se appunto so che posso sapere cosa deciderei solo quando mi ci trovassi .. cosi è sempre. La legge sulla ivg non ci consente di abortire, ci consente di scegliere ed è per questo è straordinaria.

  4. Ciao a tutte. Ottobre 2014.racconto per condividere e rispondere a chi si sente una merda perché una mamma che probabilmente dai più verrebbe considerata ingrata ed indegna…verrebbe …se ci soffermassimo ad ascoltare la voce dei PIÙ…..e rispondere a chi teme di far la scelta sbagliata a chi teme di fare una scelta è a chi teme quel che nn conosce.allora…anni fa ho scelto di affrontare un aborto, nessun problema di salute, nessun problema economico amata da mio marito e innamkrata di mio marito ….un piccolissimo particolare non siamo nate tutte mamma” anche se il mondo la’ fuori tenda dalle origini del tempo a farcelo credere. Anche se i famosi “piu'”ti vogliono far credere che sia innaturale rifiutare una gravidanza e che avere quel bimbo sara’ la cosa piu” importante della tua vita.be scegliere e’ difficile perche” ogni scelta porta in seno sofferenza e un cambiamento e’ fatica e impegno ma “cari piu'” ve lo assicuro il meraviglioso spirito materno non sboccia improvviso perche’ un giorno ti scopri incinta, e aime’ non si e’ madre perche’ fertile aspetti un bimbo.Ci son donne come me che consapevoli sanno che un figlio dovrebbe essere amore e l’amore tra cadute sacrifici e gioie non puo’ dare tristezza o angoscia. Ci son stati momenti in cui riconoscevo più me stessa , temevo di guardare e soprattutto toccare il mio corpo, che ,scusate la franchezza, percepivo come “altro da me”. Vi giuro sensazione orrenda ,disgustoso non riuscire a lavarsi perche nonostante non si veda…non ti senti più tu.i Non puo’ essere una scelta di testa o di convenzione aver un figlio e non può una nuova vita farti rifiutare la vita stessa…o sopportare perche’ ” poi sara’ meraviglioso perche’ …”.io ho abortito, non sono mai stata sola , Luca mi è sempre stato vicino, ha scelto me , nonostante “insieme..posso provare a fare il papa’”.Luca e’ stato con me. il mondo direi di no..Luca in tutto il suo amore e’ stato con me ma nulla e’ stato facile. Emotivamente anche se consapevole e matura nello scegliere, l ‘attesa della intervento poi e’ stata pesante, nausea inappetenza insonnia, la paura, il timore di sbagliare per che’ hai 37 anni e non sei sola. Il dolore fisico non e’ stato invadente ma il dopo , non posso negarlo e’ stato tutto cosi’ complicato. Non mi sono mai pentito, ma non e’ facile affrontare la nuova vita, imparare nuovi equilibri con te stessa con l amato e accettare il nuovo sguardo attraverso il quale Tu Guardi quei piu’ che non hanno avuto oltre coraggio di guardarti negli occhi.son passati due anni Penso spesso a quel gesto, non mi sento crudele nel dire che non penso al bimbo non nato, penso al coraggio avuto e al coraggio di ogni donna nelle personali scelte. Allora ero consapevole che rifiutando la maternita’poiche’ certa del mio sentire avrei “rischiato grosso” in un certo senso, infinite incognite davanti a me, porte chiuse da scoprire ( con Luca? Il mondo? Il silenzio? Il sesso?il pentimento?….) .una cosa vorrei: che le donne -mamme che cercano il silenzio della sera per ritrovare se stesse le mille donne che si sentono schiacciate dalle parole altrui, o confuse dalla brutalita’ (apparente aggiungo) delle proprie inntenzioni..non avessero paura di scegliere ,di sentire di provare, magari sbaglieranjo, magari a distanza di anni i loro pensieri cambieranno ma che siano soddisfazioni o dolori Scelti in autonomia senza farsi condizionare da miti, religioni, voci pettegolezzi, credo o ideologie.
    Ho scritto di fretta… senza occhiali spero di non aver lasciato frasi incomplete o scritto strafalcioni.
    Vera

  5. Ritengo che nessuno debba giudicare,ognuno di noi fa le propie scelte.Io ho fatto un commento che non vedo,forse perchè l’aborto mi ha causato un prepotente dolore psichico ,senso di colpa che è cresciuto prepotentemente ,negli anni e nel tempo,mi sono chiesta perchè quel figlio non nato mi manca cosi’ tanto anche se all’epoca avevo le mie forti motivazioni per non tenerlo.Nessuno vuole schiacciare con le parole nessuno,però è anche giusto pubblicare chi non si è sentito di fare una scelta del genere,è vero non si nasce madre lo si diventa, quando non si hanno figli, non li si desidera come è stato per me all’epoca.Quando ci sono, ti chiedi come hai fatto prima a starne senza, pertanto ognuno di noi deve rendere conto solo a se stesso e non farei troppa pubblicità da ambo le parti sui sentimenti e le motivazioni personali sul mandare avanti una gravidanza o interromperla,perchè questo è condizionante.

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