Quanto è difficile capire di essere state vittime di una violenza

Lei scrive:

Buongiorno, vorrei condividere un’esperienza e una riflessione sulla violenza.
Un po’ di tempo fa ho letto l’articolo che parla di una donna che si è svegliata con la testa di un uomo in mezzo alle gambe e ho letto soprattutto i commenti che sminuivano l’accaduto. A me quest’estate è successa più o meno la stessa cosa. Ero in spiaggia, ero ubriaca e mi sono addormentata a fianco ad una discoteca molto frequentata.

Ad un certo punto sentivo un fastidio in mezzo alle gambe e quando ho aperto gli occhi mi sono accorta che c’era un uomo a fianco a me e che aveva una mano completamente dentro le mie mutande. Non ho reagito, o meglio, non ho reagito come immagino di fare a volte, quando leggo di abusi e tento di immedesimarmi nell’accaduto chiedendomi “cosa farei?”, e la risposta è quasi sempre “lo prenderei a calci”. Nel momento in cui mi sono trovata a dover mettere in pratica i miei pensieri, sono riuscita solamente a dire, a bassa voce, che se ne doveva andare e lui, dopo poco, ha rinunciato e mi ha lasciata stare. Non ero da sola in spiaggia, ma nessuno ha fatto niente, nonostante il mio stato di incoscienza fosse palese.

Per una settimana non ho dormito perché mi sentivo ancora addosso le mani di quella persona e allo stesso tempo tentavo di ripetermi che in fin dei conti lui non aveva insistito o che comunque non c’era stata una penetrazione, quindi perché continuavo a sentirmi in quel modo? Non era un abuso.

La situazione è peggiorata quando parlandone con delle amiche, loro mi hanno risposto che era una cosa terribile, ma che mi sarebbero state vicine e che dovevo dimenticarla. Ci ho provato e più ci provavo, più mi tornava in mente quella scena. Ho parlato con un altro amico e lui mi ha risposto “Non pensare assolutamente che sia colpa tua, ma cosa ti aspetti che accada se dormi ubriaca in un posto del genere?”. Silenzio. Non l’ho raccontato più a nessuno. Mi reputavo una persona forte, ho iniziato a pensare di non esserlo se non nelle mie fantasie.

Due settimane fa ho parlato con un’operatrice di un centro anti violenza, per altri motivi, non ero andata a raccontare la mia esperienza, ma siamo riuscite a raggiungere un livello di intimità talmente alto che ad un certo punto sono scoppiata a piangere e le ho raccontato tutto, chiedendole “ma quello che mi è successo, cos’è?”.

Da qui nasce il mio orrore e allo stesso tempo la voglia di raccontare questi episodi anche a partire dai commenti ignoranti e sessisti che ne scaturiscono. Uno dei problemi principali per me è stato quello di non riuscire a riconoscere e ad accettare il fatto che fossi stata io il soggetto dell’abuso. Ho subito un abuso. Riesco a dire questa frase dopo mesi solo perché qualcuno ha avuto la competenza e la forza di dirmelo e farmelo ripetere. Il problema è anche un altro. Da quando è successo ho iniziato anche a pensare ad altri episodi della mia vita e a chiedermi “quali altri abusi ho subito?”, ma soprattutto “c’è una donna che non sia mai stata vittima di abusi?” La risposta che mi ha dato la dottoressa è stata “assolutamente no”.

Non siamo capaci di capire che tutte le donne sono vittime di violenza ogni giorno, lo sono quando camminano da sole per strada di sera e vengono fermate da un gruppo di ragazzi che fanno apprezzamenti (Forse è ora di ammettere che gli apprezzamenti ci creano disagio. Non sono complimenti, non sono frasi di circostanza, sono molestie e danno fastidio), lo sono quando vengono portate in un luogo isolato, da qualcuno che conoscono e che voleva semplicemente prendere un caffè, ma alla fine tenta insistentemente di avere un altro tipo di rapporto (e non parlo solo di un rapporto fisico, spesso è anche “solo” pressione psicologica), lo sono quando raccontano il proprio disagio ad amici e loro sminuiscono l’accaduto con frasi del tipo “ma mica ti ha toccata” o “dai, mi vuoi dire che non ti è piaciuto?”.

Sono vittima di violenza le donne palpate sugli autobus, zittite, sminuite semplicemente perché considerate deboli o incapaci.
Vorrei che qualcuno fosse capace di iniziarci a parlare di violenza, per farci capire che un femminicidio non accade per caso e non è un episodio isolato, ma il risultato di una cultura brutalmente radicalizzata nella nostra società e soprattutto nella maggior parte di noi. Ogni atteggiamento violento, da quello meno estremo ai più gravi, aggiunge un tassello a questo enorme puzzle di legittimazione all’abuso. Iniziamo a chiederci cos’è la violenza e a riconoscere che tutti siamo vittime e carnefici. Senza distinzioni.

Comments

  1. Ho subito un abuso.
    Più di dieci anni fa, un ragazzo mi ha bloccato in mezzo alla pista di una discoteca, lui con un braccio mi teneva ferma, con l’altro cercava di toccarmi il culo e intanto provava a baciarmi, mi sono sembrati attimi lunghissimi in cui nessuno è intervenuto e alla fine sono riuscita a svincolarmi e a tirargli uno schiaffo.
    Avevamo 18 anni, le mie amiche, che hanno visto la scena, non sono intervenute, non lo reputavano grave, per loro erano attenzioni innocue.
    Dopo qualche giorno mi mostrarono, ridendo, una foto di questo ragazzo sul giornale, aveva violentato una ragazza fuori da una discoteca.

    Ho subito un abuso. Non è stata colpa mia ma mi ha reso insicura e con una gran paura.
    Passa.. anche se diventi più forte e più vigile.
    Concordo con te smettiamola di giustificare chi compie questi atti, facciamoci un esame di coscienza perchè il cambiamento parte da ognuno di noi.

  2. purtroppo su questi fatti c’è un vero allarme.
    bisogna finalmente ammettere che le donne sono spesso oggetto di molestie, da parte di uomini
    maiali e che non hanno alcun rispetto per la donna.
    purtroppo è capitato alla mia fidanzata un paio di giorni fa….lui, collega di lavoro, l’ha aspettata quando era da sola nel suo ufficio…con la scusa di parlare di lavoro ha portato il discorso su temi più intimi…a quell’ora non c’era più nessuno in ufficio. l’ha bloccata per le braccia, presa e messa su una scrivania per cercare di baciarla. non mi ha detto altro…mi ha parlato solo di essere stata toccata su un seno e di un bacio a stampo. poi è riuscita ad andare via.
    si è sentita come violentata e la cosa più incredibile è stato il suo atteggiamento, l’ha insultata perchè le ha detto subito NO, che era impegnata…
    per fortuna è una donna forte, però è rimasta molto impressionata. ho cercato di farla parlare e svagare, l’ho portata a cena. lei non vuole denunciare. sa che è la sua parola contro lo sua, lo vuole sputtanare nell’ufficio in cui lavora. la notte stessa lui le ha scritto un SMS.
    è ancora abbastanza spaventata, mi ha detto di essere rimasta come paralizzata, di non saperselo spiegare e che se avesse potuto lo avrebbe preso a schiaffi.😦
    purtroppo una miriade di donne sono vittime di questi gesti.

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