Dire che tutti gli uomini sono “maiali” e “violenti” è strategia del terrore patriarcale

Nessun bambino nasce maschilista

Nessun bambino nasce maschilista

 

lei scrive:

“cara eretica, stasera ho avuto una discussione con una donna che diceva di aver avuto una brutta esperienza con un uomo, dopodiché ha cominciato a dire che gli uomini sono tutt mai.li, che pensano a una sola cosa, che sono violenti, sono incivili, e io pensavo che queste erano le stesse cose che diceva mio padre, un padre padrone, un patriarca che ci ha terrorizzate, me, mia madre e mia sorella, fino al giorno della sua dipartita. è un’estensione del potere patriarcale alle mogli e alle figlie con strategie del terrore che servono ai patriarchi per assicurarsi che nessuna sfugga al controllo. si dice che fuori c’è un destino crudele per noi tutte e che tutti gli uomini sono cattivi, e si dice questa cosa per invocare unità sotto un capo. quando a dirlo è un uomo non c’è dubbio che si tratti di cultura maschilista. quando a dirlo è una donna come dovrei chiamarla?

se anche le donne tifano per le strategie del terrore, assumendo come proprio il lessico dei patriarchi, per fare in modo che non si confidi sul prossimo, sulle altre persone, donne o uomini che siano, stabilendo che per natura i maschi sono TUTTI così, dove sarebbe la sfida, il coraggio, la lotta femmnista, la capacità di ricreare un immaginario diverso per tutt* noi? se io dovessi dire la stessa cosa a mia figlia o, peggio, se dovessi dirlo a mio figlio, l’una a crescere senza mai avere la possibilità di percepire la violenza come fatto personale, che colpisce la persona, e non la morale comune e dunque il patriarca simbolico o reale, come proprietario del corpo delle donne, e l’altra coltivando un senso di colpa che gli impedirà di andare oltre l’insicurezza e anche la misoginia che finisce per sviluppare chi viene educato all’odio per se stesso e, implicitamente, all’odio nei confronti dell’altra.

è un linguaggio comune ai maschilisti e a certe donne, quello che racconta come l’uomo sia naturalmente brutto e cattivo e che finisce per individuare nella repressione delle libertà femminili la soluzione. se lui per natura è un mai.le e un violento è chiaro che il fatto che commetta violenze dipenderà dalle donne che lo provocano, perché a priori dovrebbero sapere che non c’è altro vaccino a quella violenza se non la repressione della morale e dei costumi delle donne. allora, seriamente, mi chiedo: ma perché le donne, comprese alcune femministe, continuano a parlare in questo modo?

non avevamo detto di essere diverse e di saper sviluppare una cultura alternativa a quella patriarcale? basta che i concetti maschilisti passino dalla voce maschile a quella femminile per dargli credibilità? permettetemi di dubitarne. io non mi fido, né di uomo né di una donna che dice queste cose. Gli uomini non sono tutti così. Chi lo dice è più maschilist@ e misogin@ di quanto non fosse mio padre. Chi lo dice deve decidere se la violenza è un problema culturale, che dipende dall’educazione e si può prevenire con strumenti efficaci che non siano la castrazione, o è un problema genetico che ci costringe a programmare lo sterminio dei maschi (ovviamente ironizzo). Voi che ne dite?”

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