#MascolinitàFragile: la difficoltà a relazionarsi con l’altro sesso al di là dei ruoli imposti

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Sono un uomo di 26 anni e non ho mai avuto un rapporto completo con una donna, ma questo racconta ben poco di me.
Fin dai tempi del liceo preferisco e ricerco la compagnia femminile, ho molte amiche donne e sento che quel che più mi manca dall’assenza di una relazione amorosa è proprio la relazione, la possibilità di approfondire e conoscere meglio anche me stesso attraverso l’altra e la complicità. La dimensione sessuale certo può rappresentare talvolta un’ossessione, ma talvolta penso che la verginità è qualcosa di cui mi vorrei liberare non tanto per la ricerca del piacere del coito quanto per avere un pensiero in meno per la testa.

Sono un musicista ancora non professionista e le mie letture, fin dai tempi dal liceo, sono perlopiù di filosofia estetica o filosofia politica. Tutta roba che alimenta i miei viaggi mentali, senza che io ne sia ormai troppo fissato. Frequento un circolo anarchico da più di un anno e nelle assemblee ho scoperto l’importanza del femminismo e dell’antisessismo, in quanto spesso le donne sono in minoranza oppure prendono meno spesso parola degli uomini e questa è una cattiva abitudine di cui siamo consapevoli, ma di cui facciamo fatica a sbarazzarci. Sono molto affascinato dal ruolo che stanno avendo le donne nella rivoluzione kurda in Rojava e recentemente abbiamo organizzato un’iniziativa sull’argomento.

Tornando a parlare di me, nonostante queste premesse per me la relazione con gli altri in generale ha sempre rappresentato una difficoltà e troppe volte mi sono rifugiato nella solitudine. Non per questo non ho vissuto momenti indimenticabili. A 20 anni ho avuto la fortuna di fare una vacanza in Ghana con amici dove ho incontrato una mia coetanea liberiana che era fuggita dalla guerra, ci siamo piaciuti, abbiamo danzato insieme sulla spiaggia e ci siamo baciati sulla riva dell’oceano atlantico. Quest’avventura è rimasta isolata, ma rappresenta un tesoro per me, che troppe volte tendo a dimenticare, ma faccio fatica a dire di aver imparato da quell’esperienza perchè si è trattata appunto di una speciale eccezione.

Spesso ho considerato il fatto che la distanza culturale, la difficoltà a comunicare, abbiano fatto scattare in quell’occasione una situazione favorevole che altrimenti non si verifica facilmente, una componente di seduzione e di corteggiamento rituali che non saprei ripetere nel mio paese perchè troppe volte sento dentro di me come un imperativo categorico che mi spinge, ogniqualvolta incontro una ragazza che mi interessa, a dover svolgere il ruolo del ‘cacciatore’ che deve ‘conquistare’ una ‘preda’, la qual cosa mi crea immenso imbarazzo e difficoltà e almeno un paio di volte sono rimasto scottato da questo comportamento per me innaturale, in particolare con una donna più grande di me che volevo a tutti i costi ‘conquistare’ e ci ho messo molto tempo ad accettare il ‘fallimento’, che dopotutto faceva parte del gioco, ma per me era diventato qualcosa di più di un gioco perchè ero convinto di essermi innamorato e di aver trovato la donna ‘giusta’ per me.

Ora, attraverso un’autocritica, sto finalmente mettendo in discussione tutte queste categorie che mi tenevano legato, ma allo stesso tempo ho il timore che il tempo passi e non arrivi mai l’occasione giusta per me. A volte penso di essere troppo ‘selettivo’, o di amare troppo la solitudine, di avere paura di mettermi in gioco fino in fondo o di non essere abbastanza attraente perchè mi trascuro un po’ e sono leggermente sovrappeso a causa di psicofarmaci che ho assunto in passato. A causa di episodi che non riferisco in questa testimonianza sono infatti entrato anch’io a far parte di quelle che io considero ‘vittime della psichiatria’, come mia madre prima di me, e molto ci sarebbe da parlare del ruolo decisivo che ha rappresentato mia madre per me, prima e dopo la sua prematura morte, ma per ora mi fermo qui.
Saluto la redazione del blog e vi ringrazio per avermi dato la possibilità di scrivere, ispirato da alcune letture della campagna che avete lanciato sulla mascolinità fragile.

S.

—>>>Questo è un contributo di S. per la campagna #mascolinitàfragile. Inviateci storie, immagini, quel che volete, su stereotipi che riguardano il maschile e oltre. Su abbattoimuri@grrlz.net

—>>>Guarda le immagini e i meme creati per la campagna.

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