Bolzano: report di un curioso dibattito per (o contro?) le sex workers

locandina/contributo grafico delle #cagnesciolte alla manifestazione contro la violenza di genere del 26N #NonUnaDiMeno

locandina/contributo grafico delle #cagnesciolte alla manifestazione contro la violenza di genere del 26N #NonUnaDiMeno

 

Il report è di Pia Covre, presidente del Comitato per la difesa dei Diritti Civili per le persone prostitute, la quale ci consegna lo sguardo di una partecipante all’iniziativa di cui si racconta. Buona lettura.

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Dibattito a Bolzano
Il sindaco su sollecitazione dei cittadini del quartiere Piani si muove e dopo aver fatto dei sopraluoghi decide di aumentare le pattuglie di polizia municipale e mettere dei divieti di fermata in una strada davanti alle case dove lavorano una trentina di donne prevaletemente straniere e africane. Il tentativo è di farle spostare di 200 metri per sollevare i cittadini che se le trovano sempre per molte ore notturne davanti ai portoni di casa. Le sanzioni ai clienti che si fermano sono di 45 euro per la sosta. Alle donne niente e c’è anche una unità di strada che dovrebbe fare un lavoro di assistenza. Esiste infatti da molto tempo il progetto ALBA che ha dietro anche un progetto di accoglienza per le vittime di tratta La Strada Der Weg.

Insomma c’è tutto e non è una politica di agressione alla prostituzione, ci sono anche un 10% di italiane residenti che si lamentano perchè a causa delle straniere e dei loro papponi non possono lavorare (ma non partecipano al dibattito). Il sindaco chiede all’ANCI che si mobiliti per chiedere al parlamento di rivedere la legge Merlin e di legalizzare e regolamentare la prostituzione per permettere di gestirla sul territorio anche nell’interesse di maggiore sicurezza per le lavoratrici che ora si sono trascinate dietro anche problemi di spaccio e microcriminalità che costituisce un contesto in via di degrado.

Il sindaco Renzo Caramaschi mi è sembrato una brava persona molto moderato e per niente fanatico. Nel dibattito era paziente e ha anche redarguito i propri cittadini dicendo che nei suoi giri serali aveva visto molti adolescenti ubriachi e che spesso quando i genitori vengono chiamati per il recupero dei figli non si trovano, insomma diceva preoccupatevi di questo…

Il dibattito è aperto da un “saluto” dalla assessora alle pari opportunità Maria Laura Lorenzini la quale legge tre o 4 pagine che sembrano una parte dei manifesti abolizionisti dove dopo aver dato i numeri colossali delle donne vittime di tratta sfruttate nel mercato del sesso racconta come anche in Germania dove la prostituzione è regolamentata le donne sono tutte vittime.

La legge tedesca impedisce alla polizia di fare la lotta ai criminali della tratta. E’ pieno di donne straniere trafficate e sfruttate. Le lavoratrici sono assoggettate ai gestori che le obbliggano ai rapporti più schifosi e senza condom e sono vittime di infezioni e malattie anche orali ecc ecc…disgustoso. Quindi il modello da seguire è quello svedese che mette in galera i clienti e che ha dimostrato che si può ridurre drasticamente la prostituzione.

Secondo saluto dal Presidente della Associazione Salvemini Ardelio Michieli che ha promosso l’iniziativa, Comincia bene ovviamente citando le battaglie radicali per la libertà e poi sulla prostituzione conclude che lui concorda con A. Cechov “Bisognerebbe che gli uomini, i quali le comprano e le uccidono, sentissero tutta l’immoralità della loro azione, della loro parte di mercanti di schiavi e e ne provassero spavento…”

Il moderatore, persona pacata, è il direttore del Corriere dell’Alto Adige Enrico Franco e dà la parola alla on. Pia Locatelli che da donna socialista fa un bel encomio di Lina Merlin e dice che rispetto a tutte le proposte di legge depositate ora in parlamento la Merlin resta la migliore, perchè non punisce le donne e anzi garantisce libertà, poi illustra gli articoli di legge contro la tratta che afferma è cosa diversa e va combattuta. Ma intanto illustra l’odissea della tratta dall’africa e dà i numeri in aumento delle nigeriane che arrivano ora citando l’ultimo report dell’OIM.

Però alla fine fa notare come ci siano molte incertezze in europa sull’efficacia e poiché dice che sembra che in Svezia siano diminuite le prostitute, anche se lei dice che forse con il bel ponte che collega la danimarca i danesi vanno a cercarle li! Insomma restiamo fermi così con la Merlin e certo il sindaco può cercare di spostare il fenomeno creando una zona e rendendola appetibile per le lavoratrici in modo che si spostino.

Poi danno la parola a me che mi presento per quella che sono, sex worker autodeterminata, non ex perchè questo lavoro si può fare sempre e ovunque, anche qui fra voi potrei trovarmi un cliente e questo non dà scandalo, semmai scandalizza che io lo dica. Poi dico che il sindaco è giusto che faccia degli interventi e che devono essere di tipo sociale e quindi se queste donne sono vittime vanno monitorate e aiutate ad affrancarsi con programmi di integrazione. Racconto che abbiamo collaborato con alcune amministrazioni per fare interventi che siano rispettosi dei diritti di sex worker di sostegno alle vittime e di mediazione con la cittadinanza, porto anche l’esempio di Zurigo dove sono stati fatti i box parcheggio e il sindaco sorridendo ha detto: “mi fucilano se compro i box”, e io ho detto che il primo glielo regaliamo noi. Ho ricordato che abbiamo sempre apprezzato quella parte della legge Merlin che garantisce il divieto di schedatura ma il favoreggiamento va tolto perchè criminalizza anche noi specie se vogliamo lavorare in due per sostenerci, o vogliamo affittare un alloggio o andare a lavorare in un hotel. Ho fatto appello alle femministe che se vogliono lottare per una buona causa potrebbero chiedere di migliorare le leggi. Sarebbe il caso, per esempio, di chiedere che venga eliminato il controllo sanitario obbligatorio in Austria. Infine educatamente ho lasciato la parola dicendo che sarei intervenuta al secondo giro.

Poi la parola al vice Questore e al sindaco, sostanzialmente non hanno fatto discorsi retorici o beceri, la polizia collabora con i progetti di accoglienza dice che le donne sono pendolari che arrivano da Trento Verona Padova la sera e poi ripartono, nigeriane, alcune con i documenti in regola altre che sono da poco arrivate con richiesta di asilo, insomma niente di dverso dalle città che io conosco; il sindaco racconta quello che ha visto girando di notte coi vigili ed è impressionato per l’affollamento in quei cento metri di quartiere, non ha strumenti legislativi per intervenire ma può solo cercare di spostarle un po’ per dare sollievo agli abitanti, magari pensare anche a fare qualcosa in più per rivitalizzare il quartiere, ha gia provveduto a potenziare l’illuminazione un po ovunque .
Dice che regolamentare metterebbe queste persone in una condizione di lavoro meno degradante.

Poi interviene un rappresentante/operatore del progetto ALBA che illustra brevemente il fenomeno locale, e la parola passa a Marina Bruccoleri referente area donne e Pari opportunità dell’associazione La Strada Der Weg, la quale, con tono molto empatico, ci illustra i nodi della situazione generalizzata della tratta e pone sempre interrogativi, ma vi pare? E quindi anche sui clienti che sono anche consumatori di pornografia e che quindi ormai chiedono alle donne prestazioni indicibili. Il che giustifica pienamente una legge come quella svedese che non punisce le donne ma il CLIENTE! E spiega che sono condannati a…multe galera e percorsi rieducativi (una bellezza) conclude chiedendo se siamo consapevoli tutti di come cresce un bambino in Svezia? Dove fin da piccolo impara che non si deve comprare una donna, non si fa! Mentre invece i nostri…

A quel punto chiedo subito di dare una replica: visto che parliamo della svezia e dei bambini come vengono cresciuti lì racconto la storia di Petit Jasmine che non ha potuto tenere i suoi figli perchè le assistenti sociali non li affidano alla sex worker ma bensì li lasciano al marito violento picchiatore che alla fine la uccide anche. Con una certa passione dico che la devono smettere certe femministe di giudicare le sex worker come delle incoscienti vittime, che devono riconoscerne l’autonomia e l’autodeterminazione. Che eventualmente se non ritengono che siano sufficentemente consapevoli per farle crescere devono aiutarle con azioni di empowerment e non denigrarle costruendo di loro un’immagine degradata.

Dico anche che pensare che le migranti siano solo vittime incapaci di autonomia e non abbiano un loro progetto migratorio dove può starci anche la prostituzione per guadagnare e migliorare la loro condizione di partenza è un pensiero colonialista e che c’è del razzismo nelle politiche di proibizionismo. Insomma uno sfogo apassionato ma molto tranquillo. Mollo.

Reagisce offesa per l’attacco alle femministe l’on. Pia locatelli e la parola va ad una psicoterapeuta dell’AIED Tiziana Franceschi la quale apre con una elegante breve analisi su quelle che credono di essere autodeterminate ma che in realtà si autoconvicono di aver deciso loro per superare traumi terribili che non vogliono ammettere! A quel punto faccio una faccia adeguata e plateale…eccola qui… e dico alla Locatelli “ma la senti? Ecco sono anche psicolabile”.

Poi ha dato lettura al suo pistolotto di analisi sui clienti e poiché dopo due pagine sbuffavano un po tutti e il sindaco non ne poteva più il giornalista ha chiesto di tagliare e concludere, il pubblico ha applaudito e lei ha detto “vede vogliono sentire tutto” il pubblico ha detto “Nooo applaudiamo il giornalista che ha chiesto di finire”.

Ultimo intervento lo ha fatto Martin Linter prof ordinario di teologia morale presso lo studio teologico accademico di Bressanone (ottimo italiano accentato come papa benedetto stupendo!).

Si è ispirato alla recente visita di Papa Francesco alla casa delle vittime di tratta e ha ribadito le parole del Papa: noi dobbiamo chiedervi perdono…chiediamo perdono a queste donne…e via così, in conclusione racconta di aver incontrato in Germania recentemente la famosa Alice Schwarzer che per queste donne e su questa schiavitù si batte per la loro liberazione…(più o meno insomma, non lho ascoltato bene… ormai ne avevo fin sopra i capelli e ho sussurrato al sindaco: ”coraggio non le faranno fare nulla di concreto”.
Insomma al breve spazio lasciato per il dibattito del pubblico tre cittadini si sono detti solo parzialmente soddisfatti perchè avrebbero voluto un dibattito più concreto sul problema locale e chiedono di fare un tavolo tecnico. Altri tre cittadini hanno detto che proprio non era piaciuto e non hanno riscontrato intenzione di affrontare i problemi del quartiere.
Cosi si è sciolta l’assemblea.

Finale
Saluti fra i relatori e relatrici e io do la mano al sindaco, al moderatore, poi incontro il teologo che cerca di darmi la mano e salutarmi con il desiderio di scusarsi e di perdonare e io ignoro volutamente la mano mi scanso indietro e lo guardo in faccia sorridendo, lui dice è stato un piacere e io: si certo certo gli guardo la mano ancora tesa e mi allontano, dietro le quinte mi incazzo furiosa con quella della Strada che mi conosce da anni e che dice non te la devi prendere con le femministe, ma guarda che le cose sono cambiate non sono più come negli anni ottanta e novanta, ma dai tu sei un caso unico le altre non sono come te, tu sei un caso unico le cose sono diverse!! Dopo passa la assessora alle pari opportunita e tutta cinguettante viene per darmi la mano e salutarmi e io le dico no guardi io la mano la do solo a chi mi piace.
Ha ragione il sindaco che sui giornali ha detto che c’è una gran ipocrisia.

All’uscita sono stata fermata da due cittadine rappresentanti di quartiere credo e mi hanno chiesto se parteciperei ad un tavolo tecnico che loro vogliono fare per cercare una soluzione.

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