#MascolinitàFragile: vi racconto il corpo, la pelle, la mia intimità

disertore3

Sono un uomo, ho 28 anni e sono vergine.

Naturalmente quest’ultima parola è semplicemente ridicola, ma la uso per intenderci. Credo sia la prima volta che lo comunico esplicitamente, a parole.

Non ho mai vissuto un momento di intimità con un’altra persona.

Non so spiegare perché, posso solo raccontare un po’ della mia storia, la storia di una mascolinità fragile.

Da piccolo non mi piaceva il calcio e mi piaceva leggere, mi incazzavo e piangevo per le ingiustizie. Classica femminuccia, insomma.

Ero spigoloso e solitario, spesso assorto e silenzioso. “Bravo” (etichetta terribile di cui presto mi sono liberato, dolorosamente, con un percorso scolastico e poi universitario borderline) ma da stimolare perché non aggressivo, non competitivo, non egocentrico. Non maschio, insomma, in un mondo in cui capivo sempre più che l’essere maschi o femmine scavava tra le persone un solco profondissimo, misterioso e incolmabile.

E ho capito che mi piacevano le femmine. Un po’ avrei sempre voluto essere una femmina, ma non era tanto questo, o non più soltanto questo. Desideravo in loro qualcosa di vertiginoso e inspiegabile che mi riempiva di un turbamento struggente.

È senza nemmeno aver capito cosa desideravo che ho compreso una “verità” che solo da adulto avrei rimesso in discussione: le femmine non volevano quello che volevo io. Perché era sporco e loro erano pulite, perché io ero sporco.

Il mio desiderio era talmente sporco che il solo esprimerlo giustificava una reazione violenta, praticamente col plauso adulto. Terrore.

Poi più avanti la cosa è diventata che in realtà lo volevano, ma non da me.

Questo è stato il pensiero-guida indiscutibile della mia adolescenza. La regola: l’accesso alla sessualità è potere, c’è chi può e chi no. Chi non può deve farsi accettare in un altro modo, sviluppando altre doti meravigliose ma mettendo da parte il sesso.

E così è stato.

Sono stato un adolescente sfigato, come è ovvio, ma una volta giovane ho rifiutato di capire quando le persone sono venute a cercarmi per stare in intimità con me, perché tanto a me quella dimensione era vietata, oltre che completamente ignota.

A volte ho pensato, con un vittimismo che oggi respingo, che se fossi stato una donna tutto sarebbe stato più facile, avrei avuto delle avance da accettare o respingere, senza fatica. Invece non è così ed è la mia chiusura che ha fatto male a me e a chi mi ha incontrato.

Per fortuna, ma proprio grazie al cielo, esiste la masturbazione, che è l’ambito in cui quotidianamente vivo la sessualità. Adoro la masturbazione, la dimensione paradisiaca dell’orgasmo, l’ansia carica di aspettativa che la precede, allungata il più possibile come un equilibrista che sa che a un certo punto cadrà dal filo senza farsi male.

Anche se quella maschile è un po’ difficile da gestire perché è davvero sporca, macchia e rende impure le cose che tocca; perché fa rimanere per qualche tempo spossati, fragili, impotenti. Perché è disapprovata socialmente: segaiolo, sfigato, morto di figa sono gli insulti sessisti che abbiamo interiorizzato.

Io so di essere pienamente tutte queste cose, e continuo felicemente a masturbarmi pensando alla tipa con cui ho fatto delle chiacchere stupende l’altro giorno, non bella, non più giovane e neanche vestita bene, ma che mi ha fatto sesso coi suoi capelli rossi, il suo sguardo chiaro e la grande apertura di cuore che traspariva nel parlarmi e nell’ascoltarmi.

Ma al primo spasmo dell’eiaculazione tutto questo scompare, e rimane il bisogno dell’intimità. Il piacere orgasmico è completamente svincolato dal rapporto, nella mia vita è perfettamente presente. Quello che manca è l’intimità.

Ma il mio percorso è di liberazione. Ora sono in terapia, il femminismo e l’anarchia sono gli orizzonti esistenziali in cui oriento la mia vita, i pregiudizi interiorizzati in adolescenza li demolisco a colpi di consapevolezza e di relazioni vere.

Ho una vita piena e bellissima, e so che probabilmente vivrò forme di intimità sempre più vicine a quello che desidero.

Sono precario per necessità e per scelta, studente fuoricorso molto determinato, attivista, viaggiatore e ricercatore. Disponendo di limitatissime risorse economiche, per vivere in modo autonomo trovo soluzioni non canoniche che mettono l’accento sulla dimensione comunitaria piuttosto che su quella individualistica con cui hanno cresciuto noi degli anni Ottanta.

Ho avuto tempo per educarmi come persona indipendente, che scopre con entusiasmo che non bisogna aderire per forza a ruoli e desideri stabiliti altrove. Che coppia e figli, così come lavoro fisso e casa di proprietà, non sono quello che mi manca. Che monogamia e gelosia, tanto esaltate da ogni narrazione della nostra società e per me incomprensibili, sono forme autoritarie di controllo da cui liberarsi.

Ho amici e compagni uomini che come me, per problemi fisici e psicologici, non corrispondono ai canoni di mascolinità desiderabile e non hanno, loro malgrado, una vita sessuale attiva. E sono fiero di loro, perché non per questo sono maschilisti, misogini o fanno discorsi sulle “donne insensibili” che la danno solo ai bulli, ma anzi sono aperti a una relazione profonda, libera e non possessiva con il femminile.

E ho amici e compagni uomini che invece fanno l’amore, ma non lo vivono come potere e dispongono di un’indipendenza maggiore dei loro padri, senza dire “tanto a quello ci pensa la mia donna/mamma/moglie/fidanzata/figlia”.

Certo, ora che novembre spara acqua gelida sui vetri gli abbracci ci vorrebbero e sento di essere un corpo senza amore, goffo, maldestro, irrigidito, insicuro.

Ma so anche di essere un corpo in grado di dare (se non prestazioni indimenticabili) calore, cuore, tempo, ascolto, lunghe carezze e respiri condivisi.

Un abbraccio,

R.

 

—>>>Questo è un contributo di R. per la campagna #mascolinitàfragile. Inviateci storie, immagini, quel che volete, su stereotipi che riguardano il maschile e oltre. Su abbattoimuri@grrlz.net

—>>>Guarda le immagini e i meme creati per la campagna.

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Comments

  1. bellissimo, grazie
    (una donna)
    ho conosciuto un uomo tale e quale a te, stessa età, stessa storia. con lui ho avuto rapporti sessuali dei piu meravigliosi della mia vita, un approccio molto piu maturo, una comunicazione molto migliore.
    ricordi eccezionali, forse i migliori.

Trackbacks

  1. […] La fragilità maschile è terribile, per ogni sessualità […]

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