#26N #NonUnaDiMeno – Porterò il mio corpo, la mia storia, la mia voce

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Cara Eretica,

parteciperò alla manifestazione del 26 novembre contro la violenza di genere perché sono precaria, faccio fatica ad arrivare a fine mese, voglio vivere da sola, voglio avere la libertà di fare sesso senza dover spiegare perché non mi “affeziono”, come mi ha detto l’ultimo incontrato. Voglio essere libera di non corrispondere a nessuno stereotipo sessista. Sono una donna, non sono “emotiva”, non tutte le donne piangono quando hanno le mestruazioni e il mio massimo desiderio non è né il matrimonio né la maternità.

Alla manifestazione io porterò il mio corpo, la mia storia, la mia vita, la mia voce, e mi aspetto dalle altre che facciano lo stesso perché vorrei poterle conoscere tutte, voglio apprezzarne la diversità e voglio poter gridare quello che sono senza che mi chiedano “perché”? . Sono così stanca di dover spiegare cosa sono, cosa faccio, dove vado, a che ora esco, con chi mi “associo” (detto da mio padre che ce l’ha con la mia amica trans).

Il 26 novembre saremo io e la mia amica vestite per l’occasione. Lei ha un paio di tette più grandi delle mie e io ho più capelli in testa, disordinati e con tante sfumature. Saremo belle e felici.😀

Vorrei poter partecipare al corteo senza dover schierarmi, senza dover spiegare perché io sono tutto e niente, sono tante persone in una, sono quella che ama e che è indifferente, quella che soffre e che non si imbarazza, perché quello che sono non è legato al mio essere donna, con una vagina, ma è legato alla mia umanità.

Partecipo vestita di differenze e uguaglianze, per tirare un sospiro di sollievo e trarre dalla folla tanta forza, tanta linfa vitale che porterò con me quando tornerò alla triste, monotona, grigia quotidianità. Vedere tutte le altre mi servirà a non sentirmi sola, a resistere ai giudizi senza scoraggiarmi e a tirare avanti sapendo che ci sono altre precarie come me che sanno di essere parzialità tra le parzialità.

Ci vado con la consapevolezza che la mia amica trans ha più difficoltà di quante non ne abbia io. Non riesce a trovare lavoro e per fortuna ha un genitore comprensivo che non la caccia via di casa. Non ancora per lo meno. So che ci sono donne straniere, più povere e sole di quanto non sia io, e mi rendo conto di essere una privilegiata rispetto a loro. Spero di vedere donne di tutte le culture, di tanti colori, per poter affiancare anche le loro lotte.

Sarò accanto agli amici, che ci saranno, perché sono sicura del fatto che non mi ruberanno posto e slogan e che saranno lì per esprimere la propria opinione sul sessismo che fa male anche a loro. Voi li chiamate quelli dalla #mascolinitàfragile, io li chiamo disertori coraggiosi perché a volte è più difficile sottrarsi agli stereotipi maschilisti più per loro che per me.

Per questo ci sarò e spero di incontrare tutt* voi.

Ines

Leggi anche:

 

—>>>Quello che vuoi sapere sulla manifestazione e sui tavoli tematici del 27 novembre sul blog https://nonunadimeno.wordpress.com

 

e poi, se vuoi:

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