Storie di transizioni, stereotipi e prostituzione

genderqueeranarchy

Lei scrive:

“Ciao Eretica, desideravo raccontarti alcune storie.
Ancora non ho iniziato a prendere ormoni, ma nella mia testa si, e a tante persone dico, anche se non è vero, che li prendo da 1mese. Da un po’ di tempo ho iniziato ad essere finalmente me stessa e ho avuto modo di scoprire e vivere tante cose e tanti stereotipi, e ho fatto anche delle scelte difficili, le quali mi hanno fatto entrare in un mondo ancora più ricco di stereotipi. Ho deciso di prostituirmi. Lavoro molto con WhatsApp e ho notato che tanti clienti sono più interessati al mio pene che a tutti gli sforzi che faccio per modificare il mio corpo. Molti mi desiderano come un ragazzo che ha un corpo femminile,  per molti essere una ragazza mtf significa questo, quando io in realtà lo odio il mio pene. Ma ho bisogno di soldi, e quindi li accontento.  Altre ragazze che fanno questo lavoro sono costrette a prendere il Viagra,  perché prendono da tempo gli ormoni.

In pratica mettono a rischio la loro salute (ormoni più viagra) per accontentare lo stereotipo di tanti maschietti. Perché molte di noi non sono considerate ed accettate per come ci sentiamo di essere, delle ragazze. Per molt* è come se fossimo delle aliene, è come se fossimo di un’altra specie. Molte ragazze come me, che non si sono operate, infatti, vengono considerate come delle ragazze con il pene, e non come delle ragazze e punto! Tant* sentono il bisogno quando parlano di me e altre mie amiche di aggiungere sempre la parola Trans. Ad esempio :” Oggi mi vedo con una mia amica Trans.”  Ma perché? Perché è così importante ricordare, sottolineare ed evidenziare il nostro sesso biologico, perché non dire soltanto oggi mi vedo con una mia amica?
E un altro stereotipo è pensare che siamo tutte delle prostitute. Quando ancora non mi prostituivo,  molti maschietti mi chiedevano se volevo anche in mezzo alla strada fare del sesso a pagamento con loro.
Perché ho fatto questa scelta?

Non sono riuscita a trovare un lavoro, un lavoro dove posso essere me stessa e non essere costretta a travestirmi da maschietto o essere chiamata con il mio vecchio nome, mi sono presentata con tanta buona volontà in tanti negozi, e sempre mi hanno risposto no o le faremo sapere.
Ho bisogno di soldi. Desidero, voglio, ho bisogno di affrontare tante spese, per provare a risolvere diversi problemi che ho con il mio corpo, tipo la barba e i peli sul corpo (sopratutto braccia e petto).
Perché ho fatto diversi debiti per riuscire a comprare cose per me molto importanti, come delle protesi di seni in silicone.

Perché mi sono sentita sola. Ho chiesto aiuto a tante realtà LGBT, e mi sono sentita lasciata tanto sola. Nel 90% dei casi (email o telefonate) non ho ottenuto alcuna risposta, nel 5% dei casi risposte negative, e nel 5% dei casi mi hanno detto di rivolgermi ad altre psicologhe o psicologi,  le/ i  quali a loro volta non mi hanno dato alcuna risposta. Io credo che anche per questa ragione molte ragazze cercano attraverso altre strade, mettendo a rischio la loro salute, gli ormoni: perché vengono lasciate sole.”

Comments

  1. Ciao!
    Condivido pienamente quello che scrivi, mi dispiace per la mancanza di solidarietà che hai incontrato…
    Sono nata donna, ma ho attraversato un lungo periodo prima di accogliere come mio genere il mio stato biologico: ho affrontato dolori (anche fisici) in questo percorso… Non riesco a raccontarti di più, mi dispiace, ma spero che ti arrivi il mio abbraccio!

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