#26N – Un dibattito spiacevole tra femministe

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Cara Eretica,
Ti scrivo questo messaggio perché sono amareggiata, delusa, irritata da un incontro nel quale riponevo grandi, anzi, grandissime speranze.
In virtù della ben nota manifestazione del 26 Novembre, ho avuto la possibilità di partecipare a quello che si prospettava uno stimolante dibattito su tutto quello che i lettori della pagina si potrebbero aspettare: obiezione di coscienza, diritti della donna in senso più o meno generico, educazione e informazione dell’individuo sulle possibilità di debellare la mentalità maschilista che, ogni giorno, colpisce ognuno.
Bene, la premessa era ed è entusiasmante.

Quello che ne è seguito dopo è degenerato nel becero e ridicolo separatismo. Molte donne, tra queste le stesse organizzatrici dell’incontro, hanno avuto un’intensa discussione su ciò che la donna è, ciò che la donna deve fare; non la donna in quanto persona, ma la donna in quanto madre, la donna in qualità di figura affettiva. Non eravamo persone con dei diritti e con il libero arbitrio che tutti dovrebbero avere, eravamo macchine sforna-affetto.
La delusione era totale.

Da lì si è scesi sempre più in basso: bisogna difendersi con la solidarietà tra noi, con l’esclusione dell’uomo, ovviamente. Il patriarcato esiste e noi possiamo solo immaginare un bel mondo utopico fatto di sole donne, intanto ci chiudiamo in un guscio perché noi siamo migliori. La libertà ci è dovuta perché siamo donne, non persone.
La libera sessualità? Da evitare. Poi ti stuprano. E tu non puoi fare nulla perché sia diverso.
I social? Nah, non servono a nulla, sono inutili per noi che tanto siamo superiori, gli altri non ci capirebbero.

Le donne sono donne, non è in fondo così male fare quello che il maschilismo impone, lo chiamiamo solo in modo diverso per sentirci solidali tra noi, al di fuori di questo, è giusto vivere sull’onda dell’ignoranza dei nostri diritti in quanto persone.
E così via.

Ometto la sezione inerente alla discussione di carattere storico-sociale, permeata dai luoghi comuni più assurdi.
Insomma, come tante volte abbiamo già avuto modo di vedere, l’ignoranza è una bestia orrenda.
Vi prego, battiamoci contro l’inconsapevolezza. Cerchiamo di essere tutti coscienti delle nostre parole e di quello che con esse vogliamo ottenere.

Elena

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