Sesso, giudizi, consensualità: a chi importa quel che provo?

Lei scrive:

Il sesso e la voragine che mi si apre davanti

Ecco. Forse questo, per quanto illogico, è il titolo ideale per affrontare l’argomento..
Dovrei mettere in chiaro le idee e ho deciso di farlo scrivendo un flusso di parole che stavolta –forse- condividerò con il mondo in forma anonima.

Un evento, un gesto, un significato… una voragine che si spalanca ad atto compiuto. Dentro di me.

Sto vivendo uno stato emotivo sospeso, di trance.

Non sono mai stata una gran scopatrice.
Nulla in contrario a chi lo fa, a chi riesce a provare piacere dall’atto in sé, aldilà della persona che ha davanti (sarà davvero così poi?).

Non sono neanche mai stata veramente attratta da un gran numero di persone.
Un compagno alle elementari, zero alle medie, uno alle superiori –non corrisposto-, uno che poi è diventato il mio ragazzo (ex).

Due persone che mi hanno fatto sentire la “cotta”, in quasi 26 anni. Mi domando: perché?

La psicologia forse mi direbbe che a livello inconscio io stia reprimendo qualcosa e da ciò ne consegue un “blocco emotivosessualerelazionaleEcc”
Repulsione-freni?
Io mi rispondo: a me non sembra di stare reprimendo qualcosa di me. E quindi, se io non sento questo, perché una voce esterna alla mia dovrebbe avere ragione?

Si dice che il malato sia il primo a negare la propria malattia. A me sembra che sia quest’affermazione a negare la soggettività di chi sta male.

Magari a me non piacciono tante persone e non mi piace farlo. Semplice, no?

Non tanto per chi mi ascolta, perché i commenti più comuni sono: “provaci, non hai abbastanza esperienza per capire”, “hai avuto esperienze poco piacevoli e ora ti senti bloccata”, “magari non ti piacciono gli uomini”, “prova a prenderla dal punto di vista giocoso così ti abitui all’idea”, “masturbati di più perché magari non ti conosci”, “non devono piacerti allo stesso livello tutti quelli con cui vai a letto” , “fallo senza farti troppe pippe”, “se non ti abitui a farlo, scopare poi sarà sempre più difficile”, “è normale che non ti vada dopo tanto tempo che non lo fai, prova a farlo più spesso”.

… ed ecco che il mio NON volere, si trasforma in mio problema.

Ci ho provato, a farlo tanto per.

“ok, forse tu hai un’idea eterea del sesso o forse ne sei impaurita… quindi se trovi qualcuno di accettabile, buttati senza troppi pensieri”

E il più delle volte è stato un disastro.

La prima volta è stata quasi programmata.
Un amico mi dice “oh il mio amico ti trova carina, vorrebbe andare a letto con te”, io lo trovavo discreto, come personaggio mi aveva attratto e allora “via ok, sarà ora che mi sblocchi perché a diciannove anni non posso stare ad aspettare il principe azzurro, se fino ad ora non è mi piaciuto nessuno”
Mi ricordo molto poco dell’evento. Non mi ha lasciato un granché.

La mia distanza sentita tra i piani dell’“amicizia “ e “sesso” con gli uomini è continuata, se non aumentata.
O amici O sesso. E se c’era sesso, non c’era la testa, non c’ero io.

Si dice che la prima volta sia sempre una merda.
La mia prima volta è stata semplicemente… niente.
Era a causa del tizio? Era a causa della mia inesperienza? Era a causa della situazione? Era a causa mia?

Ho riprovato con un soggetto X, con il quale mi ero pure frequentata prima per qualche tempo.
Anche di lui non ero particolarmente convinta o attratta dal punto di vista sessuale.
M’incuriosiva perché era un giornalista, mi sembra un tizio interessante: l’intellettuale.
Desiderava l’eros – io l’eros non l’ho sentito.

Mi diceva “sei un vulcano di donna, devi scioglierti però”

Ho tentato anche con lui, ma persino fargli una sega mi faceva schifo.
Ne abbiamo parlato, abbiamo chiuso. Di nuovo quello stato d’animo familiare, quello del post approccio sessuato.
Di nuovo: cosa c’è che non va in me?

Poi l’ho fatto con un mio amico, mi trovavo bene a parlarci, eravamo in confidenza. Non mi faceva chissà quanto arrapare, ma non mi faceva neanche schifo. E ci eravamo già baciati.
E’ accaduto in spiaggia, nella sua macchina. Mi sono detta “provaci con lui, ora che l’hai già fatto… magari ti sei sbloccata, così lo vedi.. alla fine il tizio precedente forse era stato troppo precipitoso”
No pleasure.
L’abbiamo fatto, lui è venuto (forse, ancora non me ne rendevo neanche bene conto), non una parola, mi ha riaccompagnato a casa.
Non ricordo cosa accadde bene dopo, ma non ci sono più stata e non c’è stata più menzione dell’evento da parte di entrambi. Un momento fuori dalla linea temporale quotidiana, esistito chissà dove.

Alla fine ho conosciuto lui.
Mi sono trovata bene a parlarci, sin da subito. Intelligente, interessante, rispettoso.
C’era dialogo, era di qualità, era uno scambio vero. E mi piaceva!
Mi sentivo pronta a unire le due cose, approccio fisico e contatto umano.
La nostra storia è durata molti mesi e il sesso c’era.
Lui mi coccolava, non è stato precipitoso, era gentile.
Io invece ero un po’ f-rigida. Però poi mi sciolsi e mi piaceva. All’inizio.
Non riusciva a farmi venire, me lo disse e io gli dissi, non ti preoccupare perché ci metto tanto, è inutile che stai a pensare a me.
Quella forse fu una delle ultime volte che parlammo di sesso.
E anche lì farlo diventava doverlo fare.
Non era traumatico, ma non mi sentivo erotizzata e lui non si è mai posto in maniera particolarmente erotica nei miei confronti. Niente riferimenti espliciti al fisico, niente palpate maliziose, niente giochi, niente… complicità?
Abbiamo continuato a stare insieme comunque. Forse proprio per questo, perché il sesso non era il motore prevalente del nostro rapporto.
Alla fine abbiamo deciso di comune accordo di concludere la nostra relazione. E’ stata una fine molto razionale, concordata, senza conflitti.
Ancora ci sentiamo.

Il sesso. Sentivo che continuava a mancarmi.
Sto diventando donna e non cerco una relazione affettuosa con il mio partner. Vorrei provare a vivere l’eros, lo vorrei sul serio.
Il gioco dei corpi, il calore del contatto, l’energia dell’unione… Il piacere diverso dal semplice scambio che ti può dare una semplice relazione amicale, seppure ricca.

Passano mesi senza che mi senta attratta da qualcuno.
Ma cosa sono i mesi rispetto alla distanza tra gli anni del passato?

Il sesso piace in sé e per sé o dipende dalla persona con cui lo fai?

Forse non mi sono piaciute le persone con cui l’ho fatto.
Ma quelle 4 erano già parte di quella cerchia ristretta dei “possibili”.
E allora non mi piace nessuno? Sono in attesa dell’uno particolare?

Non forzarti mai più se non ti va.
Questa era la mia nuova consapevolezza.
Se cerchi un’esperienza sessuale soddisfacente, non ti sforzare di provarci fino a quando non ti senti pienamente coinvolta e chissene se ci vorrà del tempo.
Coinvolgimento che non deve essere per forza amore, ma forza erotica.
Fino a quando non capisco più un cazzo per la persona che ho davanti, fino a quando non sento un’irrefrenabile voglia di farci sesso…
lascia perdere i loro tentativi di approccio.
Non devi soddisfare nessuno, non devi farlo per gli altri, devi farlo per te sentendo con qualcuno.

E allora se per ora non mi piace nessuno, pace, – rimani in attesa.
Fino a qualche ora fa, era la mia sicurezza o la mia giustificazione.

Il numero 5 è l’esperienza più recente.
Prova con i massaggi, a me i massaggi sono sempre piaciuti. Mi rilassano.
Prova a baciarmi, mi scanso. Gli dico “non mi va, non sento chissà cosa per te, non mi va di impelagarmi in situazioni particolare, non mi va di usarti come cavia per sbloccarmi, lascia perdere perché tutto ciò implica delle conseguenze che non voglio affrontare”.
“I massaggi però puoi continuare a farli, perché mi rilassano”
Mi dice “ok, scusa se ti ha dato fastidio”
Io “stai tranquillo, non ne facciamo un problema, solo che altro non mi va”
Continua, lo freno. Continua, ne parliamo apertamente.
Non mi dispiace il contatto fisico, solo che non condivido la sua stessa intenzione e glielo spiego. Se vuoi altro, non c’è… è inutile che provi a farmi cedere.
Un massaggio si, un bacio no→ semplice, no? Te l’ho pure detto a parole, il messaggio dovrebbe essere stato chiaro.

Lui continua a provarci, e la situazione prosegue nella sua stessa ambiguità.
Un dubbio dentro di me inizia a insinuarsi.
“Forse stai solo mettendo un limite perché hai paura delle conseguenze. Desideri mantenere il controllo su di te, non vuoi affrontare i problemi. alla fine se ti piace questo contatto.. prendila come un gioco e fottitene delle conseguenze.. è da tanto che non ci provi… magari ora è l’ora”

E’ allora lo facciamo: è il “tentativo”
…ed è traumatico per me.
Più la situazione va avanti più mi sento forzata. Gli dico fai piano, mi fai male. Non cambia nulla, continua con la stessa forza di prima.
Mi porta la testa verso il suo pene, non apro la bocca “no, non mi va questo”. Mi masturba, a tratti mi piace a tratti mi fa male. Non vengo, come al solito.
Non viene neanche lui perché il braccio mi faceva male a forza di fargli seghe.
Dopo ne parliamo “sentivo che eri un po’ passiva/rigida e questo mi ha un po’ bloccato, però stai tranquilla.. magari prova a vivere situazioni per te eccitati o sforzati un po’ di crearle perché si tratta solo di sbloccarsi”.. Io mi sentivo a disagio a continuare, gliel’ho detto.

Il disagio si “conclude” oggi: “ho capito che è un no, senza altre sfumature. Non voglio nessun altro tipo di rapporto che non sia quello di amicizia.”

Mi hanno detto “però tu l’hai lasciato fare” “magari ora pensi questo perché non ti è piaciuto il sesso e la situazione di ieri, prova in un altro modo” “forse ti piace e non lo vuoi ammettere” “sicura che è un no definitivo?” “forse c’è qualcosa di te che reprimi, prova a liberarti, lasciarti andare” “fatti meno pippe mentali e vivila più serenamente” pare che così gliela fai annusare” “se l’hai fatto o sei arrivata a quel punto è perché un po’ ti piaceva” “te la sei cercata”

E il prossimo commento quale sarà?

Comments

  1. Fottitene e, quando sarà, se sarà, arriverà anche il tuo momento. Non sta scritto da nessuna parte che il sesso sia necessario.

  2. Queste parole potrei averle scritte io, 30 anni e mai che mi sia innamorata o abbia avuto davvero voglia di andare a letto con qualcuno.
    Come te anche io mi sono chiesta mille volte se ero frenata, traumatizzata da qualcosa o solo spaventata, ma la verità è che siamo fatte così e non è un difetto.
    Asessuale e aromantica sono le etichette che uso io per comodità, magari fanno comodo anche a te.

  3. Potresti davvero essere asessuale: ti consiglio di visitare AVEN Italia, le frasi che riporti fanno parte del campionario che un* asessuale si sente arrivare addosso…😦

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