Sessismo e omofobia alla “radice” della legge del “pelo”

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Ci risiamo. Basta che non si rispetti la norma estetica dominante e subito arrivano gli insulti. Sono le donne a farli, moltissime donne e uomini, sessisti in egual misura, con commenti orripilanti che rimandano al dovere della donna di essere scopabile, in grado di sostenere l’erezione perenne di certuni. Fu già un problema pubblicare la foto di una ragazza con le gambe non depilate, e ora abbiamo la crisi del baffo, perché lei dice una cosa che sappiamo: non nasciamo senza peli. Li abbiamo tutti e il viso ha una peluria diversa per questioni ormonali ma esiste e tante donne fanno cerette per toglierseli di torno.

Ce li ho anch’io ma non si vedono perché sono piccoli e chiarissimi ma se io fossi bruna quei peli dovrei toglierli per corrispondere ad un modello estetico che non metta in dubbio la virilità etero/maschile. Ed è questa, mi pare, la paura più grande: ovvero il fatto che se lui è etero non puoi scostarti da un certo modello che ti renda esteticamente feticcio che rasserena la sua omofobia. Se tu gli piaci con i peli si potrebbe perfino dire che è gay, o se gli piaci con i peli gli altri potrebbero dirgli che è gay (paura!!!). Nei commenti la pelofobia fa spesso riferimento all’esigenza di un cazzo che in presenza di pelo si ritira e senza pelo riemerge. Parliamo di un cazzo pauroso, che si nasconde per un dannato pelo, e poi parliamo di donne che si sentono offese e in diritto di insultare altre che non la pensano come loro. Sono insulti sessisti di quelle che dettano norme precise sull’essere vere donne. Per esserlo devi essere come loro, depilata e insultante.

Qualcuno espone il desiderio di vomitare e non esprimono tale desiderio perché fa schifo il sessismo, il body shaming, o il fatto di giudicare le scelte delle donne tutte in relazione alle erezioni maschili o al senso estetico della capa cheerleaders. A loro fa schifo il pelo. Giudicano in base al proprio desiderio sessuale come se tutte quante fossero tenute a soddisfarlo e giammai possono disobbedire a quell’obbligo. Quel che a me viene in mente è la visione di questi cazzi che si ammosciano, eppure erano ritti, lì presenti, alla ricerca di qualche immagine buona di una donna oggetto per farsi una sega, ed è un peccato che l’immagine di una donna “soggetto” e con qualche pelo non sia utile alla loro causa. Però siamo felici del fatto che ci siano altre a sostenerla.

E so che a questo punto il commento più gentile sarà “lesbiche di ‘sto cazzo, toglietevi dalle balle, scomparite, suicidatevi brutte nazifemministe” (a proposito, aver acquisito come proprio un termine misogino che generalizza sulla moltitudine di espressioni sedicenti femministe, come se non foste voi a imporre un modello estetico, ed è questo che è, semmai, nazista, non vi fa davvero onore).

Ripassiamo, dunque: nazista è la norma estetica di chi ti insulta, si bulla di te, spingendosi fino a chissà quale punto per ferirti (poi ci si lamenta delle persone che si suicidano per questo?), solo perché hai espresso un modo diverso per esistere, solo perché il tuo corpo non è come altr* vorrebbero fosse. Chi mostra i peli afferma la propria libertà di scelta e di certo non invoca l’obbligo, per tutte, di non depilarsi. Chi si sente minacciat@ espone il terrore che si violi una norma sessista che costringe tante ad apparire invece che essere.

Nessuna colpevolizza chi si depila o si sente migliore di chi si depila. Non è questo il punto. Siete tutte bellissime, con o senza peli, purchè siate libere di scegliere. Ma vi rendete conto di quanto sessismo e omofobia ci sia in certi commenti? Se una donna ha i peli vi disorienta e se un uomo non ce li ha lo insultate perché vi disorienta pure lui. Quello che esigete è l’applicazione della norma estetica nazista eterocentrica che ragiona per ruoli di genere fissi: donne e uomini corrispondenti al genere culturalmente imposto. Così mentre noi parliamo di libertà di essere quel che diamine vuoi essere, a prescindere da quel che hai in mezzo alle gambe, tu parli di ruoli da rispettare. La femmina fa la femmina, come se ci fosse un solo modo di fare la femmina, e il maschio fa il maschio.

Dunque, date una lettura semplice a queste frasi, ponendo attenzione all’uso anche razzista del pene nero che dovrebbe essere utile a dare una lezione alla donna che non rispetta la legge del pelo. Sessist*, omofob* e pure razzist*. Direi che si trova di tutto un po’.

I commenti a sinistra sono stati lasciati sulla nostra bacheca (e li cancelleremo). Quelli a destra stanno su quella di un gruppo facebook in cui c’è anche chi si diverte così. Chi ha postato la cosa su quel gruppo è una donna, tanto per chiarire. E giusto per parlare di radice da estirpare, direi che quella che più infastidisce il prossimo, perché limita la libertà altrui, è la radice sessista e omofobica. Estirpate quella prima di qualunque altra cosa. Desessistizzatevi. In commercio trovate ottimi strumenti per farlo.

Update: questa la risposta della ragazza alla quale abbiamo ovviamente segnalato quello che sta succedendo. “Grazie mille per avermelo segnalato. Purtroppo sapevo che sarebbe successo anche questo: insieme ai commenti delle persone che pensano che lo faccia solo per avere visibilità o consenso, arrivano puntualmente anche gli insulti. Non condivido questi punti di vista ma li capisco, è quasi inevitabile che una cosa del genere accada, su internet. Ma internet può essere anche uno strumento di condivisione e riflessione e nessun commento ignorante e/o superficiale può comunque minare la mia autostima o farmi cambiare idea, e continuo a pensare che certi argomenti abbiano bisogno di venire alla luce,essere discussi e approfonditi. Condividere un messaggio ma sopratutto un’immagine (dato che l’immagine è tutto in questa società) come quella che vi ho mandato presuppone spalle larghe abbastanza per accettarne le conseguenze nel bene e nel male. Vi ringrazio infinitamente perché lo rendete possibile, e ringrazio anche i commentatori, in buona fede o meno, perché si rivelano semplicemente per quello che sono. Un grande abbraccio a voi!

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ps: non chiediamo di segnalare il gruppo, e non ci interessa che sia chiuso. Non ci interessa niente di tutto ciò. discutiamo di contenuti che ovviamente sono diffusi ovunque, prescindendo dai gruppi stessi. 

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Comments

  1. Io o i capelli molto scuri e sono pallida. Risultato? I peli che chiunque ha in faccia, su di me si vedono tantissimo.
    Per molto tempo mi sono sentita a disagio e come se non bastasse alcune persone me lo facevano notare. Ho pensato di tutto, ero convinta che non sarei mai piaciuta a nessuno. In realtà spesso molte persone non ci facevano neanche caso. Queste persone le posso classificare solo come ignoranti e cattive. Niente di più, non si meritano neanche considerazione.

  2. Credo che oltre al sessismo e all’omofobia ci sia dell’altro. L’odio che la rete stimola, il branco virtuale sempre pronto evidenzino a mio avviso una grande insicurezza degli agressori verbali.
    Denigrando l’altr* automaticamente ci si pone al disopra di ess*. Penso che un po’ a tutti sia capitato almeno qualche volta di valutare con uno sguardo un’altra persona e, volente o nolente, paragonarsi ad essa per un attimo, poi si passa oltre e ci si confronta diversamente, per quello che ciascuno di noi è. Molti non vogliono fare questo passo, hanno paura del risultato, dire sei brutt* li pone in vantaggio e quel vantaggio lo vogliono mantenere ed ampliare per nascondecisi dietro. Accanirsi su qualcuno illude d’essere forti, di fronte ad un branco di iene batte in ritirata anche un leone.
    Gli argomenti del sessismo sono i più facili da utilizzare e tra i più accuminati, ma se non avessero quelle armi ne userebbero altre.
    Come si fa a fermare l’odio?

  3. Ho sempre pensato che ci fosse bisogno di un cambiamento radicale nel sistema educativo, che si focalizzi con determinazione su questi temi. Ci vogliono educatori in grado di parlare di uguaglianza, di parità, di lotta alle discriminazioni, al bullismo e al cyber-bullismo. Attualmente la nostra società e la nostra cultura sono in forte crisi e, come ha scritto vera, c’è un odio fortissimo stimolato dalla rete, che da sempre è luogo di anarchia totale. Abbiamo bisogno di evolverci come esseri umani, ma con un sistema educativo mai preso in seria considerazione da chi ci rappresenta, la vedo davvero durissima. Quando leggo certi commenti in rete, mi capita spesso di vergognarmi come essere umano.

    Roberto.

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