#Mantova: festa benefit per il prete che ha stuprato due sex workers

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Marghe scrive:

Cara Eretica,

ti scrivo per segnalarti quanto sta succedendo a Mantova, nel cuore della Lombardia, dove un gruppo di parrocchiani ha organizzato una festa benefit (avvenuta con successo) dedicata a don Walter Mariani, un prete condannato in via definitiva a sei anni e due mesi di carcere per violenza sessuale su due donne. Questo personaggio gestiva un centro “di recupero” per sex workers nella provincia di Mantova, e si è macchato di abusi nei confronti di almeno due di loro, che hanno poi deciso di denunciarlo, nonostante le intimidazioni subite, l’aura di santità che avvolgeva questo “salvatore” e ovviamente lo stigma nei loro confronti come soggetti inaffidabili e ingrati che si stavano rivoltando contro il proprio “salvatore”.

Nonostante il pesante clima intimidatorio, la fondatezza delle accuse ha portato ad una condanna definitiva del don, per quanto affievolita nell’ultimo grado di giudizio. Tutto ciò, dopo un dibattito che aveva spaccato la cittadina tra chi difendeva le vittime e chi le screditava, offendeva e perorava la bontà di don Walter. Ad un po’ di tempo da quella condanna, i suoi parrocchiani hanno organizzato una bella festa per raccogliere fondi per una missione in Sudamerica dedicata sempre a don Walter. Ovviamente, i gruppi femministi ed anti-violenza di zona si sono mobilitati immediatamente denunciando la vergogna di quanto stesse accadendo e iniziando una raccolta di firme affinché l’evento non avesse luogo, e sostenendo che la solidarietà e i benefit andrebbero dedicati semmai alle vittime e non certo a chi si è macchiato di violenza e, in un raro caso, è stato inchiodato dalla giustizia alle proprie responsabilità anche grazie alle testimonianze di una psicologa e di una suora in servizio a Casa Ruth.

La risposta dei sostenitori di don Walter sui social d’altro canto è stata disarmante. Si passa dallo sminuire la gravtà dei reati di don Walter viste tutte le opere pie che ha compiuto, fino allo slut shaming delle donne che lo hanno accusato (ritenute ulteriormente inaffidabili in quanto sex workers), fino a fantasiose teorie del “gombloddoh” dei poteri forti contro questo sant’uomo. Ho ritenuto doveroso passarti questa notizia perchè credo sia esemplificativa di quanto siano radicati la cultura dello stupro e la doppia morale tra questi ferventi cattolici della provincia lombarda benestante e benpensante, probabili frequentatori del Family Day, che parlano di difesa della famiglia e si ergono a tutori del corpo delle donne al punto tale da pensare di poter disporre del loro corpo come vogliono, e che arrivano persino a difendere chi si è macchiato di violenza sessuale…Totale solidarietà alle vittime che hanno avuto il coraggio di denunciare don Walter e sottoporsi a giudizi così infami, e disprezzo pieno per questi figuri.

Ps: aggiungo che questo sarebbe un contesto di chi si dice “salvatore” delle vittime di sfruttamento della prostituzione. Poi non dite che le sex workers autodeterminate non hanno ragione a rivendicare proprie strade e propri percorsi ben oltre i contesti abolizionisti.

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