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Obesa è la cultura dello stupro

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Lei scrive:

Cara Eretica, (…)

Ventotto anni di stereotipi sessisti mi hanno resa debole e per cambiare vita ce n’è voluta di energia e forza. Sono una ragazza che pesa più della norma, ma non vi racconterò del mio peso. Sono stata depressa, ma non vi racconterò la depressione per come la conoscete. Tutto quello che vi racconterò è il male che non sono stata in grado di percepire perché prima di quel male sono stata bullizzata e psicologicamente abusata da troppe persone.

Persone che mi hanno convinta del fatto che essere grassa è un difetto, una mancanza di prova di volontà, di efficienza, ed è un problema essere inefficienti quando c’è tanta gente che ti ricorda che tu devi essere perfetta, più che loro stessi. Chi insulta non esprime perfezione. Chi insulta fa schifo, eppure c’è chi dice che l’insulto sia una forma di terapia, una libera opinione, una modalità di efficienza. Dunque ricomincio e vi parlerò di questi efficientissimi bulli e delle efficientissime stronze che mi hanno convinta del fatto che io fossi meno, meno di tutto e tutti. Non perché priva di qualcosa in particolare ma per via di quei chili in più.

Parlo delle stesse persone che poi si commuovono quando sentono storie di violenza sulle donne, ma della violenza che praticano loro ogni giorno non gli importa niente. Non sanno neppure di farla se non glielo ricordiamo noi. Sono le stesse persone che fanno vivere la cultura dello stupro, cioè quella cultura che ti fa sentire quasi grata del fatto che uno stupratore ti abbia “scelta”, perché chi insulta le donne grasse, brutte secondo il loro modello estetico, dice che sei inscopabile, che non ti vorrà mai nessuno, che non ti toccherebbero con un dito, e quando dici che ti hanno stuprata non ti credono perchè per stuprare te, “lui”, deve averne avuto di “coraggio”. Proprio così. Mi hanno detto che il “mio” stupratore doveva essere proprio alla “frutta”, perché si sa che uno stupratore è mediamente dotato di senso estetico e che invece sceglie le sue vittime secondo un certo grado di bellezza. Questo è lo stesso argomento che viene usato da chi poi dice che se sei bella e vieni stuprata è perché te la sei cercata. Come cazzo ti permetti di essere così bella, sfacciatamente provocante e desiderabile. Come ti permetti di istigare i deliranti commenti di esperti dello stupro, come se a stuprarti fossero loro stessi. Come se immaginassero il momento, assaporassero quella violenza, eccitandosi al solo pensiero.

E non negano lo stupro, anzi, lo rivendicano come passo conseguente alla tua bellezza. Quindi tu che sei bella e vittima di stupro diventi quella che ha colpa. Io che sono grassa e vittima di stupro sono una improbabile vittima perché – lo ha detto un rappresentante delle forze dell’ordine in mia presenza – non mi si chiaverebbe neppure se lo pagassero. Sarà stato un rumeno o un africano, mi dicevano, perchè si sa che lo straniero ha un senso estetico al ribasso e stupra anche le vecchiette. Poveri stupratori stranieri privi di gusto che dovrebbero andare a scuola di stupro dagli italiani. Quelli si che sono stupratori credibili e di cui andare fieri.

Invece è stato un italiano, giovane per giunta, che mi ha stuprata e io mi sono tenuta dentro quel dolore per due giorni perché tutti i pregiudizi di cui vi ho parlato mi erano rimasti impressi sulla pelle. Quasi quasi pensavo anch’io di dover accendere un cero alla madonna, partecipare ad una processione, andare in pellegrinaggio a Lourdes per aver esaudito le mie preghiere. La preghiera di essere stuprata da un italiano, giovane, perfino belloccio, guarda un po’. Ma no che non può essere vero. Come può uno come lui aver stuprato una come me? Sicuramente lo volevo e lo voglio punire solo perchè eventualmente il giorno dopo non ha voluto saperne di me. Nessuno crede che tu, in quanto grassa, abbia potuto dire di no, ad una festa, mentre le conoscenti ti osservano, perfino un po’ gelose, perché ti ha invitato a ballare un lento quel tipo che pare così carino.

Non puoi certo rifiutare le avance di quello lì, perché l’altra ci sarebbe stata eccome, e io, invece, con quella vagina grassa che mi ritrovo, le labbra sporgenti, la pancia ripiegata sulle mutande, il culo con la cellulite e le smagliature sui fianchi, il seno cadente, la schiena molle, non può essere vero che abbia detto di no. Il bullismo, l’insulto contro la grassona, non è una cosa fine a se stessa. Serve a renderti insicura, a umiliarti e ucciderti ogni giorno di più, e se ti rifiuti di essere morta allora ci deve essere qualcosa di sbagliato in te. Lo stupro è conseguenza di un atteggiamento di disprezzo di un lui che ti porge il cazzo e dice che prenderglielo in bocca è come aver vinto alla lotteria. Quando vedrai mai un cazzo come il suo? E lui chiuderà gli occhi per immaginare che la tua bocca sia di un’altra, e fammi un pompino, dice, ma fammelo bene perché altrimenti ti sbatto la testa al muro e ti faccio venire il sangue ai denti.

Per ben due giorni, lunghissimi, ho pensato che fosse colpa mia, della mia grassezza, della mia inscopabilità, e che quel “premio” avrei dovuto custodirlo per poi raccontare alle mie nipoti, un giorno, di quella volta che quel bellissimo principe mi obbligò a fargli un pompino e poi mi penetrò da dietro, senza rispetto, senza riguardo per il dolore fisico, perché la cosa importante era il fatto che in un modo o nell’altro dovevo farlo “venire”.

Che bello, avrei dovuto dire, oh si, per grazia ricevuta, colpevole perché grassa e ingrata perché ancora grassa. Quando l’ho raccontato qualcuno mi ha riso in faccia e qualcun altro mi ha detto che comunque sarebbe servito del tempo e che era la mia parola contro la sua. Dovevo dirlo subito, perché due giorni sono troppi e significa che non è uno stupro. Lo stupro si colloca nelle primissime ore in cui denunci, non lo sapevi? Sarà per questo che tante ragazzine che non denunciano un pedofilo da subito poi subiscono più o meno lo stesso trattamento.

Ho parlato con un avvocato e mi ha detto che effettivamente sarebbe stato difficile. Lui avrebbe potuto denunciarmi per calunnia. Avrei perso tutto. La mia faccia, il mio dolore, la mia grassezza, sarebbero diventati argomenti prevalenti su tutti i social. Basta vedere quello che dicono a qualunque ragazza grassa che posta una foto su facebook. Mi avrebbero processata e condannata e lui sarebbe passato perfino per il buon samaritano che mi ha degnata di “attenzione”.

Anzi, pensandoci bene, dovrei ringraziare il fatto che il mio stupratore non abbia voluto immortalare il momento con il suo telefonino. Sarei finita su pagine, o gruppi facebook, con il mio nome e cognome e il numero di telefono diffusi ovunque. Se non hanno avuto pietà di Tiziana perché avrebbero dovuto averne con me? Meglio restare zitte, coltivare l’omertà, non provocare i violenti del web, perché il prezzo da pagare sarebbe troppo alto. Questo è quello che sappiamo tutte.

Quello che ho raccontato risale a due anni fa e solo il fatto di aver cambiato città mi ha permesso di rinascere e ricominciare a vivere. Non rimpiango niente e sicuramente non ho smesso di essere “grassa” per punirmi. Sto bene, la mia salute va bene e l’unica cosa obesa che dovrebbe perdere spessore è la pochezza e l’ego di stupratori e donne complici che hanno permesso che io fossi stuprata e lui restasse impunito.
Questo è tutto.

Ragazze, non fatevi ingannare, non siate insicure. Meritate tanto, meritate tutto e se non vi riconoscono il diritto di vivere mandate a fare in culo tutti quanti e continuate a sognare e a realizzare i vostri desideri. Siamo in tante e respiriamo insieme. Siamo forti anche se ci dicono il contrario. Siamo bellezza, lotta e resistenza e grazie a Abbatto I Muri ho scoperto anche di essere femminista. Grazie Eretica, per esserci vicina anche se non lo sai.

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Comments

  1. Come ti capisco. Anche per me il fatto di essere grassa ha sempre provocato risate, disprezzo, prese in giro. Non ho subito atti di bullismo eclatanti ma uno stillicidio che è andato avanti per anni ed anni. Se sei grassa vuol dire che sei brutta oppure deturpata (il classico discorso hai un bel viso ma…). È oltre a questo sei debole e non hai volontà sennò non ti ridurresti così. E ovviamente sei anche stupida. Ma io ho sempre rifiutato grasso=stupido e ho sempre studiato e curato il mio lato intellettuale. Ma ho trascurato tutto quello che riguardava il corpo perché lo disprezzavo e mi odiavo. E ho accettato cose dagli uomini perché miracolosamente mi guardavano…volevano ME la cicciona! Poi ho capito è ho fatto tanta strada e tanto lavoro su più fronti (anche quello chirurgico) perché ho deciso che nonostante tutto e nonostante gli altri io mi voglio volere bene e mi MERITO di essere guardata perché SONO bella e ho perfino pensa un pò il DIRITTO di scegliere e anche di rifiutare avance. Non dobbiamo sentirci obbligate a fare niente solo perché qualcuno ce l’ha chiesto. La dignità di essere persone libere e amate non ce la deve togliere nessuno neanche noi stesse. Tra l’altro oggi è l’obesity day…su vari gruppi e in vari siti e forum dedicati se ne parla diffusamente.

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