Come guarire l’obesità di una mente intossicata dai pregiudizi

Lui scrive:

Salve a tutt*, ho deciso di creare questo post, nonostante la mia storia sia già nota su un famoso sito che tratta di questi problemi, perchè nell’ultima settimana mi è capitato che molte persone conoscenti, nel vedere la mia foto profilo mi abbiano scritto in privato chiedendomi come diavolo avessi fatto a “cambiare” così tanto.

Ma prima di raccontare la storia della perdita di peso e del mio reale cambiamento occorre sapere qualcosa su di me e come fossi prima di tale atto rivoluzionario. Mi chiamo mattia e ho 23 anni in questo momento, ho sofferto di obesità grave arrivando a pesare 125 Kg per 1,70 di altezza, ero effettivamente enorme e in questo caso ciò influiva realmente sulla mia salute (respiravo male, avevo apnee notturne e rischiavo l’infarto) ma forse la cosa peggiore erano i problemi psicologici legati a questo problema: Depressione, bulimia (di cui ogni tanto se ne verificano sintomi ancora oggi, che ho un peso che oscilla tra i 65 kg e i 70 kg) che consiste nel mangiare fino al sentirsi male per poi rigettare a comando e ultimo ma non meno importante l’insicurezza, che persiste ancora oggi (come alcuni attacchi di bulimia) nonostante ormai sia normopeso, una persona normale accettata dalla società.

Forse devo precisare che sono stato obeso fino al compimento dei miei 21 anni, per poi passare al sovrappeso e ora al normopeso, ho vissuto una vita con questo problema si può dire, perchè ero “grasso” fin dall’epoca delle elementari, quando iniziai a prendere il cortisone dopo la mia prima polmonite. Quello che vi voglio chiedere è, cosa ha portato secondo voi un ragazzino di 6 anni a peggiorare gradualmente, anno dopo anno, la sua situazione fisica? Quanto è colpa dell’alimentazione e della mancanza di allenamento e quanta invece quella sociale? Posso definirmi una vittima esperta del bodyshaming, perchè è da quando sono piccolo che subisco insulti e vengo emarginato per il mio aspetto fisico, e vi stupirete ma anche oggi ci sono persone che mi dicono “sei troppo magro, mangia”.

Cercherò di riassumere in modo conciso gli avvenimenti che ritengo importanti e influenti nel portare una persona ad avere un disturbo alimentare. Quando facevo le elementari ero paffutello, ma non eccessivamente grasso (se esiste un eccessivamente grasso) ed il bodyshaming iniziò proprio dalle persone che mi avrebbero dovuto insegnare il sapere, i maestri. Mi ricordo che un giorno, mentre stavamo allo stagno della scuola, la maestra di italiano mi disse “Dobbiamo regalarti un reggipetto perchè hai le tettine da femmina”, e via con risate da parte di tutta la classe, i miei compagni di vita per almeno altri 4 anni, che ovviamente si sentivano in diritto di prendere in giro me e a volte anche mia madre, che aveva la colpa di essere “in carne” rispetto alle mamme normopeso degli altri bambini, per il solo motivo di avere un corpo diverso dal loro , che non potevano accettare perchè maestri e genitori gli avevano insegnato che era sbagliato.

E così finirono gli anni degli elementari, dove provai senza successo a fare numerosi sport, consigliati anche dai maestri per farmi essere normale. Degli anni delle medie c’è un episodio che mi rimane ancora nella mente oggi, non starò ad elencarvi le classiche offese sul peso e forma fisica da alunni e insegnanti (menzione speciale al mio caro professore di ginnastica che mi chiamava palla di lardo e sega perchè avevo problemi con l’attività fisica), comunque, mi trovavo di fuori a fare merenda e 3 compagni di classe mi buttarono a terra prendendomi a calci chiamandomi palla di lardo, l’essere grassi aveva assunto una nuova forma di offesa verso i miei coetanei, che sfociava nella violenza fisica, invece della classica verbale.

Nel periodo delle superiori (dove poi al quinto anno sono ho raggiunto il massimo peso della mia vita, 125kg perchè avevo anche una malattia, l’escherichia coli, che aveva reso anche l’uscire di casa una cosa quasi impossibile, ero depresso e ciò si è prolungato anche per 7 mesi dopo la fine della scuola, dove venni abbandonato da tutti, anche quelle 3-4 persone che credevo amiche) direi che l’elemento più influente, oltre le solite cose, è stato il bodyshaming perpetrato per anni dalla mia professoressa di diritto, ad ogni lezione non mancava mai di incitarmi a correre con lei, scherzare sul mio aspetto fisico e una volta, in mia assenza, ha anche mostrato una mia foto (credo di ricordare fosse del libretto delle assenze) per rendermi davanti alla classe il miglior esempio di bruttezza. (ah, sì, una volta convocarono i miei perchè ritenevano opportuno l’intervento di uno psicologo, non si spiegavano il fatto che interagissi poco o niente con la classe, ero troppo chiuso, senza motivazione!).

Finiti gli anni delle superiori sono trascorsi i famosi 7 mesi di completa solitudine in malattia (i miei genitori, anche a scuola, pensavano fosse una scusa per non andare a scuola, magari oggi che studio psicologia da me posso anche dire che in un certo senso avevano ragione), e avevo ormai maturato l’idea di suicidarmi, odiavo la mia vita, odiavo me stesso e la solitudine. Qualcosa di innominato fece scattare in me una rivoluzione, il merito fu di mia madre che dopo 7 mesi da recluso decise di farmi uscire di casa per andare insieme al museo del videogioco di Roma, quella giornata me la ricordo ancora bene (sarà che il tema era il nostro videogioco preferito) quindi per me fu veramente una bellissima giornata, e non so spiegarvelo, saranno stati degli sguardi, dei gesti, l’aver passato quella giornata che ha fatto scattare un meccanismo che si è protratto fino ad oggi di rivoluzione, cambiamento.

Tengo a precisare che non ho mai consultato uno psicologo o un dietologo, tutto quello che ho fatto (e sto facendo) proviene tutto da me, quindi non mi sento (e nemmeno mi importa, perchè non è questo lo scopo del post) quindi se siete interessati alla storia e alle foto del dimagrimento potete andare a questo link (è uno spam a fin di bene, il forum non è nemmeno più attivo) http://amiciobesi.forumfree.it/?t=65990547 . (se allegassi certe foto al post originale facebook censurerebbe il tutto) .

Comunque riesco a dimagrire fino a raggiungere i 70 kg, sono normo peso evvai (questo è stato il mio pensiero) adesso la vità sarà più facile, migliore. Quanto mi sbagliavo. Ero dimagrito ma non ero assolutamente cambiato, mi facevo schifo comunque (perdere tanto peso porta, preparatevi psicologicamente, alla nascita di tante smagliature e difetti fisici anche nei ragazz*!) e pensavo, fino a poco tempo fa, che tutto fosse stato inutile, anche se ero dimagrito non avevo l’agognato corpo dei miei coetanei, ho pelle in eccesso, smagliature e chi più ne ha più ne metta!(sono più tonico oggi perchè ho fatto un po di palestra, che ad oggi ho smesso perchè preferisco allenare il cervello e non inseguo più il sogno del fisico riconosciuto dalla società come bello) e tanta insicurezza!

La vera rivoluzione, il vero cambiamento l’ho avuto conoscendo questa pagina grazie a una persona a cui tengo molto che purtroppo oggi non ho più con me, incompatibilità e altro. Comunque, incuriosito dal link che aveva pubblicato ho iniziato a leggere un po’ tutti i post di questa pagina e non credevo ai miei occhi, prendetemi per ingenuo, ignorante, ma non avevo mai visto un gruppo di persone con idee talmente aperte e di libertà, intesa sotto qualsiasi punto di vista, in vita mia!

Nella mia testa c’è stata una rivoluzione, ho scoperto che tutto il disprezzo, la solitudine, l’infelicità non era data dalla mia condizione fisica, ma dalla mia mente, del mio vero io, troppo intossicato dalle leggi e dai limiti imposti dalla società, in special modo sulla bellezza e il sesso ed anche sul femminismo, avevo la classica concezione stereotipata del femminismo inteso come “gruppo di zitelle che si lamenta senza ragione su tutto”, oggi sono un femminista più che convinto, perchè la nostra, consentitemi di farla anche mia, altro non è che pretendere la libertà e il rispetto per le nostre scelte e il nostro corpo, dove nessuno viola la libertà dell’altro individuo, non sussiste discussione, guerra, odio.

E’ questo il concetto portante meraviglioso di questo “movimento”. Siamo arrivati alla fine della mia storia e spero di aver lasciato qualcosa nelle persone che sono riuscite ad arrivare fino alla fine di questo post, spero che le persone capiscano qual è la vera causa che porta all’obesità, le conseguenze del bodyshaming e che comunque sia il vostro corpo, se vi trovate in uno stato di insoddisfazione della vita non è colpa sua ma nostra, noi siamo tutti belli a modo nostro, non vi consiglio di dimagrire (a meno che non abbiate avuto i miei problemi di salute) il mio consiglio reale, che poi tutte le persone che leggeranno questo post già lo avranno messo in atto, è quello di liberarvi dalle costrizioni imposte dalla società, questi limiti senza senso che ci sono stati imposti a partire dai nostri genitori.

Liberatevene anche se fa male, anche se magari perderete qualche persona, perchè non vi è momento più rivoluzionario di quando finalmente capisci che sei un individuo libero che può fare della sua vita e del corpo ciò che vuole ed ogni vita merita di essere vissuta, anche se venite offesi per qualsiasi sia il problema che la società vi fa pensare di avere. Con sincero affetto,

Mattia.

Comments

  1. Ciao Mattia, grazie per la tua condivisione!
    Mi hai fatto tornare alla mente degli spiacevoli eventi risalenti ai miei anni alle elementari, quando la maestra classificava le tette delle (allora) bambine in base alle misure degli agrumi…io secondo lei avevo i limoni (per essere ‘gentili’), ma i lime o i chinotti non erano contemplati, altrimenti in classifica sarei stata più ‘scarsa’.
    Poi c’era mio zio per cui io ero ’00tette’, mia nonna che continuava a dirmi che con la gravidanza (data praticamente per scontata – e io avevo 15 anni al massimo all’epoca) sarebbero cresciute, mia madre che tentava di consolarmi dicendomi che raggiunta una certa età mi sarei potuta operare e poi tanti, tanti, tanti insulti, risatine, battute da parte di amici, conoscenti, parenti e addirittura di sconosciuti.
    Ho odiato e nascosto il mio seno per anni, aspettavo solo di arrivare ai 18 per poter fare un intervento di mastoplastica additiva. Poi per fortuna ho abbandonato il paese, finito il liceo e iniziato l’università, ho iniziato a non pensare più tanto alla chirurgia estetica, ma per tanto tempo ho pensato che si trattasse solo di rimandare dato che avevo altro per la testa in quel momento.
    Ora ho finito il mio percorso accademico e solo da un paio d’anni ho smesso di considerare il mio un grosso difetto fisico (in realtà ho poi scoperto che viene anche classificata come una malattia: atrofia o ipotrofia mammaria), ho smesso anche di usare reggiseni imbottiti e spesso non indosso affatto il reggiseno, ma tuttora non riesco ad accettare i complimenti del mio compagno riguardo al mio seno, so che a lui piace davvero, lo credo, ma allo stesso tempo lo trovo assurdo e una parte di me continua a pensare che lui lo faccia solo per rendermi felice in qualche modo. E anche io continuo ad avere ricadute, momenti in cui mi deprimo per questa caratteristica, momenti in cui vorrei essere diversa.
    Mi rendo conto che la mia alla fine non è più una risposta, il mio vuole essere solo un abbraccio virtuale, un modo per dire a te e a tutt* quell* che leggono e lottano con il loro corpo (oppure finalmente hanno smesso di farlo), a tutt* quell* che sono stati o vengono bullizzat* che non sono sol*; a me stessa dico di non esserlo nemmeno io perchè voi ci siete.

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