Admin di pagina fb “La Fabbrica del Degrado” spaccia un mio racconto (Sono Puttana e me ne Vanto) come proprio

Da quando scrivo su blog quella che non mi è mai mancata è la creatività, assieme a contenuti reali, analisi, le vostre/nostre storie, o narrazioni che traggono spunto dalla realtà per diventare rappresentazione di noi stess* in fiction, in parodia, in satira, in mille modi diversi. Non ho mai rubato contenuti a nessuno e quando ho condiviso post scritti da altri ho sempre citato la fonte perché la meraviglia sta nel fatto di ampliare il cerchio, di fare conoscere altre voci, altre intelligenze, altro ossigeno per la mente. A volte mi è capitato invece di vedere sottratti i miei contenuti, e non parlo di chi cita la fonte, ma di chi non la cita e spaccia quel che ha copiato come opera del proprio ingegno.

E’ il caso di tale Yuki che gestisce la pagina facebook de La Fabbrica del Degrado. Ha copiato e ripubblicato il mio post “Sono puttana e me ne vanto“, un post femminista in una pagina che  condivide materiale opinabile e sessista, e non ha citato la fonte, né con link, né tra parentesi, né abbreviato, niente di niente. Anzi. Alla mia richiesta via messaggio privato nessun admin – giacché sono più di un@ – ha risposto e ai tanti commenti che sono stati inseriti sotto il post dove si specificava la vera origine del racconto qualcun@ ha risposto rimuovendo le anteprime, per minimizzare la parvenza dei post linkati, e chissà che altro farà per ignorarci. Nel frattempo grazie al mio post la sua/loro pagina marcia con più like e tante condivisioni e quel che conta non è che un contenuto che ho scritto piaccia e sia diffuso così tanto ma conta il fatto che la admin della pagina lo svuota di contenuto, nelle risposte ai suoi commentatori dice sciocchezze, tradisce il senso di quello che ho scritto e lo fa apparire come una propria prodezza in assenza di ragioni femministe. E non c’è nulla di peggio che sovrascrivere un contenuto colonizzandolo, appropriandosene, derubandolo dell’intento originario per sostituirlo con qualcosa di più blando, normalizzato, ben accolto in un contesto sessista che non si rimette mai in discussione.

In basso vi propongo le screen dalla sua pagina e dei tentativi di contatto privi di risposta. In coda, di nuovo, il testo del post che, risale al settembre 2013. Lo stesso testo, previa mia autorizzazione, è stato anche usato per un monologo teatrale e per altre iniziative in cui, ovviamente, è sempre stata citata la fonte. Presto farà parte di una raccolta di miei racconti in pubblicazione. Dunque, cara Yuki, direi che correttezza vorrebbe che la smettessi di raccontare balle e se hai voglia di dire cose simili allora mettiti a produrre contenuti che vengano fuori dalla tua testa e dalle tue falangi. A presto.

Ecco le screen in cui si legge come lei spaccia per suoi i contenuti condivisi:

18

24

76

 

Ecco il post originale così come l’ho scritto:

Sono puttana e me ne vanto.

Mi hanno chiamata puttana. Perché gli ho sorriso quando mi diceva che avevo un bel culo, gli ho detto si senza aspettare troppo tempo, mi sono fatta toccare ovunque senza particolari impedimenti, gliel’ho preso in mano senza guanti sterilizzati da chirurgo e poi l’ho perfino messo in bocca e non ci eravamo ancora neppure presentati. Mi hanno chiamata troia perché mi è piaciuto, ed eravamo in un piccolo sgabuzzino ricavato dentro il pub, mi sono liberata di mutande, reggiseno, gli ho sbottonato il pantalone e mi sembrava gli piacesse, era felice, lui godeva e devo dire che godevo anch’io.

Mi hanno chiamata sporca perché non ho tenuto a precisare i dettagli della mia intimità, gli ho solo detto “tiè, mettiti ‘sto preservativo” e poi ho sollevato l’anca e l’ho spinto dentro senza indugiare. E se ne avevo voglia non ho capito perché mai avrei dovuto rifiutare. L’unica cosa della quale avrei potuto lamentarmi era il fatto che è venuto troppo presto, era eccitato, c’era da capirlo, allora mi sono toccata e lui mi ha dato una mano, anzi la lingua, per fare arrivare pure me.

Ma come, non lo fermi? Non gli dici niente? Non vuoi neppure avere un abbraccio, una parola dolce, qualcosa che possa dare l’illusione di un interesse differente? E dico no, non me ne frega niente. Mi è piaciuto. Dovessi mai incontrarlo un’altra volta può anche ricapitare. Se gli sta bene. Se mi sta bene. Ma al momento dirsi ciao e grazie dopo il sesso e continuare a trascorrere la serata come prima mi sembra la migliore cosa.

Mi hanno chiamata troia perché secondo la mia amica mi sarei comportata come un maschio. E ho chiesto “un maschio gode quando scopa? e perché mai non posso farlo anch’io?“. Mi hanno chiamata puttana perché mi è piaciuto quello che non avrebbe mai dovuto piacermi. Anzi mi eccita, ancora, solo ripensarci. Perché sono fatta di carne e di libido e non c’è alcuna morale che possa convincermi del fatto che mi sono sbagliata.

Mi hanno chiamata sporca perché avrei dovuto, come minimo, sperare che lui mi chiamasse il giorno dopo, a me che non gli ho neppure dato il numero di telefono, avrei dovuto sospirare, innamorarmi, immaginare di mettere su casa e fare mille figli con uno con il quale mi è solo piaciuto scopare. Mi hanno chiamata stronza quando è sembrato che per difendermi dalle accuse ho dato delle bacchettone e moraliste alle mie conoscenti, quelle che mi hanno vista entrare con quel tale dentro lo stanzino e poi mi hanno aspettata fuori. Una mi ha detto “ero preoccupata… pensavo ti stesse stuprando…“.

Mi hanno chiamata troia perché avessi detto si trattava di uno stupro forse sarebbe stato meglio, avrei evitato di essere processata perché manco dell’aspirazione alla santità. E mi chiedevo se esiste regola che imponga alle donne di sentirsi violate se non rispettano le convenzioni sociali.

Io mi ricordo ancora quelle mani strette, i colpi serrati, il caldo, l’odore, lo rifarei senza problemi, perché certe volte l’intesa scatta in un momento e di lui non so cosa mi ha colpito, forse la voce, forse. Ma se dopo il sesso non proclamo di essere una martire profondamente innamorata, se ben distinguo la chimica dal sentimento, allora sono un maschio, che per chi è un po’ specista diventa essere un “animale”, nel senso becero e deteriore di quel termine.

Io troia, io puttana, io animale, io sporca. Perché in fondo c’è una mentalità che ci vuole un po’ così: stuprate, sofferenti e infelici o se felicemente scopanti dunque stigmatizzate. Al massimo sposate figlianti, senza eccessiva eccitazione per gli appuntamenti a letto.

Ho fatto sesso consensuale con un tale che non me l’ha chiesta, io non gliel’ho chiesto, mi è piaciuto e poi non ci siamo mai più visti. Per la mia amica sono ancora quella che avrebbe avuto un trauma da piccola ché altrimenti sarei lì a fare la sentimentale con qualcuno. Mi ha triturato le ovaie con il mio presunto senso di solitudine, ché noi femmine saremmo diverse, che non è possibile che possa piacerci una cosa così, che per sentirsi realizzate per davvero le “donne”, e l’ha detta proprio così declamando teorie al plurale, avrebbero bisogno di sicurezza, stabilità, casa, famiglia, figli. Le ho detto “stai serena… a te forse non sarebbe piaciuto ma a me invece si“. Lo posso dire che se lei trombasse di più e avesse meno moralismi attaccati sulla pelle forse starebbe meglio e farebbe stare meglio pure me?

 

update: un@ degli/delle admin ha aggiunto una pressocchè invisibile citazione della fonte dopo aver cancellato i commenti (bannando chi li ha scritti) in cui le si diceva che quel post era rubato da questo blog. Questa la risposta dell’admin data ad alcune.

ecco

Ri-update da Facebook

Un ulteriore post per aggiornarvi sulla discussione con la pagina La Fabbrica del Degrado a proposito della pubblicazione di un nostro post senza citazione della fonte. Abbiamo chiarito in privato. Abbiamo accolto e fatto scuse per toni che sono stati reciprocamente offensivi, abbiamo spiegato che non ci interessa screditare gli admin, che non li conosciamo e che, pur non condividendo i contenuti diffusi, non è nostra politica fare guerre contro altre pagine. Yuki, la ragazza che ha pubblicato il post spiega di essere totalmente in buona fede e che non sapeva nulla della fonte perché quel post circolerebbe senza firma di profilo in profilo da tempo. non abbiamo difficoltà a crederle e a rispecificare che quello che non ci è piaciuto è stato il fatto che nonostante i numerosi commenti gli admin, che sono diversi, non hanno ritenuto di provvedere da subito ma hanno cancellato dei commenti e bannato quelle che li hanno inseriti. detto ciò invitiamo tutt* voi a non produrre insulti, a non generalizzare perché non va bene farlo. andiamo avanti e grazie, da parte nostra, a chi ci ha sostenuto e ha segnalato il problema con argomenti, messaggi e commenti.

Comments

  1. Molto patetico il modo in cui la ragazza si bea di un testo non suo…

  2. Considerando quanta gente ti segue e conosce quella persona non ci fa una bella figura…quindi mi chiedo a che pro insistere.

  3. Che figuraccia…

  4. si parla spesso dei comportamenti ignobili e sessisti dei molti maschi che affollano facebook.
    Io sono d’accordo sul fatto che questi giovani, male o per nulla educati e non controllati dai rispettivi genitori, hanno una visione della donna tra il grottesco, l’illecito e l’irrispettoso. L’humor c’entra poco.
    Bisognerebbe però iniziare a riflettere sui comportamenti di parecchie ragazze, che forse per apparire alla moda, insultano e sono più misogene dei misogini, in varie pagine facebook che per carità di patria neppure cito. Poi si va a controllare e sono pure studentesse universitarie, forse della università del libero cazzeggio.
    Non a caso FDD un po’ come S.D.&.P. sono affollati di donne. Cosa ci fanno ? Dove sono i genitori?

  5. La proprietà intellettuale va difesa con i denti, e su questo purtroppo il web non aiuta.
    Condividerò su facebook questo articolo in modo da far girare la voce!

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