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Non voglio figli e essere madre non è “il sogno di ogni donna”

Leggendo le cose che dice la ministra Lorenzin mi viene subito voglia di drogarmi e bere e farmi male, tanto è antipatico il succo dei messaggi diffusi. Sono una child free, orgogliosamente senza figli, per scelta, e in questi giorni si è parlato molto del fatto che, giustamente, bisognerebbe aiutare economicamente e con strutture e servizi, le persone che vogliono fare figli, ma si è parlato pochissimo del fatto che non tutte le donne vogliono essere madri, perché considero l’istinto materno una leggenda e perché essere definita secondo un ruolo così rigido, a partire da campagne ministeriali che dovrebbero fare sentire tutte a proprio agio e prive di stigmi che pendono sul capo.

Io non voglio figli, non ne ho mai voluti, e non sono una donna infelice, non mi manca l’amore, non rimarrò sola da vecchia e non faccio un figlio per avere un badante in vecchiaia. Voglio vivere l’unica vita che ho secondo i miei valori, i miei principi, desideri e bisogni. Non ho vuoti da riempire, perché mi piace stare anche da sola, in silenzio, a leggere un buon libro. Non sto in competizione con quelle che pensano di essere “vere donne”, e non voglio sorbirmi il senso di colpa che alcune persone, le tipiche “io cerco di avere figli e non posso e tu che puoi non li fai… cattiva”, mi gettano addosso. Io non sono nata per compensare i vuoti delle madri mancate.

E poi, dico, volete figli? Smettete di pensare che la natura ha voluto così, cullandovi nella vostra sterilità o facendomi mortificare da un ministero che ti dice che se non sei fertile è sempre e solo per colpa tua. Esiste la procreazione medicalmente assistita, la gestazione per Altri, o l’adozione. Spingete affinché l’adozione sia più semplice da ottenere, cominciando con le step child adoption per quei bambini che devono avere due genitori, e non uno solo.

Non voglio figli e non capisco perché dovrei mettere la mia fertilità a disposizione della patria. Non so per quale motivo dovrei sentirmi senza scopo, con una vita senza senso, quando per me ha senso eccome. Non ho tempo per un figlio, non ho voglia di prendermene cura, di spendere le mie giornate apprezzo a lui o lei. Non ho voglia di distogliere l’attenzione da me stessa, e mi turba molto il fatto che si considerino le persone come me delle aride zitelle, come da stereotipo sessista vecchio stampo.

Non giudico quelle che amano i figli, il ruolo di cura, e tutto il resto, ma non capisco perché abbiano deciso che sono io quella anormale, lasciando credere che la loro scelta, più spesso data da un ruolo di genere costituito per costruzioni culturali, sia quella più giusta. Non me ne frega niente se la mucca ha l’istinto di allattare, dato che oltretutto quando mi parli di animali poi non pensi al fatto che quella mucca e il vitello saranno presto sul tuo tavolo da pranzo a sfamare te, i tuoi figli e magari qualche ospite. Non mi importa se mi classificate secondo una specie animale racchiusa nell’insieme dei mammiferi. Sarò pure una mammifera ma sono una mammifera child free, e sono convinta che se alcune specie animai potrebbe usare contraccettivi non avrebbero così tanta voglia di fare cucciolate di figli.

Non voglio figli, sono serenamente disposta a tenere, forse, in braccio, talvolta il figlio della mia amica ma in generale io non sopporto i bambini. Non mi sorprenderebbe se loro non sopportassero me. Io non sarei incline ad accontentarli, viziarli, cedere ai loro ricatti. Ma in ogni caso il problema non si pone. Non mi importa se esistono leggi favorevoli alle madri o meno perché io vorrei essere economicamente autonoma con o senza figli. Il fatto che il governo investa sulle coppie di genitori etero e non sulla vita delle singole persone, indica che nessuno di noi è visto come individu@. Siamo solo un pezzo della catena di montaggio. Viviamo in una fabbrica, la fabbrica dei corpi, e lo Stato fa di tutto per farci credere che oltre matrix, oltre la retorica della bellezza della maternità, quella che dovrebbe rappresentare “il sogno per ogni donna”, perfino per una ragazzina di tredici anni stuprata a dodici, non c’è nulla.

Invece no: ci sono io e tante altre persone come me. Dovrete pur tenerne conto senza parlare di me con disprezzo. O no?

Donatella

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Comments

  1. Assolutamente condivisibile. Io ho trent’anni, non ho figli enon mi sono mai posta il problema. Voglio dei figli? Non lo so! So però che voglio l’amore, perchè trovare la persona che vuole stare accanto a te tutta la vita e viceversa, è fondamentale per avere, poi, un figlio. Tutto questo però non è stato affatto considerato nel fantastico giorno del #fertilityday.

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