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Diletta Leotta: un’altra vittima di cyberbullismo e slut shaming

ffNon è passato molto da quando Tiziana Cantone si è suicidata perché ha subito cyberbullismo da chi ha messo in giro suoi video senza autorizzazione. Il carico di odio, lo squadrismo sessista e misogino hanno causato la sua morte. Abbiamo anche trascorso giorni a leggere, tra le frasi idiote e giustificazioni sputate, vomitate e balbettate, da chi non si ferma di fronte a niente, e includo anche quei coglioni che hanno aperto pagine facebook a nome di Tiziana, dopo la sua morte, per continuare a insultarla, anche molti messaggi di solidarietà, mea culpa, uomini che hanno chinato il capo, donne che hanno fatto lo stesso, e sembrava che qualcosa fosse cambiato, un minimo di empatia forse, la sensibilità acuita. Invece niente.

Le foto di una giornalista sportiva, Diletta Leotta, sono state rubate dal suo cellulare/computer/cloud, non so. Un paio di tette stimolano il voyeurismo di migliaia di dementi misogini che hanno iniziato a fare girare meme coperte per facebook, dato che sul social sarebbero censurate se nude, che però danno il via a migliaia di commenti di gente di merda che più di merda non si può. Su Twitter o WhatsApp invece pare abbiano preso a girare senza censure e a dismisura, accompagnate da insulti, parole sessiste. Praticamente è ricominciato il circo, ai danni di questa giornalista che addirittura, secondo alcuni, scommetto i sacri difensori delle libertà delle donne, quando si tratta di dare addosso agli stranieri, dovrebbe rinunciare al lavoro per questo.

Bastano un paio di tette e la reputazione di una donna è andata? Accompagnata dal tormentone #Escile, in questo caso le hanno #Uscite con la forza, violando la sua privacy e sparando fango su di lei, è ripartita la campagna d’odio, una tra tante, che ha come oggetto una donna. Solidarietà a lei, nella speranza che sappia che non è sola e che a doversi vergognare sono gli idioti e le idiote che la insultano, non altri che quelli, e non lei.

Oh, immagino che non sia il suo caso e che sia più attrezzata di Tiziana, ma nel caso in cui accadesse di nuovo, un’altra volta, a un’altra donna che come Tiziana vorrà togliersi la vita per via del cyberbullismo, non dite poi che è stato il “web”. Siete stati voi. Siete sempre stati voi.

Dimenticavo: a parte tutta la gente che ha reso l’hashtag #Leotta uno dei primi di oggi tra le “tendenze” (vi basta leggere i tweet per capire che brava gente c’è in giro, uomini e donne, senza alcuna distinzione), complimenti a chi decide titoli dei giornali tipo “tutti pazzi per diletta” o “ha fatto impazzire il web”. è una donna che viene sottoposta a un attacco con finalità non certo buonissime e tutto quel che sanno fare è celebrare la felicità delle erezioni segaiole conseguenti? slut shaming, ingiurie, frasi sessiste, tutto in uno li trovate in varie pagine e vari commenti che parlano di lei come oggetto, un pezzo di carne. nulla più che questo. la disumanizzazione comincia da qui. e i media, stavolta, dovrebbero forse fare un po’ più di attenzione. O non vorrete mica comportarvi così come avete fatto con Tiziana, vero? Darle la colpa, o addirittura dire che è stata lei o chi lo sa? Tutto pur di non riconoscere il sessismo che esiste ovunque.

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