A tredici anni ero vittima di pedofili della rete

Ciao Eretica,

in questi tempi di notizie agghiaccianti, ho deciso di prendere coraggio e di rendere nota qui sul vostro blog, anche la mia triste storia.
Una storia di una ragazzina di 13 anni, lasciata troppo spesso da sola in casa.
Mia madre aveva due lavori, il giorno presso la sua attività di bar e ristorazione, la sera, in cucina alla pizzeria di mio padre, suo ex marito.

Al tempo non avevo molti amici/amiche con cui trascorrere spensierata le giornate estive… passavo le giornate a casa, nella mia stanza a chattare nella speranza di farmi qualche amica, ma purtroppo incappavo sempre in uomini, che mi promettevano cose in cambio di videochiamate in cui mi masturbavo, oppure foto, in posizioni da loro richieste, spesso anche mostrando il viso.
Uno in particolare, mi chiedeva videochiamate in modo ossessivo ad ogni ora del giorno e della notte, tanto che finii per concedergliele per sfinimento.
Un altro invece, abitava nei pressi della mia città, mi promise di farmi conoscere qualche amica.

Mi incontrai con lui due volte, una volta nel pomeriggio in un parco, la seconda di sera, mi venne a prendere in auto.
Mentre lo aspettavo mi tremavano le gambe, ero preda dell’agitazione,  bevvi la mia prima birra, una schifezza. Quando arrivò, salii in auto con finta disinvoltura.

Mi portó nell’androne della fabbrica  dove lavorava, non accese le luci e mi invitò a sdraiarmi su delle balle di cotone, mi disse di rilassarmi, di tirare su la gonna e sfilare le mutandine.
Sentivo di non avere scelta con uomo sulla 30ina e ben piazzato, quindi obbedii.
Intorno, nel buio, sentivo correre miagolare dei gatti mentre lui, con fare viscido, leccava le mie parti intime, vantandosi della sua “abilità di lingua”. Una cosa a dir poco disgustosa.

Avrei avuto voglia di piangere e gridare, ma per la paura ed il disagio, non riuscivo ad emettere alcun suono.
Fortunatamente la situazione non si prolungó a lungo e mi ricondusse sulla via di casa.
Ero silenziosa e traumatizzata, nonostante non me ne rendessi conto, non riuscivo ad interpretare le mie emozioni, fingevo di star bene, ma non avrei immaginato che, quella scena si sarebbe ripresentata nella mia mente, ogni volta che un mio futuro ragazzo mi avesse fatto del sesso orale.
Fortunatamente riuscii a smettere di considerarlo quando mi scriveva, così, presto si arrese e non mi cercò più.

Per quanto riguarda invece l’esperienza con l’altro maniaco delle videochiamate,  la storia continuò finché non decisi di cambiare numero di cellulare, così passarono circa 3 mesi, in cui trovai un po’ più di serenità.
Dopo questo periodo, decisi, per curiosità di reinserire nel cellulare la vecchia Sim ancora attiva, mi domandavo se dopo 3 mesi di telefono spento avesse continuato a stalkerarmi… è così era, non si arrese, tanto da scrivermi in chat fingendosi una certa Erika,  io ovviamente non immaginavo fosse sempre lui ed iniziai a chattare con Erika, mi mandò delle foto del viso e mi piaceva molto. Non sospettai di niente poiché il modo di scrivere era completamente differente da quello del maniaco.

Le conversazioni durarono finché non mi propose un incontro e fortunatamente capii che qualcosa non andava, quando mi disse come avrei dovuto vestirmi per l’incontro.
Quelle richieste, di tacchi alti, gonna giropassera e senza biancheria intima mi tolsero ogni dubbio e cessai di rispondere.

Ma la mia esperienza più dolorosa avvenne un tardo pomeriggio di sabato, in cui con un’amica mi recai ad un videonoleggio per cercare qualche film da vedere a casa di mia zia, dove sarei rimasta a dormire quella stessa sera.
In quel frangente che ero fuori casa, dimenticai il cellulare “incriminato” con la vecchia Sim, sul tavolo della sala da pranzo di casa mia.

Improvvisamente, mentre leggevo con interesse la trama di un film di Woody Allen, mi squilló il cellulare, era mia madre, che appena risposi iniziò a strillarmi di tornare immediatamente a casa.
Così molto scocciata tornai.
Quando entrai, mia madre era chiusa in bagno,  bussai e mi aprì, con un volto che emanava delusione e disgusto.
Ero terrorizzata.

Mi mostrò il telefono, colmo di Mms di ragazze che si toccavano o facevano orgie, erano i video che il maniaco mi inviava dopo le videochiamate, come ricompensa.
Mia madre era furiosa,  credeva che fossi presente anche io in quei video.
Iniziò a dirmi che le facevo schifo, che non avevo imparato niente dai suoi insegnamenti, che ero una schifosa e domandandomi più volte come riuscissi a guardarmi allo specchio.
Io piangevo, come un’anima spezzata, percependo un dolore al petto pungente, come delle schegge di vetro.

Le gridavo in lacrime che non era come pensava,  ma lei non volle sentire ragioni e mi mandò in camera, dove continuai a piangere disperata sul mio piccolo divano, era il piccolo angolo salotto della mia camera, con un piccolo tavolino Ikea ed una piccola tv con lettore DVD… ero l’angolo in cui mi rilassavo, guardando film e serie di Buffy, spesso insieme a lei, a mia madre.
Intanto, mentre io piangevo, colma di senso di colpa, mia madre, il suo compagno e la suocera, stavano cenando.

D’improvviso il dolore divenne insopportabile, presi un paio di forbici e mi tagliai il braccio sinistro, facendolo sanguinare, il mio primo atto di autolesionismo, il primo di una successiva lunga serie.
Soltanto in quel modo riuscivo a placare le lacrime ed il dolore.
Col braccio sanguinante, ripresi a respirare, sdraiata su quel piccolo divano.
Dopo ben 2 ore e mezzo, mia madre si degnó di voler vedermi.
Quando mi vide in quelle condizioni, forse ebbe un po’ di sensazione di colpa anche lei.

Mi medicó il braccio, non ricordo se si fosse scusata, ma dopo le classiche cose che si fanno in bagno prima di coricarsi, mi invitò nella sua camera da letto, poiché le spiegassi come veramente fossero andate le cose.
Le raccontai tutto, ma solo la storia del maniaco delle videochiamate.
Sembrò sinceramente dispiaciuta e mi disse che lunedì saremmo andate a fare la denuncia alla polizia postale.

La denuncia andò in porto,  il commissario che mi ascoltò per il verbale riuscì a placare anche l’animo di mia madre,  spiegando che di queste situazioni se ne presentano molte e spesso, che non è colpa nostra, ma di questi perveriti, che sanno bene come ottenere ciò che vogliono dalle ragazzine, prevalentemente minorenni.

3 anni dopo la denuncia, ricevemmo una raccomandata che diceva di presentarsi presso il tribunale di XXXXXXXXXXX.
Quando arrivammo, vi erano anche altre tre ragazze.
Quando giunse il mio turno per dichiarare i fatti, vidi per la prima volta la faccia del mio carnefice.

Era seduto al banco dell’accusa, un tipo mingherlino, dal carnato pallido e capelli neri leggermente lunghi. Mi ricordò vagamente un personaggio pubblico e,  contemporaneamente mi fece quasi pena (sindrome di Stoccolma?).
Dichiarai i fatti, cercando di guardarlo il meno possibile.
Successivamente alla mia deposizione, giunse il turno di mia madre, e anche lei volle risultare parte lesa… dopo anni capii amaramente il perché.
Dopo tutte queste esperienze venni a sapere che le videochiamate vennero registrate, ed i video messi in rete, il server, era situato a Dallas.

La storia finì anche sui giornali locali. Ero stremata da tutto questo e spesso mi trovai a pensare che fosse colpa mia, che avrei dovuto da subito cambiare numero, che avrei dovuto parlarne con qualcuno, almeno con mia zia, anziché continuare a pensare che avrei potuto gestire la cosa autonomamente.
Soltanto in questi ultimi tempi ho appreso perché mia madre fosse voluta risultare parte lesa, me l’ha spiegato mia zia.
Semplicemente per ottenere più cash per i danni morali.

Non che mi importasse molto dei soldi al tempo, ma, visto che principalmente la parte lesa ero io, anche a me sarebbe dovuta spettare la mia parte di danni morali, che, andarono in realtà spesi da mia madre per shopping vario, cene, vacanze e non so quant’altro.
Ecco la mia triste storia, la storia di una ragazzina di 13 anni, che adesso ne ha 23 e mai dimenticherà questo ingresso traumatico nel mondo del sesso.

Leggi anche:

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: