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Per le vittime di Revenge Porn: dieci punti da tenere a mente!

Car*, usate i social, whatsapp e quel che volete per diffondere quello che scriviamo sotto. Potrebbe tornarvi utile:

  1. se sei minorenne e posti foto o video hard si tratta di pedopornografia. chiunque scarichi e condivida quel materiale può essere perseguit@ per possesso e diffusione di materiale pedopornografico. se sei minorenne e possiedi un cellulare che scatta foto e fa video ciò non ti dà il diritto di violare la privacy di qualcun@ solo per ottenere qualche Like su facebook.
  2. non è della tua vita sessuale che devi vergognarti, ma scegli bene le persone con le quali giocare e fare foto e video. non affidargli la tua vita, pretendi di essere tu a tenere foto e video, non lasciargli registrare nulla sul suo hard disk, perché se la storia tra voi finisce, comunque puoi essere vittima di slut shaming e revenge porn. se tu, partner, vuoi vedere foto e video della compagna di giochi non pretendere di averne il controllo, molla la tua posizione oppressiva, ricattatoria, di potere e falla sentire al sicuro.
  3. se giochi al sexting con uno sconosciuto ricorda che foto e video servono per identificarti, così come utilizzare il tuo nome e cognome o il tuo profilo facebook. diffida di chi vi chiede immagini e video in cui voi siete riconoscibili e pretendete sempre il rispetto per la vostra privacy. non mostrare il volto. e tu, partner. non pretendere che lei mostri il volto. mostra il tuo, se ti fa piacere.
  4. ricordate che qualunque cosa voi consegnate a persone che navigano in rete restano in mano a quelle stesse persone. che si tratti di conversazioni, immagini, foto e video, tutto può essere usato come materiale ritorsivo contro di voi.
  5. la pubblicazione di vostre immagini e video implica una serie di conseguenze. potreste perdere il posto di lavoro, potreste vedere allontanarsi amiche e amici, potreste vedere rivoltarsi contro di voi interi gruppi sociali, perché il moralismo impera e non c’è nulla di peggio che una sessualità svelata. queste conseguenze possono rivoltarsi contro chi diffonde video senza autorizzazione. perché c’è una parte sociale che scanserà come la peste gente del genere.
  6. nel caso in cui immagini e video saranno pubblicati, a parte usare gli strumenti che la legge vi offre – ben pochi in realtà, tra interventi della polizia postale, garante della privacy e un sacco di soldi e indagini per ricavare la fonte della pubblicazione – ricordate che l’arma migliore è la rivendicazione piena della vostra sessualità. voi siete persone sessuate. e dunque? cosa c’è di male? ci sono gruppi sociali che vi abbandoneranno? ne troverete altri e noi siamo tra questi.
  7. ci sono state donne che hanno risposto al revenge porn pubblicando autonomamente foto di se stesse nude, perché è importante che sia una vostra scelta e quando queste ragazze lo hanno fatto l’arma del ricatto, in possesso ai diffamatori, si è disinnescata e quelle donne sono diventate icone antisessiste. non è una scelta facile, non è per tutte, ma alcune lo hanno fatto e hanno disinnescato l’ondata di merda attirando su di se’ attenzione positiva di gente tanto migliore.
  8. è veramente difficile, pesante, dover gestire l’attenzione morbosa, cattiva, di gente che non conosci e che ti aggredirà per nulla. sappiamo che non è giusto che tu debba nasconderti quando sono loro a dover sparire dalla tua vista. ci sono tuttavia strumenti che in tante utilizziamo e che i social, altrimenti complici del cyberbullismo e del cyberstalking nei nostri confronti, devono consentire, facebook incluso: chiudete il vecchio profilo e createne uno nuovo con uno pseudonimo. bannate chiunque vi aggredisca. fate screenshot di tutte le offese e costruite nuove relazioni che vi ripagheranno del tempo di isolamento. confidate nel fatto che esistono persone belle ovunque e che basta solo chiedere aiuto e vi saranno moralmente vicine. e ricordate che la vita reale, le relazioni reali, sono altro, spesso, rispetto a quelle virtuali. non lasciatevi ossessionare dai commenti perfidi. spegnete il computer, non perché essi miracolosamente spariranno, ma perché per voi prendere distanza è utile a non deprimervi.
  9. noi ce ne freghiamo del fatto che tu abbia messo in giro foto o video in cui – udite udite – mostri di essere sessuata. ci piaci, ti riteniamo fantastica, meravigliosa, non sei sola. vieni a trovarci e togliti dalla mente l’idea che sarai sola a gestire tutto quanto. tante tra noi ci sono passate, nel mondo reale o virtuali, qualunque cosa ci abbia coinvolto sessualmente, ci ha restituito quintali di merda sessista e stigmi e lettere scarlatte. le portiamo con orgoglio. siamo puttane, troie, zoccole. siamo meravigliose così.
  10. quando pensi che tutto è perduto e che non ce la fai a gestire le reazioni orribili e perfide di chi ti istiga al suicidio immagina a tante altre persone che puoi conoscere e avere vicine se solo parlassi di quello che ti succede. non sei tu a doverti vergognare ma i tuoi persecutori. dicci tutto, perché non hai colpe, non devi vergognarti, e noi ti difenderemo, perché i social sono anche il nostro spazio di frequentazione e non solo la casa di gente di merda. Noi siamo molt* di più, credimi.

Ti aspettiamo.

Scrivici, che tu sia un genitore, un familiare, la persona stessa coinvolta che subisce angherie online, per quel poco che noi possiamo fare, dopo esserti rivolta a istituzioni che possono seguire il tuo caso e a qualcuno che ti dia un supporto psicologico competente, responsabilizza ciascun@ di noi, ovvero le persone che stanno in rete, che hanno spazi sui social, che possono dire qualcosa e far diventare virale un messaggio.

abbattoimuri@grrlz.net

 

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Comments

  1. Vorrei inserire una riflessione ulteriore perché già vedo chi invoca restrizioni e maggiori controlli sul web e naturalmente c’è chi non aspetta altro per cogliere l’occasione. Ecco, sarebbe invece opportuno fare due cose a mio avviso. Equiparare il reato di divulgazione senza permesso al reato di violenza(altro che diffamazione, quella è violenza)e intervenire sui siti che pubblicano sesso amatoriale obbligandoli a pretendere per ogni video mandato una sorta di liberatoria congiunta dei partecipanti. Si avrebbero così video certificati. I siti che non si adeguano andrebbero chiusi e sarebbero a quel punto penalmente responsabili di condividere materiale non autorizzato. Ecco, non credo serva altro oltre un generale cambio di mentalità.

Trackbacks

  1. […] Probabilmente il problema è mio e consiste nel fatto che non mi accontento, oppure c’è qualche turba psicosessuale che non ho approfondito. Non sono facile da accontentare, e forse ho sbagliato tutto; dovrei mettermi più in discussione, lasciarmi andare, bla bla bla. I forse si moltiplicano all’infinito, come in tutte le storie individuali: e proprio per il fatto che ci sono tanti sessi quanti sono le combinazioni possibili tra individui, e questo computo non si limiti ai rapporti monogami, ci si renderà conto che, fermo restando le regole di rispetto reciproco e onestà, non c’è un modello prestabilito o più giusto per quanto riguarda la sessualità adulta, ma singolarmente – voglio dire ogni individuo, ciascheduno – deve poter avere la libertà di sapere e decidere come costruirsi un percorso sessuale sano e soprattutto senza sensi di colpa o vergogna. […]

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