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#SlutShaming: per le donne c’è solo “vergogna”

Lei scrive:

Mi vergogno, mi vergogno infinitamente per quanto è successo, per quello che mi è stato detto, ma soprattutto per come mi sono sentita dopo.

Ho 25 anni, sono bella e ne sono consapevole e non solo perché ho le gambe lunghe o gli occhi grandi. Sono bella perché innamorata perdutamente di ogni cosa; di me, del mio corpo, della mia mente, della mia anima e del mondo tutto.

Delle mie amiche e dei miei amici, del mio lavoro che ho avuto la fortuna di trovare e scegliere, facendolo diventare la mia passione, dei dibattiti, dei diritti degli altri, della salute del nostro pianeta, della salute delle persone, delle risate, dei programmi culturali e di quelli scemi, della musica e di mille altre cose ancora. Sono innamorata della vita vissuta e donata, in ogni sua sfaccettatura.

Sono quella che le persone definirebbero una eterna entusiasta e inguaribile romantica, che nonostante le sfide della vita (e sono state tante, dalla malattia mia che mi ha lasciato tante cicatrici, a quella dei miei genitori, a lutti – non del tutto superati- avuti in tenera età) trova sempre il motivo e la voglia di ricominciare, con il sorriso in vista e le lacrime piante in segreto, di nascosto anche da chi più al mondo mi ama, perché l’orgoglio rende forti, ma anche irrimediabilmente stupidi certe volte.

Vi chiederete voi, perché allora ti vergogni così tanto? Di cosa ti vergogni? Mi vergogno perché mi piace fare sesso, ma tanto. E perché sono brava. E no, non sono brava perché ho avuto tanti ragazzi, perchè la do via facile, come direbbe qualcuno. Sono brava e mi piace fare sesso (o l’amore, dipende dalle occasioni) perché mi piace l’esaltazione dei corpi, la vicinanza all’altro, il momento in cui i corpi si toccano e si celebrano, si accarezzano e diventano irrimediabilmente belli.

Adoro fare sesso orale, mi piace riceverlo ma ancora di più mi piace farlo e vedere l’altro in estasi. Mi piace tutto del sesso, sia che venga fatto per amore sia che venga fatto per voglia e basta. Adoro quando ci si guarda e ci si perde nell’altro, adoro quando ci si salta addosso perché cosa c’è di più bello di dar sfogo alla propria voglia? Perché a differenza di quanto ci hanno sempre insegnato a catechismo o in Chiesa o ovunque in questo misero, ipercattolico e verde (in tutti i sensi) paesino microscopico in cui abito, il sesso ti eleva, ti avvicina al divino e ti libera, dalle tue voglie, dai tuoi desideri, dai tuoi fantasmi, dai tuoi demoni e dai tuoi orrori. E certe volte ti salva.

Eppure sono traumatizzata. E arrabbiata con me stessa, perché so che non dovrei lasciarmi scalfire da queste cose. Non dovrei credere al ragazzo che per anni mi ha dato della puttana. Non dovrei credere a tutti gli invidiosi nel mio paese che mi tacciano come zoccola solo perché ho detto di no ad uno di loro, un così bravo ragazzo, perché ho costruito la mia vita lontana da dove sono nata e cresciuta, perché vivo in città e allora chissà che troia, chissà con quanta gente scopa una così, senza valori e senza dio. Non dovrei credere al ragazzo che mi ha detto che dovrei imparare ad aspettare di più e non darla al primo appuntamento perché se no il desiderio scende e allora che senso ha uscire ancora con me?

Perché se avessi aspettato di più, se avessi fatto un po’ ‘la figa di legno’ prima di concedermi, se non fossi stata così passionale e libera allora magari il suo desiderio sarebbe rimasto e sarebbe stato più bello avermi. Perché, ovviamente, tutto questo mi è stato detto dopo aver fatto sesso e non sul momento, quando ho detto si alla sua richiesta di farlo. Perché a me andava e allora devo essere punita, perché il mio fare sesso al primo appuntamento è peccato, vergognoso, qualcosa che solo le poco di buono fanno, ma il suo di sesso, no. Lui è immacolato, perché ovviamente io tutto questo l’ho fatto da sola.

E allora mi metto da sola alla gogna, per essere stata stupida, per essermi amata, per essermi concessa, per aver voluto essere me. Una ragazza che ha anche voglia di sesso e a cui piace, una ragazza che non si fa sottomettere, che non si vergogna, che insomma non è la bella bamboline da essere esposta.
E piango, perché so che anche se sono nel giusto, che anche se non c’è nulla di sbagliato in tutto ciò, la poco di buono sarò solo e soltanto ancora una volta io e tutte le ragazze, tutte le donne, tutte le Femmine, con me.

Marghe

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Comments

  1. Sei grande. Davvero.

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