Mia figlia, come Tiziana. Noi stiamo ancora lottando!

Ciao Eretica,

ho pensato che fosse utile raccontare la mia storia che vede protagonista mia figlia. Un paio di anni fa, quando aveva 16, ha subito una vicenda simile a quella di Tiziana. Un video che aveva filmato lei stessa a se stessa, che la ritraeva in atteggiamenti provocanti, destinato al suo ragazzo era stato condiviso da qualcuno su Whatsapp, per poi diffondersi a macchia d’olio.

Lei e il ragazzo avevano cercato maldestramente di arginarne la diffusione, ma in realtà con poco successo. Io non l’ho saputo subito, ma quando me l’ha confessato, mi sono ritrovata con un problema più grande di me, che non sapevo come affrontare. Mia figlia non voleva assolutamente denunciare l’accaduto, un po’ per paura che lui fosse coinvolto essendo invece maggiorenne, un po’ perché non voleva che mio marito, suo padre lo sapesse, così come temeva che sarebbe diventato di dominio pubblico.

La nostra è una città di provincia, dove in certi contesti ci si conosce un po’ tutti, e molte delle persone che avevano contribuito a diffondere il video erano di famiglie “per bene”, che sicuramente pur di “salvare” la reputazione sarebbero ricorse ad ogni mezzo, gettando fango su mia figlia. Mi sono fatta convincere ed abbiamo sperato che diffondendo la voce di una denuncia in atto, chi aveva il video l’avrebbe, per paura, cancellato.

A me interessava più di tutto salvaguardare il benessere psico-fisico di mia figlia, che mi aveva confessato di aver pensato al suicidio in un primo momento. Io, dopo l’annebbiamento iniziale, ho capito che le vittime eravamo noi, che non eravamo noi a dover abbassare lo sguardo, ma piuttosto chi aveva contribuito alla diffusione, rovinando la vita di una ragazzina, con l’unico scopo di divertirsi. Mia figlia certo aveva sbagliato a riprendersi, producendo materiale pedopornografico, così come aveva sbagliato a fidarsi del ragazzo (non sapremo mai se lui fosse colpevole della diffusione) ma non aveva fatto del male a nessuno se non a se stessa. Gli altri invece?

Ho cercato di infonderle sicurezza, sperando che il tempo avrebbe aiutato. Ma mi sbagliavo. Dopo qualcuno mese si lasciò con il fidanzato, e iniziarono ad essere divulgate altre foto, che le aveva scattato lui. Probabilmente questa volta era stato lui. Io l’ho saputo solo molto tempo dopo, quando ormai la diffusione era fuori controllo. Non sto a raccontare le conseguenze che giornalmente doveva affrontare, a scuola, su FB, ecc. perché potete immaginare. Non riusciva più a dormire, non si fidava più di nessuno …

Abbiamo scoperto chat su internet dove i “bastardi” si scambiavano informazioni e foto di mia figlia, anche stranieri. Ho chiesto ed ottenuto da siti come tumblr, dropbox ed altri la rimozione delle immagini. Mentre ci sono tanti altri siti per i quali non ho potuto far niente se non la rimozione da Google. La ricerca sul web di qualsiasi indizio era diventata un incubo, perché puntualmente quando riuscivi ad ottenere un risultato positivo, scoprivi che c’era un nuovo sito. Qualche mese fa ho iniziato a ricevere una quantità spropositata di richieste di amicizia su FB da parte di ragazzi. Non capivo il perché. Poi un sabato pomeriggio ho ricevuto una serie di messaggi su messenger da sconosciuti che mi mandavano le foto di mia figlia.

Per fortuna ho ricevuto anche alcuni messaggi da persone per bene, che mi avvisavano della presenza di foto e commenti su mia figlia e me su un gruppo chiuso di FB. Sono riuscita ad entrare nel gruppo per prendere screenshot e url dei post che ci riguardavano, ormai decisa a denunciare tutto. Ho scoperto un mondo di cui non ero a conoscenza. Su questi gruppi pubblicano solo post che mi hanno fatto vergognare di appartenere alla razza umana, per la cattiveria e lo squallore. Sono post o foto razzisti, anche contro i portatori di handicap oltre che foto o video di ragazze tipo quello di mia figlia. Esistono poi dei link di Dropbox di file dove archiviano tutto il materiale che hanno sulle ragazze prese di mira, molte minorenni, con tanto di nome e cognome.

Questi gruppi vengono puntualmente chiusi da FB proprio per i contenuti, ma poi pubblicano il link del nuovo gruppo che viene riaperto e dove si ripete lo stesso iter. Ho portato tutto il materiale alla polizia postale, ma mi hanno semplicemente detto di mandargli una mail di tutto e che mi avrebbero ricontattata.

Sono passati almeno sei mesi e sto ancora aspettando. Ho capito che dobbiamo imparare a convivere con questa cosa, che quando meno te l’aspetti tornerà come un boomerang, ed ho consigliato a mia figlia di essere pronta ad affrontarla. Sappiamo quanto importante sia ormai la ‘reputazione online’ per un futuro lavoro o altro, ma non si può essere giudicati solo da un errore commesso da adolescente, se nel frattempo ci si è distinti per altri meriti …. almeno lo spero.

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Comments

  1. Che bello leggere di persone, genitori, come lei! So che serve a poco per il problema che sta affrontando, ma leggendo la sua lettera, il modo composto con cui è scritta, la severità educata verso le squallide abitudini del nostro tempo, la consapevolezza di quel che accade, insomma mi è tornata la fiducia e la voglia di sperare un po’ nel genere umano. Grazie !

  2. Vorrei giusto far presente che ai sensi dell’articolo 609-quater del codice penale una sedicenne può avere tranquillamente rapporti sessuali consensuali con un maggiorenne; se entrambi sono consenzienti, il fatto non è penalmente rilevante (mentre se fosse il minore a violentare il maggiore commetterebbe lui reato ai sensi del 609-bis. E in giurisprudenza ci sono diversi casi di 15-16enni condannati per violenza sessuale nei confronti di persone più giovani e più vecchie; ad esempio io nella mia tesi di laurea cito una sentenza in cui due 15enni vengono condannati per avere stuprato una 35enne). L’età del consenso è fissata in 14 anni e per atti sessuali con minorenni, che costituiscono sempre reato, si intende al di sotto dei 14 anni (che in linea generale è la minore età penale, anche se, a scanso di equivoci, il codice lo precisa esplicitamente). Poi esiste una zona grigia tra i 14 e i 16 in cui il consenso è valido a seconda di chi sia la controparte (non è valido se si tratta di un genitore, un parente in linea ascendente come può essere un nonno o uno zio oppure un tutore, anche temporaneo, come un prete e un insegnante, mentre è valido se si tratta di altri, fermo restando che l’incesto è reato se costituisce pubblico scandalo) ed esiste un caso particolare di esimente per il maggiore di anni 14 che ha rapporti con un 13enne (esimente vuol dire clausola di esclusione della responsabilità: il reato sussiste, ma non si è punibili. Tipicamente questo avviene nell’esercizio di un diritto o nell’adempimento di un dovere, come stabilisce, nella parte generale del codice, l’articolo 51).
    Costituisce invece reato la diffusione di immagini pornografiche ritraenti minori degli anni 18 oppure persone di età apparente minore degli anni 18, a meno che non siano diffuse direttamente dal soggetto interessato con il suo consenso (e su questo poi bisognerebbe aprire una lunga parentesi perché per comprendere la rilevanza del consenso bisogna entrare nella sfera dei diritti esistenziali, che riguardano un altro settore dell’ordinamento, quello civilistico).
    Il caso di Tiziana Cantone, comunque, non è esattamente come lo ha descritto la maggior parte dei giornali; le cose giuridicamente stanno assai diversamente. Ma questo non ha molta importanza.

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