Selvaggia Lucarelli e l’armata del bene

Avevo scritto due giorni fa il post “Combattere il cyberbullismo a partire da noi“. La mia è una semplice constatazione di fatto: nessuno dovrebbe mettere alla gogna qualcuno, pur ritenendo che egli o ella meriti la peggiore punizione del mondo, perché è la gogna in se’ il problema, come strumento di “comunicazione” che dà vita a linciaggi, atteggiamenti forcaioli, nessuna analisi, nessuna critica, semplicemente si mette lì la testa di qualcuno e tu lanci pietre, sfoghi la tua frustrazione, pretendi di sostituire istituzioni, tribunali, polizie, e ti piazzi sulla giacca una bella stella da sceriffo che va in ronda a punire l’idiota del giorno.

Tiziana è stata vittima di cyberbullismo con grave pregiudizio di genere, sessista, misogino, sessuofobo, ma se anche domani ti metti a lanciare pietre contro chi dice stronzate, non stai facendo nulla che in fondo cambi qualcosa. A me pare più una sorta di lavaggio di coscienza collettiva, per dire “io non c’entro” quando in realtà molte persone lincianti e ridanciane guardano e condividono frasi, figure, scene, il cui effetto e le cui conseguenze sono loro ignote.

Mi chiedono che ne penso di quel che fa Selvaggia Lucarelli. Lei è lei e io sono io. Sulla pagina di Abbatto i Muri non si fanno gogne, e non si dà in pasto un nome per galvanizzare la folla armata di forconi. Noi non siamo quelli del “castriamoli”, “impicchiamoli”, perché il lavoro che facciamo è più difficile e destinato a restare, a cambiare la cultura un pezzo per volta, una parola alla volta.

Chi ci propone screenshot che possono assumere forma pornomostruosa per pornoindignazione, sa già che cancelleremo i nomi e le facce, perché ci interessa discutere del contenuto, a prescindere da chi lo ha messo in circolo. Non è sopprimendo qualcuno che sopprimiamo la cultura di cui si fa portatore o portatrice. Quella cultura è sempre lì e serve un lavoro diverso per combatterla e sconfiggerla. Ci siamo occupat* di salvaguardare la reputazione di qualcun@, donne che vengono messe alla gogna, parlando apertamente, perché a quello bisogna mettere fine. Abbiamo chiesto a qualche pagina di smettere e cancellare provando a far capire il nostro punto di vista. A volte è servito e a volte no, ma in ogni caso noi siamo solo persone che hanno uno spazio per comunicare, per veicolare opinioni e informazione, e bisogna capire che non siamo comunque nessuno. Avere centinaia di migliaia di followers non ti rende popolare, perché la traccia che di te rimarrà nella storia è veramente nulla. Siamo parentesi vuote o piene che possiamo riempire ascoltando altre persone che hanno molto da dire e raccontare.

In sintesi: alla gogna non si risponde con la gogna, perché non si fa altro che alimentare lo stesso meccanismo che cambia solo obiettivo, di volta in volta diverso, mentre lo squadrone che ama elargire odio non fa che attendere la prossima vittima. E quella vittima puoi essere tu e tu e tu o io, e molta gente sa che lo sono stata, come lo è stato qualcuno preso di mira da gruppi di gente travestiti da giustizieri del web. L’inquisizione spagnola non mi piaceva in termini reali e non mi piace neppure sul web, anche se si traveste da armata del bene che agisce nel nome della dea madre protettrice delle donne.

Se vuoi combattere contro il cyberbullismo fai cultura, parli di leggi adeguate, che parlino di alfabetizzazione digitale, che spieghino a tante persone che facebook è “pubblico” e che non puoi dire il cazzo che ti passa per la testa perché quello che scrivi resta e cancellarlo serve a poco. Serve raccontare che slut shaming e revenge porn sono forme crudeli di tortura contro le donne private del diritto a vivere compiutamente e liberamente la sessualità.

Giusto per precisare: la gogna è stata usata, ad esempio, anche contro di me per una differenza di opinioni (usata da donne, per la maggior parte, in nome della lotta a difesa delle donne). Gente orribile che immaginava di ergersi a giustiziera in nome delle donne massacrando una donna, la sua reputazione, la sua psicologia, perché parliamo di un metodo che chiunque pensa di avere il diritto di usare contro chiunque. Non va bene. O cambiamo i metodi di comunicazione, tutti quanti, o la prossima volta vedremo la stessa gente che oggi difende Tiziana a mettere alla gogna un’altra ragazza perché troppo alta, o bassa, o curvy o magra o scollata o troppo scoperta o troppo coperta o pelosa o chissà che altro. Basta che trasgredisca la norma. E non ditemi che non è così perché è successo anche sulla pagina di abbatto i muri attraversata da indignatissime e solidali persone in favore delle donne.

Rispondendo a chi chiede allora cosa, come e quando, quali alternative: quel linguaggio, l’odio misogino, lo decostruiamo e lo sovvertiamo ogni giorno, e capisco che si impieghi più fatica a fare un lavoro culturale (qui possiamo fare questo, giacché non siamo la polizia e neppure un tribunale) invece che bestemmiare e sfogarsi per i due minuti d’odio. Ma i due minuti d’odio servono solo a voi per sfogarvi e al potere per vedere intatto il proprio meccanismo di difesa e autoconservazione. Qual è? Si tratta di indicarvi UN colpevole tolto il quale pensate di aver risolto. Si combatte contro il sessismo e la misoginia e non contro il singolo sessista che domani sarà seguito da un altro, peraltro rendendolo un martire per la folla di misogini che riterranno che la Lucarelli sia una “femminista” (sul serio?). Noi facciamo un lavoro serio e costante e i due minuti d’odio con l’esigenza di schedare la gente e di usare la forca li lasciamo a pagine i cui toni sono comunque autoritari. O li lasciamo tra le pagine di 1984 di Orwell.

Ovviamente io non pretendo di avere ragione ma per me l’era della forca dovrebbe essere passata da un pezzo. Non si risponde con la legge del taglione, il far west dei giustizieri e delle giustiziere del web. Il farsi giustizia da soli sul web equivale a fare lo stesso per le strade e capisco la legittima difesa, se i familiari avessero detto delle cose, ma che si sentano autorizzati a farlo altri e altre per me è sbagliato. Non condanno uno stupratore ad essere stuprato, un assassino ad essere ammazzato e un sessista ad essere messo alla gogna. Ci sarà sempre una ragione per cui si pretende di avere il diritto di usare la gogna. Così pensava l’inquisizione con le “streghe” e così pensavano quelli che hanno “punito” Tiziana di non so che. Se alimenti le dinamiche te le vedrai ritorcere contro. E le dinamiche forcaiole non sono eliminate se cancelli uno tra quelli che le hanno praticate. La dinamica la rimetti in discussione avendo la consapevolezza del fatto che il male lo combatti in termini sociali e culturali, favorendo l’evoluzione delle relazioni umane e non promuovendo la barbarie.

Non metto sullo stesso piano Tiziana e il sessista. Tiziana è una creatura splendente in un universo di amore che regala crescita collettiva perfino dal luogo segreto in cui è adesso. Da un sessista non impariamo altro che la certezza che esiste gente un po’ di merda che contrasta la fatica che facciamo a promuovere culture diverse. Non per questo però possiamo dare vita al far west. Ciascuno con la pistola e il colpo in canna in attesa di vedere il nemico apparire all’orizzonte. Il linciaggio è roba pessima esattamente tanto quanto il misogino commento di un sessista. Non combatti il padrone con gli stessi strumenti del padrone. Non combatti il potere che esercita oppressione sessista con gli strumenti che il potere usa proprio per annientarti. Disinnescare l’arma è la priorità, affinché altre donne non si sentano mai sole. Affinché non esista nulla e nessuno che possa indurti a pensare al suicidio.

Questo è quello che penso io. Ed è uno dei motivi per cui altra gente mi insulta. Sottrarre l’osso alla folla pronta al linciaggio d’altro canto vuol dire esporsi all’ira di quella stessa folla per la quale non c’è alcuna differenza tra il sessista e me. Nessuna. Quindi no: Selvaggia Lucarelli non ha fatto nulla per cui devo ringraziarla. Anzi.

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Comments

  1. ciao a tutti vi consiglio anche di leggere questo post interessante dove Selvaggia Lucarelli da la sua opinione riguardo a questa faccenda

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