#Tiziana e quelle che “a me giammai sarebbe potuto capitare…”

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ho visto gente a stracciarsi le vesti ed è la stessa gente che fino a ieri insultava qualcuna per qualunque motivo, perché non c’è nulla di più alto del tribunale della rete. ci sono donne che si ergono a paladine dell’onore del fidanzato tradito e stereotipando indulgono nel definire lei, vissuta sempre e solo come una rivale, una zoccola, né più e né meno.

arrivano a raccontare porcherie fatte in privato e poi mi spiegano che però a loro no, non sarebbe mai potuto capitare quel che è successo a Tiziana, perché loro sono, in fondo, migliori, più pure, sono delle troie candide, e non so se si percepisce la nota di sarcasmo. perché alla fine anche quelle che la danno via con gran piacere tengono a dire che non succede mai prima del terzo appuntamento o che non la darebbero mai a qualcuno che poi le può sputtanare.

e io già mi vedo queste sottili analiste munite di un bizzarro bastardometro che seleziona il pezzo di merda e lo rimuove dalla folla di cazzi danzanti che spuntano in rete non appena ti connetti in chat. vedo queste donne che affermano di non essersi mai mal accompagnate e me le immagino a masturbarsi sentendo una voce sconosciuta o chattando con qualcuno del quale non temono di vedere il cazzo. è tutto molto bello, molto poetico, fintanto che non si scopre che c’è chi rivendica di farlo senza vergognarsene e ricorda a tutte loro che pur piangendo, lacrime di coccodrillo, per una donna morta per una merda di pompino, non smettono mai di distinguere le buone dalle cattive ragazze, per quanto ripetano da sempre, senza conoscerne il significato, che le brave ragazze vanno in paradiso ma quelle cattive vanno dappertutto.

e se per “dappertutto” si intende il fatto di essere derise da una moltitudine di merdaglia che per culo respira ancora, ed io bestemmio perché mi fa vomitare l’idea di condividere lo stesso ossigeno, e così si sente viva, direi che c’è qualcosa di sbagliato. uomini “cristiani” che usano un “poverina” dopo aver cancellato un altro commento in cui chiamavano Tiziana “vacca” e poi donne che si ergono a giudicesse, componenti una inquisizione pelosa, e loro stesse a cercare qualunque corpo di donna da commentare mentre noiosamente attendono di pagare il conto in fila nel vicino supermercato.

vi sembrerà scortese da parte mia ma io vi vedo e siete tutte uguali, con il vostro modo di lasciar perire i fantasmi che vi portate dentro, senza affrontare le zone scure, e poi vi confidate con l’amica cara e solo a lei, o forse neppure, confidate che almeno una volta a settimana incontrate uno sconosciuto beccato in chat e che sicuramente non lo incontrate per la sua intelligenza. e mi pare di stare a sentire i racconti di mia nonna sulle mamme a tutela di pelle virginale a consigliare alle figlie di lasciarsi penetrare in gola, nell’orecchio, in ogni altro orifizio tranne che “sul davanti” perché per quello non c’è ritorno.

sarà per questo che va di moda, a prezzi esorbitanti, la ricostruzione dell’imene, e il punto è – vedete – che si può ricostruire l’imene, si può anche distruggere il passato, rimuovere i ricordi, seppellirli sotto rovine, fango, sperma, saliva, e liquidi vaginali, e poi riemergere con una nuova identità sessuale, di volta in volta diversa, ne ho avuti tre, meno di tre, di solito non la do così presto, non mi succede mai, e allora che si vede la vostra abilità a dissimulare. si può negare tutto ma “la rete non perdona”, e giuro che se qualcuno mi ripete questa frase della minchia urlo con tutte le mie forze. non è una generica “rete” a non perdonare. è la gente che naviga quella rete che è di merda e che gogna su gogna si comporta peggio che fosse il ku klux klan.

e ora non voglio che mi si dica che voglio attribuire a tutte la targa della puttana, perché è una targa che dovreste guadagnarvi con l’impegno, col coraggio, con la grande meravigliosità insita nell’animo di chi non si nasconde. quindi fate ben attenzione, giacché in fondo non sto dicendo che siete tutte pompinare, non sia mai. ammetto che esistono sacche di purezza umana, ci sono persone che usano ancora, a tratti, cilicio e quell’altro affare per inchiodar la fica fino al ritorno dell’uomo che la possiede. è sua, la fica, e poi non lamentatevi del fatto che la cultura del possesso lasci conseguire cadaveri, femminicidi, perché se voi che dite di essere vittime poi fate il processo a chi, secondo voi, ha tradito il patto di proprietà, allora non lamentatevi se all’indomani di un vostro no qualcuno vi dirà “o mia o di nessun altro”, stalkerizzandovi per anni. in fondo farebbe quello che avete fatto voi con Tiziana, ogni giorno, per vari fottuti anni, senza concederle il diritto all’oblio. è un bel po’ di stalking quello che ha subito, con tutti quei commenti e insulti e minacce e contatti non richiesti.

perciò mi sento in questo momento bellamente raggirata, perché tra piagnistei corali, di gente che fino a ieri smerdava aggratis qualunque donna trasgredisse norme, imposizioni, ruoli di genere, mi suona strano udire comunque giudizi giudicanti giudicantimentosi nel paese di giudiziolandia.

quel che date, prima o poi, immagino, che “la rete”, se così vi piace definirla, vi restituirà. se ridete della sconosciuta, senza provare un minimo di empatia, disumanizzando le vittime del vostro bullismo, domani state certe che qualcuno riderà di voi. ma in fondo lo sapete, voi sapete di alimentare un mercato delle vacche in cui ponete carne umana di gente che vi sta sul culo, anche se non l’avete mai vista, sul banco del macellaio, pronta per la vendita. voi lo sapete: perché altrimenti non stareste ben nascoste a fare le brave ragazze che danno delle bocchinare ad altre mentre tenete segrete le vostre perversioni. siete umane, suvvia, e se conosco l’umanità so che la cosa più difficile da fare e incontrare se stess* prima di scontrarsi con la vita altrui.

ma non capite che la monogamia, l’adulterio, tutta la storia dell’amore romantico è una costruzione culturale funzionale alle fabbriche di cioccolata per san valentino e alle grandi sale che guadagnano per pranzi milionari da servire a migliaia di invitati a celebrare la rottura dell’imene. che cazzo vuol dire “adultera”? su quella parola c’è chi ha fatto leggi che ancora consentono delitti d’onore, e il nostro è stato abolito solo nel 1981. non c’è più la concessione all’assassino di dirsi giustificato, ma ci sono un sacco di entità solidali con quello che definite arcaicamente “cornuto” che gettano pietre e compiono in conto terzi quel delitto. un delitto d’onore. di quello è morta ammazzata Tiziana? sotto i colpi dei vostri sassi, mentre giocate a rimpallarvi la responsabilità. colpa della perversione dei giovani, dice il prete; colpa di internet, disse la tecnofobica; colpa della assenza di polizia, disse la rondarola o il forcaiolo che non so come immagini la guardia virtuale.

E poi è colpa di questo e quell’altro e siete una massa di ipocriti e ipocrite perché ce l’avete sulla punta della falange che punta alla tastiera per scrivere che è tutta colpa sua. Sua, di lei, la morta, quella che avete suicidato con la vostra cattiveria. Mi spiace – solo in questi casi – che non esista una cazzo di legge che almeno alimenti un dibattito culturale, a prescindere dal fatto che sia applicata o meno, giacché non credo nella repressione quanto invece nella prevenzione. Ma anche rinviare la responsabilità alla legge che non c’è, alle inchieste ritardatarie, alla sottovalutazione, significa spostare l’attenzione da quello che è e resta il vero problema: se agite da squadristi e da squadriste per dare una lezione, da brav* giustizier* del web, a quell@ che secondo voi merita una punizione, la responsabilità è vostra e ve la dovete assumere.

Mi scuote ancora il fatto che non ci sia chi dica con sincerità: ebbene, fino a ieri ho scritto merdate in proposito e oggi però ho capito; perché se non hai capito, almeno tu, allora mi pare tutto inutile. se ti arrabatti, ti arrampichi sugli specchi, per cercare scuse, con chi parliamo in questi giorni? chi è che recepisce? cosa cambia allora? ce la cantiamo e suoniamo tra noi? Tiziana, come possiamo evitare che ci sia un’altra che domani sceglierà di togliersi la vita? e non perché per credo religioso io pensi che un suicida finisca all’inferno, perché l’inferno è per la gente che fa schifo e ti ha ferita, ma perché sarebbe fantastico, domani, per chiunque tra noi, poter giocare con il sesso e divertirsi senza temere ritorsioni, vendette collettive, punizioni sociali, forche e linciaggi da parte di chi pensa di essere superiore.

non lo sono, non lo siete, superiori, fate soltanto vomitare, ogni volta che scrivete che una donna è troia e lo dite perché scopate poco, forse non trombate affatto, perché fossi nella persona alla quale chiedete di fare sesso io schiferei chiunque si permettesse di parlare così di una donna come Tiziana. Che giochi, che sessualità, che affetto, che relazione si può avere con una persona che è in grado di produrre pensieri tanto schifosi? e la cosa ancora più grave è che da questa storia c’è chi trae inibizione, spunto per lezioni morali al limite del puritanesimo. qualcuno dice: vedi? puoi fare pompini ma niente foto, registrazioni, video, perché se ti scoprono sei fottuta.

vedi? è bene non fare sesso con chi non conosci, e questo prescindendo dalla tragica storia di Tiziana che secondo il racconto della madre è ancor più tragica, alla luce delle sue ultime dichiarazioni. ma che sia quella la verità o mille altre la vittima è pur sempre Tiziana e non il mondo che l’ha ferita, oltraggiata, e che ha goduto sadicamente nel farlo. siete torturatori e torturatrici virtuali, che non smettono neppure quando vedete il sangue. bisognerebbe trarre una lezione diversa da tutto ciò, invece. lo dico alle ragazze, alle donne: non vergognatevi, ve ne prego. non nascondetevi. rivendicate la vostra sessualità, il vostro diritto al piacere, affinchè il mondo sappia che siete soggetti desideranti e non oggetto perenne di desiderio morboso e segaiolo di stupratori in erba o pluridecennali.

siete vive, maledizione. vive. e qualunque cosa dicano di voi mandateli ‘affanculo e veniteci a cercare. al mondo c’è una comunità di gente intelligente che vi darà sostegno morale e che vi renderà orgogliose di quel che siete, a patto che smettiate di giudicare. siete libere di scegliere e avete il diritto di non essere trafitte in alcun modo. e quella gente di merda, ‘fanculo, sarà un orgasmo collettivo, orgoglioso e consapevole, che li seppellirà.

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Comments

  1. Grazie.

  2. Ah, quanto condivido…! Anch’io ho scritto un post, ieri, abbastanza simile. Se ti va, dai un’occhiata!

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